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Antonio Bassi: Remare è bello!

mercoledì 9 Dicembre 2009

Antonio Bassi: Remare è bello!

Intervista ad Antonio Bassi, Presidente del Comitato Regionale Lombardia, nell’ambito di Row Force One a Roma. Un messaggio chiaro per tutti: il canottaggio è anche “remo e salciccia”.

Di Chiara Zammataro

ROMA, 09 dicembre 2009 – “È stata una bellissima esperienza in un posto storico per noi milanesi. È stato bello aver dialogato con gli altri presidenti in una tranquillissima atmosfera. L’esibizione è andata bene, la barca dell’”Otto Presidenziale” ha ben figurato sotto gli occhi attenti del pubblico presente alla seconda regata nazionale di fondo.
La cosa è nata copiando l’idea al Presidente degli Stati Uniti d’America: loro hanno l’Air Force One, noi abbiamo il Row Force One. Non siamo decollati però, diciamo, abbiamo planato sull’acqua, dunque è stato molto divertente
”.

Un’esperienza da ripetere sicuramente anche per i messaggi importanti che lancia: “Io sono la prova vivente che il canottaggio è per tutti e che si può remare anche divertendosi, come diciamo noi al Nord “remo e salsiccia”. Questa è la cosa fondamentale per fare notizia, creare uno stimolo per i giovani e vedere che si può remare anche dopo la fine dell’attività agonistica”.

Il divertimento alla base dell’attività sportiva, questo il punto di forza del Comitato Lombardia, un metodo per attirare tutti a praticare il canottaggio. “Da noi abbiamo un buon gruppo di giovani soprattutto cadetti. Purtroppo c’è sempre un piccolo calo, penso sia anche naturale, dopo i 14-15 anni. L’attività diventa più pesante, aumentano gli allenamenti, gli allenatori stessi cercano di spingere di più sull’agonismo e poi anche la scuola diventa più impegnativa. Noi in questi anni abbiamo attuato la politica di farli divertire il più possibile, portarli in posti belli, anche all’estero, far loro incontrare altre regioni”.
 
Infatti uno dei prossimi appuntamenti sarà a Bari il 30 e 31 gennaio, dove si sfideranno gli equipaggi regionali al remoergometro: “Bisogna cercare di tenere i giovani un po’ più legati al mondo del canottaggio che non è proprio solo agonismo, ma anche incontrare altre persone e divertirsi”. E per diffondere la conoscenza della voga occorre “fare una bella comunicazione. Abbiamo tantissime belle manifestazioni che forse non vengono pubblicizzate in canali adeguati”.

Una delle possibili soluzioni, per il Presidente del Comitato Regionale Lombardia, sarebbe quella di “avere una radio ufficiale della Federazione che faccia promozione e una volta la settimana, magari, parlare del canottaggio 10 minuti in programmi nazionali”.

Un altro spunto vincente va preso dalla cultura anglosassone in cui lo sport è molto seguito anche a livello universitario: “Famose sono le sfide goliardiche tra Oxford e Cambridge. Loro hanno sì il Top Level, ma hanno anche tantissimi altri equipaggi di serie minori che si divertono e fanno gruppo. È ovvio che in un Club in cui ci sono 40-50 persone è più facile creare seguaci, com’è altrettanto ovvio che si va in club dove c’è gente e non in cui sei l’unico a remare”.

L’esperienza di Row Force One a Roma? Irripetibile per il contesto, ma replicabile altre mille volte con lo scopo di lavorare insieme con la serenità e la gioia dei momenti importanti.