News

I perché di “Fatica Tricolore”

martedì 13 Dicembre 2011

I perché di “Fatica Tricolore”

ROMA, 13 dicembre 2011“Ha vinto tutta la Sardegna”. Luigi Oppo, padre dei vogatori Matteo e Stefano (campione europeo con l’otto Juniores), non ha il minimo dubbio. Il suo scatto “Fatica Tricolore” è stato il più votato nella seconda edizione del Concorso Fotografico “Immagini in… Voga!” con ben 770 preferenze. In questa chiacchierata, esploriamo la sua passione per la fotografia e per il canottaggio, il momento del vincente “clic” e la precedente ispirazione.

Luigi, quando nasce la tua passione per la fotografia?
“Sin da  piccolo ero attratto e incuriosito dalle macchine fotografiche e dalle fotografie. Con il passare del tempo questa attrazione si è trasformata  in vera e propria passione per la fotografia tanto da diventare il mio hobby preferito. Confesso di non aver mai dimenticato la mia prima macchina fotografica KodaK, la vecchia camera oscura fino alla digitale, che mi ha permesso di scattare questa immagine”.

E quando, invece, ti sei innamorato del canottaggio?
“Ho sempre associato il canottaggio ai grandi fratelli Abbagnale che hanno saputo regalare alla nostra nazione grandi emozioni. Ma la mia attenzione per il canottaggio è cominciata quando il mio primo figlio Matteo, circa quindici anni fa, ha mostrato interesse per questa disciplina sportiva e ha iniziato a remare nel “Circolo Nautico Oristano”, seguito dal mitico allenatore Antonio Marras. Matteo ha  trasmesso e contribuito a suscitare in Stefano questa passione che ha coltivato sin da piccolo con costanza e determinazione tanto da raggiungere risultati significativi dapprima nel nostro Lago Omodeo, poi a livello nazionale, sino alla vittoria europea  nel Lago di Goplo. Indubbiamente l’entusiasmo dei miei due figli e le loro vittorie hanno contribuito ad accrescere in me la passione”.

In quale occasione è avvenuto lo scatto “Fatica Tricolore”?
“Lo scatto è stato realizzato a Piediluco in occasione del primo meeting nell’aprile 2011 e per noi familiari ha un significato speciale: sono i remi, portati in spalla dal fratello Matteo, del primo oro vinto da Stefano in una manifestazione nazionale”.

Cosa vuole comunicare quell’immagine?

“L’immagine è il simbolo della nostra Italia che dovrebbe essere, in questo difficile momento, unita come lo sono i remi tenuti in spalle da Matteo”.

Come la legheresti ai valori che esprime il canottaggio?
“Il canottaggio esprime tanti valori, guardando questo scatto la prima cosa a cui si potrebbe pensare è la fatica essendo il remo il componente che serve per dare movimento alla barca, però io guardando questo gruppo di remi tenuti cosi uniti in spalle da Matteo penso ai valori secondo me più significativi  che il canottaggio trasmette: il gruppo” e  l’unione“.

Sei stato in Polonia per gli Europei, che esperienza hai vissuto?
“Descrivere l’esperienza polacca non è semplice, soprattutto quando si è emotivamente coinvolti. Siamo partiti verso la Polonia, per vedere ed incitare con la nostra presenza e il nostro tifo  Stefano e i suoi compagni; con questo intento, io, mamma Adriana, zio Maurizio e con noi non poteva mancare il suo allenatore e amico Antonio Marras, speranzosi che il nostro “ piccolino “ (come solitamente lo chiama lo zio Maurizio n.d.r.) ci regalasse una buona prestazione. Il pomeriggio del 26 giugno, quando l’otto è andato in acqua e ho visto i ragazzi con la tensione a mille, ho pensato che nei minuti successivi tutti loro avrebbero messo in gioco il lavoro, la fatica, l’esperienza, la tecnica e soprattutto lo spirito di gruppo che hanno insieme maturato in questi mesi di lavoro. E così è stato. Il dopo gara, una sensazione meravigliosa! La sensazione più bella, che non si riesce a descrivere, arriva quando senti le note dell’inno Nazionale, che però questa volta, a differenza di tutte le altre premiazioni, suona per tuo figlio che in quel magico momento è sul gradino più alto del podio”.

Che sensazione è stata, per te, vincere grazie ai tanti consensi arrivati dalla Sardegna remiera?
“Quando la Federazione ha lanciato il concorso fotografico, ho pensato subito di pubblicare una delle tante foto scattate durante il primo meeting. Ne ho parlato con Matteo e Stefano, che mi hanno consigliato di scegliere tra tutte, la più significativa. Ovviamente non pensavo di aggiudicarmi il primo posto ma dopo i primi giorni di votazioni ho visto che le preferenze crescevano di giorno in giorno. A quel punto ho iniziato a realizzare che ero veramente davanti a tutti. Posso dire che questa volta ha vinto tutta la Sardegna e da buon sardo come tu mi hai chiamato, questo mi fa molto piacere”.

Nelle immagini: la foto vincitrice del concorso FIC; Luigi Oppo con il figlio Stefano e la moglie Adriana; l’otto Juniores dopo la premiazione agli Europei.