News

WorldRowing.com celebra Marit van Eupen

venerdì 26 Marzo 2010

WorldRowing.com celebra Marit van Eupen

 WorldRowing.com celebra Marit van Eupen

ROMA, 26 marzo 2010 Una lunga intervista, un fiume in piena di emozioni: la grande campionessa del remo olandese Marit van Eupen racconta tutta la sua storia, dall’avvicinamento al canottaggio agli ultimi trionfi, i fatti della sua vita accompagnati dalle sue riflessioni e dai suoi pensieri. Ora due nuove sfide: mamma tra un paio di mesi (auguri Marit, auguri Josy) e l’esperienza da allenatrice della Nazionale italiana.  
L’Olanda ha appena visto una delle sue atleti più costanti nei successi appendere i propri remi al chiodo. La singolista, nonchè specialista in doppio, Marit van Eupen ha dato l’addio alle competizioni. La van Eupen ha concluso la sua carriera agonistica vincendo con la compagna del doppio pesi leggeri, Kirsten van der Kolk la prima medaglia d’oro Olimpica  del canottaggio femminile olandese.

La van Eupen ha iniziato la sua carriera internazionale relativamente tardi riuscendo ugualmente a partecipare a tre edizioni dei Giochi Olimpici e a vincere tre titoli mondiali. Attualmente vanta quello che è considerato  il più alto riconoscimento per un singolista olandese: “De Gouden Riem” il Remo d’Oro.

Ora al settimo mese di gravidanza, la van Eupen passa il suo tempo tra la sua casa di Amsterdam e l’Italia dove il suo ex allenatore e attuale marito Josy Verdonkschot allena le ragazze della  squadra femminile italiana.
World Rowing ha chiesto alla van Eupen il perché del suo ritiro.
“ Nel 2007, prima dei Giochi Olimpici di Pechino, già sentivo che ero pronta per ritirarmi.
E’ stato solo perché Kirsten (van der Kolk) disse che avevamo le potenzialità di tornare a gareggiare (in doppio  pesi leggeri) ed era convinta di questo. Io ho dovuto prendermi un periodo per p
ensarci dal momento che ero già soddisfatta della mia carriera e mi piaceva gareggiare in singolo ( la van Eupen si è aggiudicata il titolo di Campionessa del Mondo in singolo pesi leggeri nel 2005, 2006 e 2007).

Sapevo cosa avremmo dovuto fare (per poter gareggiare a Pechino) e sono felice di averlo fatto. Abbiamo lavorato come pazze, ma nel modo giusto. In quel momento mi sono resa conto che non sarei riuscita a  farlo  per altri quattro anni. Anche dal punto di vista fisico non è facile. Nel 2009 ho passato molto tempo a recuperare le energie spese. Avevo accusato seri problemi alla schiena durante la fase di allenamento pre Olimpico. Ora sto bene.”

 
World Rowing: Hai partecipato a qualche gara dopo Pechino?
Marit van Eupen: In realtà non avevo pianificato nessuna gara la scorsa stagione. Ero in dubbio per eventuali proposte da parte della Federazione Olandese ma non si sono presentate. Dopo le Olimpiadi è possibile che ti sorga il dubbio e dici “Ok, basta” oppure “Vedremo”. La scorsa estate ho aiutato Josy nel suo ruolo di allenatore in Italia godendomi la vita comune e devo ammettere che non mi è mancato gareggiare ad alti livelli. Adesso sono in attesa di un figlio.
 

WR: Remi mai per divertirti ora?
MvE: Si, l’ho fatto sino a metà gravidanza, poi nel periodo invernale non era molto comodo. Quando si è avuta una vita attiva, si sente la necessità di continuare a fare qualcosa ma con il canottaggio devo stare attenta. Occorre un grosso sforzo dell’apparato muscolare addominale e questo non è bene quando si è in attesa di un figlio. Quindi attualmente pratico ciclette e nuoto. Credo che attualmente una barca la farei affondare (ride).

WR: Cosa ti manca maggiormente dell’essere un atleta di elite?
MvE: Non mi mancano le gare. Devo ammettere che mi manca l’avere un obbiettivo per cui allenarmi, nel canottaggio mi piaceva avere un obbiettivo. Senza un obbiettivo scenderò in acqua solo con il sole e potrò godermi le stagioni. Allenarmi senza un obbiettivo non è eccitante. Adesso si tratta di trovare nuove motivazioni, ma per il momento non le sto cercando.
 
WR: Quali sono i tuoi ricordi migliori?
MvE: La gente che incontri, le persone con cui gareggi e anche le compagne di barca e il condividere esperienze oltre ai buoni risultati che ho ottenuto. Sono un atleta misurata. Ho dovuto lavorare duramente e imparare molto. Abbiamo gareggiato contro il doppio della Germania 33 volte dal 2000 al 2004 perdendo 32 volte – il sapore di quell’unica vittoria è stato dolcissimo!
 
WR: E il culmine della tua carriera?
MvE: Ricevere il Remo d’Oro. Viene assegnato a singoli atleti e viene consegnato direttamente dal detentore. E’ lo stesso detentore che decide chi merita di riceverlo. E’ un premio molto, molto speciale. Non riesco a descrivere quanto sia stato importante per me. Le medaglie sono importanti, ma questo significa molto di più. C’è un “cerimoniale” particolare durante la consegna di questo premio e per riceverlo devi essere almeno Campione del Mondo in singolo.
 
WR: E quale è stato il tuo momento peggiore?
MvE: Ce ne sono stati molti (sorride). Non sono un talento naturale, sia dal punto di vista fisico che mentale. Ho lavorato duramente sentendomi molte volte stanca. Non che io mi sia sentita avvilita  per tutto quel tempo, è solo che ho speso molte energie. Non volevo smettere dopo le Olimpiadi del 2004 perché avevo appena terminato un anno di duro lavoro. Non era quella la sensazione che volevo portarmi dietro. Per questo volevo continuare ed avere il tempo per godermi il canottaggio.
 
WR: Come hai iniziato a praticare il canottaggio e per quanto tempo pensavi di rimanere coinvolta nello sport?
MvE: Ho iniziato per caso. All’università stavo cercando un club di vela ma non l’ho trovato. Ho incontrato un gruppo di persone in occasione di un barbecue che facevano parte di un club di canottaggio. Mi iscrissi e diventai timoniera. Mi divertivo ma dopo un paio di anni pensai che mi sarebbe piaciuto provare come rematrice, ero certa che sarei stata più brava.
Mi è occorso un po’ di tempo per imparare a remare nel modo giusto. La prima svolta è giunta per me nel 1998, allora c’era un  gruppo di ragazze che si allenavano provenienti da vari club; io ero una di loro e in quell’occasione  iniziai velocemente a migliorare. Nel 1999 partecipai in singolo ai campionati mondiali e pensai che ero già troppo vecchia (avevo 29 anni) ma pensai anche che quella poteva essere l’unica volta. In seguito però vinsi la selezione per il doppio che avrebbe partecipato alle Olimpiadi del 2000. Poi disputammo la finale Olimpica e quello è stato il momento in cui ho deciso di continuare per altri quattro anni.
Sono sorpresa di quello che sono riuscita a fare.
 
WR: Quale è stato il tuo più grande appagamento a seguito della medaglia vinta a Pechino?
MvE: Abbiamo effettuato una serie di ottime gare a Pechino ed eravamo abbastanza fiduciose. Avevamo raggiunto il nostro livello migliore. Se qualche equipaggio fosse stato migliore di noi allora era giusto che la vittoria andasse a loro, ma noi eravamo veramente consapevoli delle nostre possibilità. Dopo i primi 500 metri della finale già sapevo che avremmo vinto. Sentivo inoltre che anche Kirsten lo sapeva. Senza aggiungere altro, sentivamo che ce l’avremmo fatta. Ai 1500 metri ci godevamo tutto . E’ stata una gara così speciale, che siamo riuscite a rimanere totalmente concentrate e allo stesso tempo ci siamo divertite
Dopo ci sono state tante persone e tante domande (media) ed io ero semplicemente  felice ma non riuscivo a spiegarlo. Il momento più felice è stato subito dopo l’arrivo della gara, abbiamo ricevuto tante attenzioni e non sapevo come comportarmi.  Forse non era a causa della troppa attenzione ero semplicemente “in un altro mondo”.Dopo ogni gara mi occorre un po per tornare con i piedi per terra mi sento sempre come un aliena. Dopo la gara di Pechino, ci ho impiegato ancora di più. La sensazione che ho provato durante la gara quello è stato l’appagamento maggiore.
 
WR: Pensi di rimanere nel mondo del canottaggio?
MvE: Si come collaboratrice con la squadra Italiana, aiutando Josy. Ho ricoperto il ruolo di team manager della squadra femminile italiana il mese scorso in occasione della FISA Team Cup. Sono inoltre una allenatrice  nel mio club (il Nereus ad Amsterdam), ma non è semplice visto che vivo in due nazioni. Comunque non mi allontanerò mai dal canottaggio.
 
WR: Hai ufficialmente annunciato il tuo ritiro?
MvE: La Federazione Olandese ne è al corrente.
 
WR: Grazie Marit, c’è qualcosa altro che vorresti aggiungere?
MvE:Vorrei ringraziare tutte le atlete con le quali ho gareggiato e con cui mi sono sfidata. Grazie al World Rowing. Molte sono le persone  che rendono possibile la pratica del canottaggio agonistico e noi dobbiamo esserne sempre consapevoli.

 

 
fonte FISA, traduzione FIC