Educazione fisica: dalla palestra della scuola al galleggiante del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo
venerdì 8 Maggio 2009
Educazione fisica: dalla palestra della scuola al galleggiante del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo
Educazione fisica: dalla palestra della scuola al galleggiante del Reale Circolo Canottieri Tevere Remo
ROMA, 8 maggio 2009 – “Un’esperienza bellissima.”, “Mi è piaciuto molto, non è qualcosa che ti capita tutti i giorni.”, “Bisogna sicuramente provarlo almeno una volta nella vita.”, “Faticoso ma divertente.” Sono solo alcuni dei commenti espressi dagli studenti dell’Istituto Statale “Giorgio Ambrosoli”, giunti al loro secondo allenamento al Reale Circolo Canottieri Tevere Remo e ormai completamente catturati e invaghiti dal canottaggio. “Avevamo sentito parlare dei fratelli Abbagnale e delle vittorie alle Olimpiadi, ma in realtà, nessuno di noi aveva un’idea precisa di cosa fosse e in cosa consistesse questo sport.” Nonostante ciò la curiosità ha avuto la meglio e Daniele Giustini, Andrea Bussi, Flavio Tarquini, Gian Marco Palazzo, Emanuele Mastro Battista, Arianna Abballe, Martina Cardinali e Simone Risa non solo hanno avuto occasione di approfondire questa conoscenza, ma, anzi, di viverla sulla loro pelle. Dopo una lezione teorica su quelle che sono le nozioni di base e la prova al remoergometro, è giunto il momento di scivolare con il “San Giorgio”, l’otto jole messo a disposizione dal circolo, sulle acque del Tevere e di scoprire che il fiume capitolino “…in realtà non è sporco, pensavamo che fosse peggiore, la sua fama non è affatto meritata.” Ma sicuramente a richiamare l’attenzione dei ragazzi ha inciso notevolmente anche la scoperta che il canottaggio “è uno sport completo, l’istruttore, nella prima lezione, ci ha detto che sviluppa il 99% dei muscoli.” L’iniziativa, inoltre, ha anche il merito di aver riunito allievi provenienti sia dalla sede centrale dell’istituto, sia della succursale: “Molti di noi non si conoscevano, quindi partecipando a questa iniziativa non solo abbiamo potuto stringere nuove amicizie, ma anche rafforzare quelle già esistenti. Infatti, con questa barca è necessario un lavoro di squadra, tutto il gruppo deve collaborare attivamente e bisogna cercare soprattutto l’affiatamento e la sintonia, altrimenti non ci si muove dal galleggiante.” L’impegno e l’entusiasmo sono evidenti, l’interesse e il trasporto non mancano, ma i miglioramenti rispetto alla prima prova? “Ci sono stati, abbiamo capito meglio la tecnica, nonostante che non disponiamo di basi solide e delle conoscenze adeguate. Comunque rispetto alla prima volta ci sembra di aver progredito.” Il canottaggio, ci sembra il caso di dirlo, ha colpito ancora, conquistando, affascinando e, in alcuni casi, appassionando tutti loro. Un coro unanime comunica tutto l’entusiasmo di questo gruppo: “Bravo professor Massimo Coletta, grazie Tevere Remo!”