Francesco Cardaioli, Molto bene il raduno di Varese
Francesco Cardaioli, Molto bene il raduno di Varese
ROMA, 28 dicembre 2009 – Diciotto anni compiuti un paio di giorni dopo la finale dei Mondiali Juniores di Brive la Gaillarde, Francesco Cardaioli guarda avanti e si prepara ad aprire la finestra sul 2010, in pratica ufficialmente iniziata con il raduno decentrato Senior di Varese: anno tosto tra agonismo (prima stagione under 23) e scuola (maturità scientifica), una questione di carattere nel saper ben coniugare tutte le necessità.
“Sono anche al decimo anno del Conservatorio Pollini di Padova: vorrei riuscire a diplomarmi in pianoforte a febbraio: voglio mantener fede a tutti gli impegni continuando ad allenarmi quotidianamente con la consueta volontà di migliorarmi”.
Novello Porzio, quindi, che riassume così il 2009.
“Buono l’inizio con il titolo italiano indoor, benissimo ai Campionati Italiani con le vittorie a Ravenna e San Giorgio senza dimenticare le gare nazionali e il Memorial d’Aloja. Un po’ di rammarico per i Mondiali, la medaglia forse ci è sfuggita per mancanza di esperienza ma io e Alin Zaharia abbiamo dato tutto: è stata comunque un’esperienza fantastica anche per il bel rapporto che si è formato con gli allenatori e con gli altri ragazzi”.
Il ragazzo del Bacchiglione, il fiume dove si allena, dice grazie al suo tecnico e agli allenatori federali.
“Alberto Rigato ha contribuito al salto di qualità nella categoria Juniores e in Nazionale ho trovato Rocco e Claudio altre due splendide guide: anche i miei genitori e gli amici mi sono stati accanto nei momenti facili e difficili”.
La parola riposo, fermo restando le attività sopra elencate, non appartiene al suo vocabolario.
“Non ho trovato purtroppo nessuna occasione per staccare la spina in agosto e anzi spero che queste vacanze di Natale siano un’occasione buona per riposarmi qualche giorno.
Il raduno di Varese è andato molto bene: brevi tirate in singolo e segnali abbastanza convincenti per continuare ad allenarmi in questa maniera”.
Il più giovane del raduno: sensazioni importanti.
“I ragazzi sono tutti molto simpatici anche se naturalmente rispetto ai raduni Juniores si respira un’altra aria nel senso che tutti sono molto più esperti e più “vecchi” di me: spero di poter imparare molto da loro e che siano anche un buono stimolo per i miei allenamenti”.
Francesco ha ben chiaro in mente quali passi compiere in futuro.
“Ho diciotto anni, devo ancora migliorarmi fisicamente e tecnicamente e mantenere sempre un buono stato di forma anche nei periodi più difficili. Spero poi di ottenere qualche risultato in ambito nazionale e magari anche partecipare a gare internazionali pur sapendo che come primo anno under 23, sia in Italia che all’estero, dovrò confrontarmi con atleti molto forti e preparati”.
Padovano, futuro Senior: tra i suoi modelli, non può non esserci Rossano Galtarossa, quattro medaglie in cinque Olimpiadi e simbolo della longevità nello sport italiano.
“Come modello di canottiere non posso che rifarmi a lui, compagno di società che ammiro molto sia per i meriti agonistici sia per la personalità e l’affetto che dimostra sempre.
Anzi colgo l’occasione per fargli ulteriori felicitazioni per l’arrivo della piccola Adele.
In ambito straniero ammiro molto Mathias Rocher, un ragazzo tedesco che è passato da vicecampione junior due anni fa ad essere singolista mondiale in ambito senior a soli 20 anni. Trovo che sia una cosa eccezionale”.
















