News

Daniele Stefanoni, I quarti posti? Iniziano a esser stretti…

martedì 7 Settembre 2010

Daniele Stefanoni, I quarti posti? Iniziano a esser stretti…

ROMA, 07 settembre 2010 –  Emma e Daniele Rusconi sono i suoi nipotini, ragazzi che desiderano fortemente ripercorrere le orme dello zio. In gara nel canottaggio olimpico e a sedile fisso con i colori della Canottieri Pescate: per Emma un bronzo nel singolo Allievi domenica scorsa ai Tricolori di Corgeno di Vergiate mentre Daniele sarà protagonista a Mantova tra meno di tre settimane.

“Giuro che non li ho spinti a iniziare il canottaggio: diciamo che è stata una logica e ben ponderata scelta”
scherza Daniele Stefanoni al Centro Federale di Gavirate dove sta affrontando il raduno preparatorio per i Mondiali in Nuova Zelanda.

Quarantaquattro anni compiuti lo scorso 28 agosto, di professione disegnatore meccanico,  Daniele vuole sfatare la maledizione dei quarti posti, Monaco 2007, Pechino 2008 e Poznan 2009, regalando così una bella soddisfazione alla moglie Emanuela e alle figlie Marta e Laura.  “Sono tutti quanti ottimi risultati, è chiaro che iniziano un po’ a starmi stretti…”. Nessuno gli regala nulla e lui lo sa bene, a cominciare dal posto in aereo e in barca per la Nuova Zelanda. “Attualmente io sono in selezione con Massimo Spolon e dovrò dare come sempre il massimo per guadagnarmi il posto” prosegue il lecchese, capace sempre di prendere il coraggio a due mani (nel 1987 l’incidente stradale che gli cambia la vita ma non la voglia di vivere n.d.r). “Nel canottaggio mi ha tirato dentro Piero Poli. Quando? Nell’aprile 2007, chiedendomi se avevo intenzione di venire a Pechino per la mia seconda Paralimpiade e sentendosi rispondere subito di si”.

Daniele ed i suoi compagni d’azzurro stanno affrontando anche una preparazione specifica con i pesi. “La professionalità di Carlo Varalda è un valore aggiunto per tutti noi. Io già svolgevo attività di pesistica nello sci, adesso ci stiamo concentrando sulla necessità di allenare la nostra forza e trasferirla in barca”.

Lo sci è una sua grande passione, la tecnica classica (insieme al biathlon) la sua specialità. “Ho partecipato alle Paralimpiadi di Torino ma devo ammettere che dal 1991 al 2004 sciare era soltanto il passatempo della domenica insieme al ciclismo. Poi la vittoria del titolo italiano mi ha spinto ad alzare l’asticella  e così sono arrivate le convocazioni per i Mondiali e le Paralimpiadi. Felicità immensa per essere stato a Torino, grande delusione per la mancata chiamata per Vancouver ma non intendo riaprire adesso triste capitolo”.

Prima di Londra 2012, c’è la Nuova Zelanda nel mirino e Daniele riflette ad alta voce sul rapporto con le sue partner. “Prima Stefania (attualmente impossibilitata a gareggiare nel doppio causa il responso della classificazione FISA n.d.r.) ha dato una mano a me e, da quando è arrivata, io l’ho data a Silvia che piano piano sta crescendo. E’ una questione d’esperienza, che si trasmette da atleta ad atleta. Le regate internazionali Adaptive sono sempre più difficili da affrontare, la concorrenza diventa sempre più affollata e qualificata. Per quest’anno mi aspetto un anno di transizione per poi puntare alle Paralimpiadi attraverso le qualificazioni paralimpiche”.

 

Nelle foto: Daniele Stefanoni; Stefanoni e Toscano ai Mondiali di Monaco 2007; Stefanoni e De Maria all’Internazionale di Gavirate