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Simone Ponti, Varese in my mind

martedì 11 Maggio 2010

Simone Ponti, Varese in my mind

ROMA, 11 maggio 2010 – Varese gli strizza nuovamente l’occhio, lui sorride e ringrazia.
Nel 2007 Simone Ponti, oggi uno degli alfieri della Canottieri Napoli, è poco più di un ragazzino: non ha nemmeno 18 anni, sicuramente dimostra meno della sua reale età, ma alla Coupe de la Jeunesse si vede un grande combattente.

In quattro senza, assieme a Minopoli, De Falco e Borgioli, stravince in entrambe le giornate: sabato 4 agosto la Spagna incassa cinque secondi e mezzo, domenica 5 agosto sei precisi e pazienza se al buon Simone tocca pagare una birra a un giornalista con cui, tra prima e seconda giornata, scommette di poter rifilare sette secondi alla squadra del presidente Climent.

Varese 2007, un anno dopo Groningen 2006: sul quattro senza, alla Coupe, non c’è Borgioli ma Verde e sabato 29 luglio 2006 il quattro senza azzurro termina addirittura settimo. Che delusione! Eppure, chissà cosa succede nella notte, ma domenica mattina il misto Napoli-Stabia rovescia completamente gli equilibri: primo in batteria, medaglia d’oro dopo un testa a testa con l’Austria da brividi. 27 centesimi la differenza per gli azzurri. Quanto basta.

Varese 2007 la riassume anche Simone.
“Subito fu una delusione per non aver partecipato ai Mondiali Junior di Pechino: rivedendola a distanza di tempo, devo dire che la Coupe de la Jeunesse mi è invece servita per maturare tanto è vero che al primo anno da Under 23, a Brandeburgo, è subito arrivata una splendida medaglia”.
Brandeburgo 2008, già, così somigliante a Varese 2010 perché in primavera si vede il due senza Ponti-Agrillo, primo matrimonio benedetto dai tecnici di Napoli e Posillipo Aldo Calì e Mimmo Perna.

“Dal secondo Meeting Nazionale prese ufficialmente il via l’avventura dei Mondiali: il quattro senza, composto da me, Matteo Motta, Rosario e Chicco Migliaccio, ha dato subito ottime sensazioni e, dopo il raduno premondiale, grazie all’impegno e alla professionalità dei nostri tecnici federali Barbo e Lepore abbiamo centrato l’argento”.
Poi ecco il 2009, stagione difficile con un Mondiale in chiaroscuro per l’eliminazione dell’otto e un tricolore under 23 (vinto nel 2008) sfumato.

“Diversa musica nel 2010, iniziato con il terzo posto al primo Meeting Nazionale insieme a Emanuele Liuzzi e con la soddisfazione di battere l’Aniene nel quattro senza insieme anche ad Agrillo e Landi. Purtroppo al Memorial D’Aloja non siamo riusciti a esprimere il nostro valore ma essendo giovani sono sicuro delle possibilità di miglioramento”.
Domenica 9 maggio il due senza PontI-Agrillo arriva a un secondo da Mornati e Carboncini.

“Con Rosario c’è feeling, dentro e fuori il canottaggio: adesso abbiamo l’opportunità di gareggiare all’Internazionale di Duisburg augurandoci così di confermare la buona prestazione di domenica scorsa. Vorrei vincere ancora tanto ma il primo obiettivo è una gran bella medaglia a Brest”.

Simone rema dal 2003: essendo per natura un giocherellone, si è avvicinato al canottaggio vivendolo prima come un gioco e poi appassionandosi sempre di più.
“Sicuramente i momenti difficile ci sono stati e ce ne saranno ancora ma fortunatamente, grazie alla mia famiglia e alla società Canottieri Napoli, sono riuscito a superarli. i ringraziamenti vanno senz’altro al mio allenatore Aldo Calì che è riuscito ad insegnarmi tanto, compreso i valori del rispetto degli avversari e del saper perdere”.