News

Intervista a Marcello Valoncini

sabato 9 Gennaio 2010

Intervista a Marcello Valoncini

 Intervista a Marcello Valoncini

MILANO, 09 gennaio 2010 – È Marcello Valoncini, atleta dell’Idroscalo Club di Milano e grafico della Gazzetta dello Sport, un altro nuovo membro del team del Comitato Regionale Lombardo. Un successo senza precedenti, un traguardo di grande spessore per la squadra del Presidente Antonio Bassi. Marcello infatti ha tutti gli ingredienti necessari per permettere un ulteriore crescita al Comitato Regionale: è un grafico, ama il canottaggio e può portare all’interno del gruppo la sua esperienza lavorativa maturata all’interno di uno dei massimo quotidiani sportivi italiani. Per la presentazione non poteva mancare un intervista ufficiale.

Lavori alla Gazzetta dello Sport, ami il canottaggio ed ora grazie al Comitato Regionale sei riuscito ad unire professionalità e passione mettendoti in gioco per il tuo sport. Come commenti questo tuo periodo e cosa ti aspetti dalla FIC Lombardia?

“La collaborazione con il comitato è nata spontaneamente quando ho conosciuto Antonio, mi sono fatto trascinare dal suo entusiasmo nell’organizzare eventi e promozioni per il “nostro” canottaggio. Spero che il mio aiuto possa portare sempre più visibilità, il mio obiettivo è quello di dare un’immagine moderna e al passo con i tempi a uno sport che esiste da sempre”.

Il logo per un’azienda è il segno distintivo, tu con grande abilità e professionalità hai appena fatto quello del Comitato Regionale dandogli così un nuovo volto. Com’è stato il percorso che ti ha portato al risultato?

“Innanzitutto bisogna focalizzarsi su quello che il “cliente” vuole trasmettere, cercando di mettere in equilibrio tradizione e contemporaneità. La fase successiva è l’ ”elaborazione” di un segno grafico, che in questo caso ho creato mantenendo una forte riconoscibilità del brand federativo, ma dando comunque un’impronta decisa e chiara al logo che sarebbe comparso su tutte le divise degli atleti lombardi. Durante la fase di realizzazione si deve dare grande importanza ai consigli e suggerimenti filtrandoli però con la propria impronta ed esperienza. È così che si raggiunge un risultato che accontenta sia chi progetta sia chi commissiona”.

Non solo il logo del Comitato, tu sei anche la mano del logo Row Force One: il progetto dell’otto della Consulta. Ora cosa vorresti fare con lo staff del remo lombardo?

“Io sono un tipo che non ama stare con le mani in mano, ho sempre bisogno di azione e movimento per sentirmi vivo, quindi tutto quello che il comitato avrà intenzione di studiare, non può che darmi nuovi stimoli. Per mantenersi giovani, bisogna allenare il corpo, ma soprattutto il cervello…”

Dacci un parere, considerando le tue competenze professionali, sul canottaggio italiano. Cosa andrebbe migliorato?

“Approfitto di questo spazio per sottolineare come uno dei campi gara più belli al mondo (e non esagero…) venga sfruttato pochissimo o quasi per niente. Mi riferisco all’Idroscalo di Milano, meraviglioso bacino che ospita i miei allenamenti quotidiani. Mi rattrista veder organizzare gare in tutta Italia, in posti pur belli, ma con enormi lacune (poco spazio per sistemare i carrelli, spogliatoi inesistenti, posti ventosi). L’Idroscalo offre un parco splendido di contorno, l’aeroporto a due passi, il vento inesistente e una tribuna da migliaia di posti, peccato non sfruttarlo.

Hai due righe a disposizione, lascia un messaggio ad uno dei 10000 canottieri italiani.

“A pensarci bene, se ognuno dei 10.000 canottieri italiani scrivesse una mail alla Gazzetta per chiedere di dare più spazio al canottaggio sulle pagine della Rosa, chissà cosa farebbe il mio direttore? Forse creerebbe una rubrica fissa dedicata al nostro sport. Sarebbe bello, no?…”

Luca Broggini