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Comunicato Stampa

giovedì 24 Luglio 2008

Comunicato Stampa

Gavirate chiama Livigno…Jiri Vlcek rispondi!…
alcune domande per l’atleta rosso-blu in preparazione olimpica

Alla Canottieri Gavirate si stanno preparando le valige, la bandiera rosso-blu partirà infatti per le olimpiadi di Pechino e sarà protagonista rappresentata dall’atleta Jiri Vlcek.
Jirka, così gli piace fasi chiamare, si trova ora sulle montagne di Livigno, con il resto della squadra, ad affrontare le ultime settimane di preparazione prima di prendere il volo diretto verso la capitale Cinese. Prenderà parte alle regate nella specialità del Quattro senza Pesi Leggeri.
Lui e i compagni Bruno Mascarenhas (C.C. Roma), Salvatore Amitrano (G.S. Fiamme Oro) e Catello Amarante (G.N. Fiamme Gialle) lo scorso settembre  hanno qualificato la barca, classificandosi terzi a mondiali di Monaco, ed ora stanno lavorando duramente per affrontare al meglio l’appuntamento olimpico.

Siamo riusciti a contattare Jirka a Livigno e a fargli alcune domande.

Ciao Jirka, come stai, tutto bene? Negli ultimi mesi è difficile vederti qui in società a Gavirate, cosa ci racconti dei mesi trascorsi a Piediluco e di quest’ultimo periodo di preparazione in altura, a Livigno?
Sono mesi difficili, sempre in raduno, ma sono cose che ho scelto in partenza quando ho deciso di iniziare il percorso verso l’olimpiade. Quest’ultimo periodo a Livigno è particolarmente tosto, ma sono arrivato fin qui… ed ora chi mi ferma più?…la preparazione e la vita in altura ci da giovamento per il fresco, di notte si dorme bene e di giorno riusciamo a dare il massimo durante gli allenamenti.

La preparazione? come procede? il quattro senza è una barca che richiedere parecchio affiatamento fra i componenti, la “temperatura” (tensione) comincia a salire ora che l’appuntamento olimpico è sempre più vicino…?
La preparazione procede bene, il programma è lo stesso dello scorso anno, ma lo stiamo affrontando diversamente, con uno spirito più combattivo. Ad ogni allenamento diamo sempre il massimo di noi, lo affrontiamo come se non fossimo in quota, e ci spremiamo sempre fino all’ultimo. Siamo tutti e quattro uniti nella fatica, l’uno per l’altro con un solo obbiettivo.
Io, Bruno, Salvatore e Catello siamo un gruppo compatto, unito in barca e fuori, insieme stiamo affrontando i problemi che ci si pongono di fronte sul percorso.
La tensione olimpica la sentiamo quel tanto che basta che ci spinge a dare sempre il meglio di noi.
É molto bello quando cammini per strada, qui a Livigno, e le persone ti fermano e ti lasciano il loro augurio, questo è per noi un premio, ci fa molto piacere vestire la maglia azzurra.

Il tuo stato d’animo com’è in questo momento? Come la vivi? L’olimpiade è la più alta manifestazione sportiva…che effetto ti fa pensare che fra poco tempo sarai uno degli atleti protagonisti?
Mi sembra di vivere in un sogno, sono anni che mi ero prefissato questo obiettivo, per questo motivo è mia intenzione gustarmi momento per momento questa esperienza. Sono consapevole del ruolo che ricopro e che il mio posto è ambito da tutti i atleti del nostro sport.
Sono veramente orgoglioso si essermi guadagnato tutto questo con le mie forze, questo aumenta di gran lunga il mio piacere.
Non mi sento un fenomeno di forza fisiologica, nel canottaggio, però, per arrivare ad un buon risultato sono spesso più importanti altri fattori come la determinazione, la forza di volontà, la tenacia e tanta tanta pazienza; bisogna ammettere, però, che anche un pizzico di buona fortuna fa la sua parte!…

A casa? I tuoi parenti e la tua ragazza sono ansiosi per te?…hanno aspettative di qualche bella sorpresa?
Le persone a me più care mi sono tutte vicine e me ne accorgo proprio nei momenti difficili. Spero solo che non siano troppo ansiosi, altrimenti vivrebbero male questa occasione che la vita mi ha concesso.
Le aspettative sono alte, siamo proprio noi, come equipaggio, a crederci al 100% di poter fare una gran gara e restare nella storia.

Ora sui campi internazionali vesti la maglia azzurra, non dimentichiamo però che sei originario della Repubblica Ceca…non pensi che un po’ il tuo body (il tuo cuore) sia di due colori?
Gareggio per l’Italia e mi sento italiano. Sono cresciuto qui, e qui voglio rimanere.
Non rinnego le mie origini poiché sono affezionato al mio paese, ma ora sento il mio cuore legato al luogo dove vivo.

Sperando (facendosi le corna per scaramanzia) che vada tutto bene hai già maturato progetti per il dopo Pechino? Cosa rappresenta per te il canottaggio: una passione, una parentesi o una possibile professione? All’infuori del canottaggio maturi poi altre aspirazioni?
Premessa… con i miei compagni ci siamo promessi che se prendiamo una medaglia a Pechino faremo tre cose insieme:
1 – A fine Agosto scalare il Monte Rosa ed arrivare al Rifugio Margherita
2 – Un fine settimana all’Oktoberfest in Germania
3 – Correre la maratona di New York
Tutto ciò se va tutto per il meglio (come speriamo che vada….)
C’è poi in atto un progetto decisamente più serio ed impegnativo: io e la mia ragazza Michela vorremmo andare a convivere entro la fine del anno.
Per quanto riguarda il futuro più lontano penso che continuerò a remare finché non avrò capito che mi basta, a quel punto intraprenderò altre strade, che ora sono sconosciute anche a me.

In ultimo.. vuoi lasciare un messaggio a qualcuno….spara pure………
Un messaggio al cuore di ogni persona: credete nei vostri sogni, io sto realizzando il mio. Se volete sapere come si fa per realizzarli venite a domandarmelo di persona, volentieri vi racconto come ho fatto io.

L’avventura di Jirka e dei compagni Bruno, Salvatore e Catello viene descritta nelle pagine del loro sito internet www.olympicfour.it

Ufficio Stampa Canottieri Gavirate [email protected]
Francesco Bonomo [email protected]
www.canottierigavirate.com