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La barca: focus su progettazione, costruzione e riparazione nelle parole dell’Ing Placido

venerdì 16 Ottobre 2009

La barca: focus su progettazione, costruzione e riparazione nelle parole dell’Ing Placido

     
 

La barca: progettazione, costruzione e riparazione nelle parole
dell’Ing Placido

NAPOLI, 16 ottobre 2009 – L’ingegner Alessandro Placido, responsabile dell’area Ricerca, Sviluppo e Produzione del Cantiere Filippi, parla a chiare lettere: esprime concetti complessi con parole semplici, aiuta i tecnici a entrare nel fenomeno barca a tutti gli effetti soffermandosi su tutti gli aspetti affrontati dal Cantiere Filippi nella costruzione del mezzo amico dei canottieri.
Come una barca viene pensata, come viene costruita, cosa c’è dietro quest’attività in termini di sviluppo, come si interviene in caso di rottura: sono i temi trattati dall’ingegner Placido attirando l’attenzione dei tecnici in sala.
“Puntiamo sempre all’aumento della rigidezza dell’imbarcazione: dal legno alla fibra di carbonio, si ragione sempre in funzione del movimento degli atleti considerato che la maggior parte dei carichi in barca deriva proprio dai vogatori” sostiene Placido.
Ma la costruzione della barca prende il via dalle richieste degli allenatori che fanno pressioni per avere la barca a misura del loro atleta.
“Noi calcoliamo la media della tecnica di gruppi di atleti inserendola in un apposito programma chiamato Kimè: con questo software si estrapola il movimento dell’atleta traducendolo in forza a bordo, accoppiando il movimento dell’atleta, dotato di propria forza e tecnica, con la barca. Prove e test al vero costerebbero molti soldi”.
La rifinitura avviene attraverso un codice commerciale.
“I sistemi CAD consentono di disegnare il tutto prima della produzione del modello e dello stampo”.
Placido parla poi di discretizzazione.
“Occorre conoscere la persona per capire le dinamiche del movimento: sono importanti le inerzie all’attacco e in finale ma non si trascurano i remi, parte principale della resistenza idrodinamica della barca” dice Placido.
Scelta la forma migliore, l’imbarcazione-base si completa con altri elementi e dopo il taglio del modello lo stampo si ottiene con una tecnica di infusione.
“L’infusione è una tecnica veloce che prevede la preparazione della barca (sacco a vuoto) che produce depressione in grado di attira resina dentro la barca. Ogni singolo spazio viene riempito dalla resina sino al momento in cui non viene creato il lay up completamente bagnato”.
Pillole sui materiali: carbonio per resistenza, honeycomb per leggerezza, kevlar per resistenza al taglio
“Prima dell’inserimento al mercato, tutti i componenti vanno testati: in particolare ci soffermiamo sulla resistenza meccanica e sulla resistenza a rottura”.
E proprio in tema di rottura l’ingegner Placido snocciola tutti gli elementi utilizzati per la riparazione: resina epossidica, microfibra in vetro, tessuto vetro-carbonio, stucco, carta vetrata, vernice bi componente.
Attenzione alle esperienze di laboratorio che potranno essere rivissute sul sito www.fisaconferencenapoli.com: a operare, in collaborazione con l’ingegner Placido, il tecnico del Cantiere Filippi Luciano Pecciani che ha mostrato tutte le fasi di una delaminazione: preparazione della superficie per le punture di resina, stuccatura, satinatura e verniciatura finale.

 
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