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“Il Circolo Tevere Remo:un luogo magico”

venerdì 8 Maggio 2009

“Il Circolo Tevere Remo:un luogo magico”

“Il Circolo Tevere Remo:un luogo magico”

ROMA, 8 maggio 2009 – “I ragazzi sono stati veramente conquistati, rapiti da questo ambiente magico.” Con questa frase il professor Massimo Coletta, insegnante di educazione fisica alla scuola statale superiore “Giorgio Ambrosoli”, esprime tutto l’entusiasmo e il trasporto mostrato dai suoi allevi per questa iniziativa della Tevere Remo.
“Ci rendiamo conto di trovarci in un luogo esclusivo, nonostante ciò siamo stati accolti con grande tranquillità e disponibilità. Non ci hanno fatto sentire assolutamente un peso e questo è certamente lodevole. Naturalmente anche noi dobbiamo fare la nostra parte e rispettare chi ci sta ospitando, ma poiché ritengo che quando la fiducia viene riposta in bravi ragazzi viene sempre ripagata, mi sento abbastanza tranquillo.” Durante l’allenamento lo sguardo vigile del professore è continuamente sugli studenti che si cimentano nel remoergometro con impegno evidente.
“La mia scelta è ricaduta su alunni meritevoli, con una buona preparazione scolastica, che presentassero, però, anche interesse e curiosità verso il canottaggio. Comunque ero sicuro che vi avrebbero aderito con grande trasporto e profondo coinvolgimento. È stata offerta loro la possibilità di osservare ed esplorare un mondo sportivo del tutto inedito e sconosciuto, ma, soprattutto, diverso dall’ambiente calcistico divulgato in modo eccessivo dai mass media.”
Come lui stesso ci conferma nessuno di loro conosceva l’attività remiera: “La maggior parte dei ragazzi scambiava il canottaggio con la canoa, solamente praticandolo si stanno rendendo conto che si tratta di due sport e due culture del tutto differenti”. Un giudizio, quindi, sicuramente positivo, quello del professor Coletta, che coinvolge anche gli allenatori: “Sono veramente soddisfatto della grande professionalità e disponibilità dimostrata dagli istruttori.
È un piacere poter collaborare con loro, si tratta di grandi campioni che hanno anche partecipato alle Olimpiadi ed hanno scelto di trasferire ad altri ragazzi il loro amore per il remo e la loro competenza. Insomma ai miei alunni è stata regalata non solo l’occasione di familiarizzare con un mondo fino ad ora sconosciuto, ma anche di spezzare la normale routine che ristagna all’interno delle scuole.
È sicuramente un’iniziativa valida che si concilia perfettamente con gli obiettivi scolastici: insegnare la disciplina, l’autonomia e la responsabilità. Ecco perché ritengo che questo sport sia indicato per ragazzi, che, come i miei alunni, provengono da zone di Roma, come dire, più vissute e disagiate.”

Claudia Franceschi
Ufficio Stampa Comitato Lazio