Quando un Circolo si stringe attorno ai propri atleti
Quando un Circolo si stringe attorno ai propri atleti
E’ quello che è accaduto durante l’annuale cena di premiazione dei giovani talenti del Circolo Canottieri Tirrenia Todaro. Cordialità, amicizia e soprattutto tanto affetto per i protagonisti dell’annata che ha visto protagonisti gli atleti di canoa e canottaggio.
Di Pino Lattanzi
ROMA, 30 ottobre 2009 – Ci sono dei momenti in cui una società esprime il meglio di se stessa. Uno di questi è l’appuntamento annuale in cui si festeggiano, a stagione conclusa, i protagonisti di tante imprese sportive. E’ il momento della gioia, del ringraziamento, della riconoscenza per l’impegno profuso. E’la festa che unisce vecchie glorie e i giovanissimi delle scuole di voga e pagaia. E’ il modo più genuino di dire grazie a quanti si sono impegnati per raggiungere i risultati per cui ci si è allenati per mesi. Martedì 28 ottobre nel salone del Circolo Tirrenia Todaro il presidente Giorgio Gatti con brevi, ma sentite parole, ha espresso la gratitudine di tutto il sodalizio per il lavoro del gruppo sportivo. Giustamente soddisfatti i direttori sportivi Stefano D’Elia e Luca Federici e il vice presidente Leopoldo Aperio Bella che hanno ripercorso le fasi più importanti della stagione agonistica. Fin qui la cronaca di una serata speciale, ma quello che deve essere raccontato è lo spirito che anima dirigenti, soci ed atleti. E’ un aspetto che accomuna molti circoli di remo e pagaia: lo sport quando è genuino sentimento, quando accomuna esperienze, quando si fonda sull’impegno fuori da ogni compenso, dà il meglio di sé. Il Tirrenia è un sodalizio che ha una storia di ineccepibile sportività: i suoi atleti partecipano attivamente in ogni fase della vita associativa, dalle assemblee, con diritto di voto, alla condivisione delle scelte sociali. Tutti gli spazi del circolo sono frequentati allo stesso modo dai soci effettivi e dai soci atleti, perché lo spirito sociale deve viversi in ogni momento ed in ogni occasione, sia di allenamento che di svago. E’ la peculiarità specifica di questa realtà insignita della Stella d’Oro al merito sportivo. Quindi premiare Flavio Franceschi, terzo classificato al campionato italiano Under 23, oppure applaudire Giovanni Balocchi, Leone Barbaro, Andrea Esposito, Gianluca Guazzaroni e Giorgio Pietroletti, medaglie d’argento nel quattro con nel campionato categoria “ragazzi”, fa parte di un modo di stare insieme e vivere lo sport in modo autentico senza i richiami del successo economico. A loro è stata donata una semplice targa incisa con migliaia di colpi in acqua seguendo le indicazioni del loro allenatore. Quell’allenatore, Emilio Trivini, che, fedele al suo carattere schivo, si tiene sempre lontano da feste e premiazioni. Ma la storia del Tirrenia è anche e soprattutto canoa. La presenza nella serata della famiglia Tilli è segno non solo di continuità e fedeltà allo sport della pagaia, ma è parte integrante della storia infinita del sodalizio neroazzurro, che annovera, dopo anni, un titolo italiano nel settore della canoa. Premiati anche Umberto Tornar, recente campione mondiale nella categoria master, e Massimo Gradella per il quasi record italiano sui 42 chilometri al remoergometro. Ma la serata al Tirrenia Todaro non poteva concludersi senza la tradizionale poesia di Gottardo Angella, socio fondatore del sodalizio e grande esponente di quello spirito sociale che ha fatto grande questo circolo.
















