Olimpiadi 2016: il CIO sceglie tra Obama e Pelè
Olimpiadi 2016: il CIO sceglie tra Obama e Pelè
ROMA, 02 ottobre 2009 – Il Comitato Olimpico Internazionale decide oggi a chi assegnare l’organizzazione delle Olimpiadi del 2016.
Chicago, Rio de Janeiro, Madrid e Tokyo: quattro angoli del mondo in trepidazione per l’annuncio che verra’ fatto dal Cio a Copenaghen intorno alle 17.
Ogni delegazione avra’ 70 minuti a disposizione per illustrare il dossier di candidatura. Poi, nel primo pomeriggio, si apriranno le urne.
A supportare le candidature dei rispettivi Paesi sono scesi in campo Re Juan Carlos di Spagna, il neo premier giapponese Yuko Hatoyama, il presidente brasiliano Lula e, per la prima volta nella storia, anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, accompagnato dalla moglie Michelle.
A Copenaghen, i quattro leader hanno gia’ da giorni iniziato a lavorare per accaparrarsi voti e convincere i membri del Comitato Olimpico Internazionale che la candidatura della loro citta’ e’ la migliore. Lo scontro piu’ aspro sembra essere quello tra Usa e Brasile: Lula chiede che le Olimpiadi vengano assegnate al suo Paese perche’ il Sudamerica non ha mai ospitato un’edizione dei Giochi; Obama e’ determinato a vincere innazittutto per mettere a segno un colpo importante nella prima parte della sua presidenza; poi, per rilanciare l’economia di Chicago e dell’Illinois, duramente fiaccata dalla crisi economica.
Tokyo ha scelto da tempo il suo motto: ”Giochi Verdi”.
Madrid, dopo che si e’ vista scippare da Londra l’edizione 2012, questa volta non vuole fallire. I ”Giochi”, insomma, sono aperti.
CHICAGO SCENDE IN CAMPO CON IL PRESIDENTE E IL LAGO MICHIGAN.
Chicago ”vuole questi giochi, gli Usa sono pronti e anche gli americani lo sono”. Parola del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che si e’ lasciato per un momento alle spalle la riforma sanitaria, la crisi economia e il nucleare iraniano per volare a Copenhagen insieme alla moglie Michelle e sostenere la candidatura della ”sua” citta’.
L’obiettivo dell’inquilino della Casa Bianca e’ convincere i membri del Cio, il Comitato Olimpico Internazionale, che Chicago e’ meglio di Madrid, di Tokyo e di Rio de Janeiro.
Obama, pero’, non e’ l’unica ”arma” in mano alla citta’ piu’ importante dell’Illinois: Chicago, infatti, puntera’ sui suoi parchi storici e le sue grandi strutture per l’attivita’ sportiva che si articolano lungo la costa del lago Michigan da cui e’ bagnata.
Il dossier che Chicago presentera’ domani al Cio prevede che l’85% delle gare olimpiche sia concentrato in un’area non piu’ grande di otto chilometri. Area che il comitato promotore ha denominato ”l’anello Olimpico”: per spostarsi da una zona all’altra occorrono solo 15 minuti a piedi.
I costi infrastrutturali e l’impatto sulla citta’, se Chicago dovesse essere scelta, saranno limitati: i Giochi sfrutteranno in prevalenza gli impianti gia’ esistenti. Per gli atleti verra’ allestita un’area riservata con cinema, anfiteatri per concerti e appartamenti vista lago.
LULA, PER LEALTA’ GIOCHI 2016 SPETTANO A RIO DE JANEIRO.
Rio De Janeiro potrebbe essere la prima citta’ sudamericana ad ospitare i Giochi Olimpici. La capitale brasiliana punta proprio su questo: la (non) storia come fattore in piu’ per battere le candidature di Chicago, Madrid e Tokyo.
Il presidente Luiz Inacio Lula e’ sceso in campo da tempo per sostenere la candidatura di Rio: la scorsa settimana, partecipando ad un summit tra i leader sudamericani e africani, ha spiegato che la capitale brasiliana dovrebbe essere scelta ”non tanto per merito”, quanto per una questione di lealta’.
”Il Brasile e’ l’unico grande Paese del mondo che non ha mai ospitato un’edizione dei Giochi. In Sudamerica non ci sono mai state le Olimpiadi e nell’america latina solo una volta in Messico nel 1968”. I Giochi Olimpici, ha aggiunto Lula, ”non possono essere esclusiva solo dei Paesi ricchi”.
Ma il la Capitale brasiliana ha anche i numeri dalla sua parte: sono 11 milioni gli abitanti di Rio, mentre quelli complessivi del Paese toccano quota 180 milioni.
TOKYO PROMETTE GIOCHI ”VERDI” E IMPIANTI DI QUALITA’.
Una Olimpiade ecosostenibile: questo il punto di forza del dossier con cui Tokyo spera di aggiudicarsi i Giochi del 2016 e battere la concorrenza di Chicago, Rio de Janeiro e Madrid.
Nel 1964, il Giappone, ancora fiaccato dagli sforzi di ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale, approfitto’ dei Giochi per rilanciare la propra immagine internazionale.
Oggi, la Capitale nipponica conta di aggiudicarsi le Olimpiadi del 2016 per rialzare la testa dalla crisi economica e fare un passo in avanti verso le fonti di energia rinnovabili.
Il piano e’ quello di organizzare ”Olimpiadi Verdi”: Tokyo si e’ gia’ impegnata per il 2016 a ridurre drasticamente le emissioni di Co2 e a ottimizzare e incrementare l’utilizzo di energie alternative. Perche’, ha detto il sindaco di Tokyo, Shintaro Ishihara, ”se non si fa qualcosa ora, il mondo rischia di non poter vedere le Olimpiadi del 2020”.
Proprio come Chicago, anche Tokyo, se scelta, optera’ per allestire un’area olimpica su scala ridotta (otto chilometri al massimo) al fine di ridurre il piu’ possibile gli spostamenti di delegazioni e spettatori. Solo per le gare preliminari del torneo di calcio e per le prove di tiro al volo sono previste altre sedi.
Inoltre, i Giochi non impegneranno Tokyo in grandi opere di edificazioni: 17 luoghi su 34 sono gia’ in piedi, eredita’ delle Olimpiadi del 1964. Gli unici interventi si limiteranno all’ammodernamento degli impianti. Uno dei punti di forza di Tokyo e’ quello di essere l’unica citta’, tra le quattro candidate, ad aver gia’ ospitato un’edizione delle Olimpiadi.
MADRID CAMBIA FACCIA PER I GIOCHI DEL 2016.
Madrid e’ pronta a cambiare faccia nel caso in cui il Cio dovesse sceglierla per ospitare i Giochi del 2016.
La Capitale spagnola, per la cui candidatura e’ sceso in campo direttamente Re Juan Carlos, puntera’ soprattutto sulla riqualificazione del fiume Manzanares: il corso d’acqua diventera’ una delle attrazioni principali della citta’. Non solo ospitera’ il Villaggio Olimpico e lo Stadio principale, ma diventera’ un punto di riferimento per tutti gli abitanti di Madrid. Il progetto di riqualificazione del Manzaranes prevede infatti ampi parchi verdi, piste ciclabili, aree per bambini, caffe’ e ristoranti. E’ prevista inoltre una spiaggia, sul modello di quella allestita sulla Senna a Parigi nel 2002. Per questo motivo i tecnici si sono gia’ attivati per ripulire l’acqua del fiume al fine di renderla balneabile.
L’amministrazione comunale e il comitato promotore hanno messo a punto per i Giochi del 2016 un progetto ben preciso: nell’area est della citta’ che si snoda lungo il corso del fiume (oltre 2 mila ettari) verra’ edificato lo stadio Olimpico e il villaggio. Piu’ a ovest, invece, si terranno le gare di 9 specialita’, tra le quali canottaggio, ciclismo e tennis.
Proprio come Tokyo, Madrid punta su giochi ecosostenibili: verranno piantati in quell’area 26mila alberi e verranno costruiti 11 ponti attraversabili solamente a piedi.
Fonte: ASCA.it
















