Bruno Mascarenhas, Dal mio Portogallo verso la terza Olimpiade
Bruno Mascarenhas, Dal mio Portogallo verso la terza Olimpiade
ROMA, 16 settembre 2010 – Va bene. Era una regata internazionale, c’erano soltanto due avversari (Danimarca e Portogallo) e probabilmente vincere non significava aver conquistato la luna. Non per tutti, però. A capovoga dell’otto pesi leggeri azzurro di Montemor-o-Velho c’era Bruno Mascarenhas, da tutti i media nazionali ribattezzato il “portoghese con il core de Roma” dopo la medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Atene 2004.
E’ sufficiente leggere la sua autobiografia “Cinque cerchi olimpici. Un sogno possibile” (casa editrice Serarcangeli) per comprendere il rapporto d’amore-odio con la sua terra natia. Bersaglio della critica del Bruno Miguel di Lisbona è principalmente la
cultura sportiva del Portogallo ma il discorso è troppo ampio per esser ricondotto a poche righe. Occorre leggere attentamente per capire e respirarne i pensieri.
“Vincere in Portogallo e’ stato bellissimo – spiega Bruno – Pensavo di ritornare in questo Paese e sentirmi parte di esso ma mi
sono reso conto, invece, di essere più legato all’Italia. Qui sono ancora molto famoso ed addirittura alcuni ragazzi venivano a chiedermi autografi quando ero accanto ad Agostino Abbagnale . Per una volta mi sono sentito più famoso di lui, penso sarà anche l’ultima!”.
Grande accoglienza ma anche presenza della sua famiglia. “C’erano i miei genitori che si trovavano in vacanza proprio lì, poi i miei cugini e mia nonna di 90 anni che sono venuti apposta per me. Mi sono fermato due giorni per rivedere le zone della mia infanzia e poi sono andato a trovare i nonni al cimitero. Tornando all’affetto della gente, non credevo affatto a tanto calore perché ritenevo di esser conosciuto soprattutto da una generazione di giovani di dieci anni fa e invece anche i ragazzi di oggi mi conoscevano e sapevano chi fossi. In effetti fui l’unico, in tutto il paese, a vincere un titolo mondiale. Ma parliamo ormai di undici anni fa…”.
Secondo Bruno, i motivi di tanto affetto si ricollegano ai suoi pensieri critici e alla sua scelta. “Sono ancora convinto di quello che ho scritto nel mio libro.
I risultati parlano da soli e io sono molto apprezzato da tutti i canottieri perché sono riuscito a non accettare diverse situazioni nella federazione portoghese e ad andarmene. Sono anche fortunato perché ho avuto la possibilità di entrare a far parte di una nazionale importante come quella italiana”.
Una Nazionale con cui vince un bronzo alle Olimpiadi e quattro medaglie mondiali nel quattro senza pesi leggeri nonché il suo primo titolo iridato nell’otto. “Nel futuro, da ora in poi, c’e la voglia di partecipare alla mia terza Olimpiade: mi allenerò, come non ho mai fatto, per raggiungere quest’obiettivo. In questi anni non ho avuto la possibilità e gli stimoli giusti per farlo ma ora e’ diverso e lo vedrete”.
Nelle immagini: Bruno Mascarenhas a Montemor 2010; insieme a Nicola Moriconi campione mondiale under 23 nel 2002; con l’alloro di Atene 2004; capovoga dell’otto leggero a Poznan 2009.
















