Daniele Gilardoni, Il mio segreto? Una grande famiglia
Daniele Gilardoni, Il mio segreto? Una grande famiglia
MILANO, 04 maggio 2010 – Quest’oggi, dalle 19 alle 20.30, la Canottieri Milano organizza un incontro-aperitivo per dare ufficialmente il benvenuto a Daniele Gilardoni. Cerimonia di consegna del body all’atleta bellagino dieci volte campione del mondo sotto gli occhi di soci, atleti di tutte le sezioni sportivi, corsisti, autorità, giornalisti e amici del sodalizio presieduto da Patrick Trancu.
A Daniele Gilardoni, un passato da gladiatore nel quattro di coppia azzurro prima con i colori dell’US Bellagina e poi dal 2000 al marzo 2010 con la Canottieri Lario, abbiamo rivolto qualche domanda per esplorarne le nuove motivazioni e i nuovi stimoli
Una nuova sfida alla Canottieri Milano: cosa ti ha spinto ad accettarla?
La voglia di continuare, per riconfermarmi dopo tanti successi, e la possibilità, in futuro, di mettere in pratica di allenatore la mia ventennale esperienza d’atleta. Tra i miei obiettivi, innanzitutto, la continuità dal punto di vista agonistico nelle motivazioni e nei risultati, il desiderio di contribuire allo sviluppo di una squadra qualificata e di buon livello e far crescere a Milano un maggiore interesse verso il canottaggio, restando sempre nella mia terra d origine.
Quale accoglienza hai ricevuto alla Canottieri Milano?
Direi bellissima e ricca di entusiasmo, la dirigenza e lo staff tecnico mi hanno accolto subito a braccia aperte e già dal primo giorno avevo in mano un nuovo programma d’allenamento personalizzato: questo atteggiamento mi hanno fatto sentire subito di casa. Era ciò di cui avevo bisogno.
Dieci anni di Lario non si dimenticano in fretta e forse non si dimenticheranno mai. Quali episodi ricordi con più piacere?
Dieci anni sono impossibili da dimenticare. Penso di aver scritto una parte della storia di questa società. La maggior parte dei miei risultati li ho ottenuti indossando i colori della Lario. Tanti sono stati i momenti belli che mi hanno regalato vittorie, prestigio e amicizie vere .Tra i ricordi più belli, il mondiale vinto nel 2001 a Lucerna. Il primo vinto con i colori della Lario. Il mondiale della rivincita in tutti i sensi, il mondiale vinto con il mio indimenticabile amico Mauro Baccelli, il mondiale di chi ha creduto in me sin dal inizio, in primis il mio vice-presidete Ruggero Capurso, il presidente e molti dei miei compagni di società che si buttarono per la gioia nelle acque del Rotsee. A seguire gli altri successi, dai Giochi del Mediterraneo a tutti i titoli mondiali, europei e italiani vinti, alla partecipazione olimpica, alla convinzione, infine, d’aver portato nuova vitalità ai giovani atleti della mia ex società ed aver contribuito alla formazione di un gruppo, che negli anni è diventato sempre più grande. Anche nell’ attività sociale ho partecipato a moltissime iniziative e anche con i soci ho avuto un bel rapporto di stima e amicizia reciproca.
Un saluto particolare a Stefano Fraquelli che ha accusato molto la mia partenza e fino all’ ultimo non voleva crederci. Lo ringrazio per la grande professionalità che ha messo nel suo lavoro.
Cosa ti senti di dire ai tuoi compagni della ex società e cosa a quelli della nuova società?
Ai miei ex compagni della Lario, in particolare a coloro che mi sono stati più vicini anche in questo periodo difficile; è stato bello poter gareggiare con loro e averli avuti come compagni ma soprattutto come amici. Spero d’essere stato loro d’aiuto, spero di aver trasmesso loro quella voglia sana e leale di agonismo e di amicizia .
Ai nuovi cosa dire? Mi conoscerete, spero di poter dare il mio contributo, cercando di migliorare una squadra già forte. In particolar modo, spero, con Jose Ccasiraghi, di formare un equipaggio competitivo che possa farsi valere su tutti i fronti. So che avrò un nuovo compagno di armadietto si chiama Francesco ( categoria ragazzi), è un mio tifoso e sicuramente andremo d accordo, perché è pure un grande sostenitore juventino.
Per il 2010 a cosa ambisci? Come ti prepari a tornare in azzurro?
Per questa stagione, la mia strada è ancora lunga: le ambizioni sono le stesse di sempre ma bisognerà lavorare molto e esser convinti degli obiettivi da raggiungere. Il mio ritorno in azzurro è il primo obiettivo della stagione, da un mese mi sto allenando bene seguito dal mio nuovo allenatore Andrea Benecchi. Sto meglio ma devo avere pazienza, considerato il lungo e forzato stop. Comunque la voglia c’è e la grinta non manca.
Hai superato i 30 anni, per quanti anni ancora avrai “benzina”? In poche parole, dove vuoi arrivare?
Si è vero, l’ età avanza e, fortunatamente vivendo in un oasi come Bellagio, molti stress riesco ad evitarli e poi qui tutti mi dicono che dimostro 10 anni in meno. A parte le battute, il mio obiettivo è arrivare al 2012 al top dal punto di vista agonistico, per poi dedicarmi a una vita “normale”; sempre restando a stretto contatto con il mondo dello sport.
Dieci titoli mondiali: sono tanti, ma ci racconti il più bello e il più sofferto?
Si sono tanti e tutti fantastici vinti con eccezionali compagni a partire da Baccelli, Sancassani Basalini, Forlani, Moncada, Mannucci, Federici, Pettinari, Bertini per finire con i due colleghi di lago Pellolio e Danesin. Il più bello fu sicuramente il primo, in Canada, vinto con la maglia della mia prima società, l’ U.S.Bellagina. Poi, come ho già detto, quello vinto nel 2001 a Lucerna (il primo con la Lario) e ovviamente l’ultimo in Polonia, quello della stella. Tre equipaggi eccezionali per tecnica e forza, tre equipaggi da Olimpiade. Il più sofferto fu quello vinto in Austria per pochi decimi e il ricordo più amaro, l’unica sconfitta, a Zagabria, una sofferenza diversa da quella fisica.
Presentaci il nuovo Gilardoni-staff che ti accompagnerà verso Londra.
Diciamo che ho la fortuna di esser ben seguito da uno staff qualificato e professionale. A volte questa scelta di agire cosi, in modo professionale, di circondarmi di persone qualificate, ha dato spesso fastidio. Non ho mai compreso il senso di queste critiche gratuite, provenienti probabilmente da gente che non capisce le difficoltà che si incontrano in uno sport duro come il nostro che ha bisogno dell’ intervento di persone qualificate per ottenere il massimo dei risultati. Da qui è nata la necessità di crearmi uno staff che mi garantisse una assistenza a 360° in tutti i settori. Il mio staff e composto da medici e professionisti del settore legale e amministrativo. Nei prossimi giorni, quando presenteremo il nuovo sito, sarà reso noto anche lo staff . Un nome che posso dare già per certo è quello di Giovanni Marcato. E’ stato fondamentale in questi anni per i miei recuperi fisici .Nel frattempo vorrei dire due parole sulla persona che mi ha dato la possibilità di arrivare a questo livello e soprattutto mi è stato vicino in questi mesi. Grazie a mio padre Domenico, perchè senza di lui e mia madre Aurelia una carriera cosi non l avrei mai fatta: un grazie va anche a mia sorella Cristina che in quest’ anno mi ha fatto da coach. Una grande famiglia, questo è il segreto.
















