Intervista a Mariuccia Magri, responsabile dell’associazione Archè
Intervista a Mariuccia Magri, responsabile dell’associazione Archè
MILANO, 07 settembre 2009 – Archè, associazione di volontariato, attiva a Milano, Roma, Fireze e San Benedetto del Tronto è nata nel 1991 grazie a padre Giuseppe Bettoni. Un’organizzazione che ha come obiettivo quello di supportare bambini e ragazzi con disagi psichico e sociale o affetti da HIV in Italia e nel sud del Mondo. Il gemellaggio con il canottaggio sta a testimoniare come lo sport possa essere accomunato alla solidarietà. Tutto questo è stato possibile grazie alla volontà di tante persone che hanno deciso di aderire a questa iniziativa. A commentare questa nuova amicizia Mariuccia Magri, responsabile comunicazione e raccolta fondi dell’Archè.
Un gemellaggio tra canottaggio e solidarietà nella cornice di Piazza Duomo. Successo o insuccesso?
“Grande successo, siamo molto contenti di questa bella iniziativa che abbina il mondo dello sport alla nostra associazione. Da questo legame nasce anche un desiderio che è quello di vedere questi bei giovani pieni di entusiasmo e di passione impegnati per supportare i ragazzi meno fortunati. Sarebbe bello vedere questi sportivi impegnati in prima linea, un po’ come è successo in questi due giorni di sport”.
Un’accoppiata vincente, come è nato questo gemellaggio?
“Un’idea del Presidente Antonio Bassi che ha conosciuto la nostra associazione in occasione di un evento organizzato nel comune di Milano nel 2008. dall’idea si è passato ai fatti ed ora siamo qui sotto lo stesso tetto”.
Essere alle spalle del Duomo di Milano in mezzo ai giovani per sostenere ragazzi con disagio psichico e sociale o affetti da HIV. Quale messaggio volevate lanciare?
“L’obiettivo era quello di invitare tanti giovani e ad immergersi nel mondo del volontariato che, come lo sport, permette di mettersi in gioco”.
Ad ogni chilometro verranno devoluti due euro ad Archè. Un contributo raggiunto grazie ai tanti atleti che durante le 20 ore hanno remato sul remoergometro. Come verrà impiegato questo supporto?
“La donazione verrà utilizzata per sostenere la nostra casa accoglienza di Milano che ospita mamme e bambini con disagio sociale o affetti dal virus HIV”.
Ed ora, in conclusione, lancia un appello allo sport del remo.
“In questi giorni ho visto tanti bei giovani, appassionati e motivati, un ideale di sportivo vero. I canottieri quindi mi danno l’idea di essere dei grandi uomini del futuro”.
Luca Broggini
Uff. Stampa FIC Lombardia
















