Luigi Vanti: Il canottaggio si fa, non si guarda
Luigi Vanti: Il canottaggio si fa, non si guarda
Soddisfazione per l’esito della seconda regata nazionale di fondo organizzata assieme alla Tevere Remo. Luigi Vanti coach del CC Salaria ed animatore di questo giovanissimo circolo, racconta i suoi progetti e le sue speranze per promuovere il remo a tutti i livelli.
Di Chiara Zammataro
ROMA, 11 dicembre 2009 – “Sì, insieme alla Tevere Remo abbiamo organizzato la tappa di Coppa Italia per la seconda volta. È stato faticoso anche perché siamo ancora ‘matricole’, ma secondo me i risultati hanno dato un buon riscontro”.
In effetti non sembra ci siano state grosse problematiche organizzative, anche la discesa e la risalita di barche ed equipaggi è stata abbastanza rapida. “Abbiamo posizionato per questo un altro pontile provvisorio, penso che abbia sortito i giusti effetti. Certo essendo un Circolo che ospita tanti sport, calcio, tennis, nuoto, e così via, gli spazi sono quelli che sono. Ma siamo, comunque, riusciti a ricavare anche un’area in un campo da calcio per posizionare le imbarcazioni a secco e per fare tutto in maniera più consona e comoda”.
Tantissimi atleti hanno gareggiato domenica 6 dicembre, ma l’organizzazione è stata veramente ottima. “Il problema più gradito è stato quello dell’affollamento, nel senso che abbiamo avuto parecchia gente che ha partecipato, oltre 500 iscritti e molti sono venuti a vedere le gare”.
Bellissima anche la partecipazione dei ragazzi Special Olympics. “E’ Paolo Ramoni della Tevere Remo che organizza. Ben volentieri abbiamo messo a disposizione sia la barca, sia i remorgometri per fare attività. Noi siamo sempre molto attenti con il sociale, non è un fatto di moda, ma è un fatto di coscienza non solo per i ragazzi ‘speciali’, ma anche per persone che non hanno la possibilità di fare sport. Siamo sempre pronti e disponibili ad aprire le porte e ad offrirci come tecnici per far conoscere il canottaggio”.
A questo proposito chiediamo a Luigi Vanti quali sono, secondo la sua opinione, le iniziative che potrebbero incentivare il pubblico a seguire il canottaggio. “Il canottaggio per me non è uno sport che può attirare il grande pubblico. Secondo me deve attirare il grande pubblico non a guardare, ma a praticare. Il pubblico è quello che partecipa, il pubblico sono le 501 persone che oggi sono qui a far la gara, che poi si fermano e guardano anche gli altri, sono quelli che con le loro iscrizioni, con l’acquisto di imbarcazioni, di remi e di abbigliamento riescono poi a portare un surplus di movimento al canottaggio”.
E a livello comunicativo Luigi propone alcuni interessanti escamotages: “Penso che dal punto di vista giornalistico si potrebbe fare la rivista del canottaggio, può essere magari divertente da sfogliare anche per chi non è abituato ad usare i mezzi elettronici. Ma le nuove tecnologie stanno coinvolgendo sempre più persone, anche delle fasce di età più anziane. A livello di comunicazione penso che ci si sta muovendo bene: il Comitato regionale Lazio, con la presenza di giovani cronisti e l’attivazione di un sito dedicato sta operando al massimo per far conoscere questo sport. Anche il sito federale www.canottaggio.org si sta muovendo discretamente nella rete telematica”.
In conclusione una battuta sulla giornata trascorsa all’insegna dello sport e del divertimento: “riscontro finale positivo, bellissima giornata, il tempo è stato fantastico, con il sole in tutta la manifestazione, meno male”. E i 75.000 metri quadrati del Salaria Sport Village hanno fatto il resto.
















