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Comunicato Stampa

mercoledì 16 Luglio 2008

Comunicato Stampa

Gli allenatori della squadra under 23, “facilitatori” di atleti

BRANDEBURGO, 17 luglio 2008 – Per introdurre l’argomento ci piace citare George Bernard Shaw, scrittore e drammaturgo irlandese, Premio Nobel per la letteratura nel 1925, il quale scrisse: “Le persone che progrediscono nella vita sono coloro che si danno da fare per trovare le circostanze che vogliono e, se non le trovano, le creano”.  Abbiamo scelto questa citazione perché riteniamo che si addica meglio alla categoria under 23 ed agli allenatori che la seguono sia in società che in nazionale. Una categoria che, da quando è stato opportunamente istituito il Campionato del Mondo, sta diventando sempre più importante per la funzione che assolve.
Nella squadra under 23, molte volte “cannibalizzata” dalle formazioni maggiori (assoluta, pesi leggeri e olimpica) confluiscono, infatti, i migliori junior nella quale, fintantoché  non compiono i fatidici 23 anni, hanno modo di crescere e fare esperienza internazionale preparandosi al meglio per il grande balzo per raggiungere le squadre maggiori.

Questa squadra, piena di giovani di belle speranze, ciclicamente si arricchisce anche di atleti che, pur non avendo mai indossato la maglia azzurra, fanno il loro esordio proprio nella compagine under 23. Questo è accaduto anche quest’anno e ben cinque atleti hanno potuto fare la loro prima esperienza in azzurro.

Parafrasando la citazione di Shaw, ci piace affermare che: “Gli atleti che progrediscono nella vita agonistica sono coloro che si danno da fare per trovare le circostanze che vogliono e, se non le trovano, le creano”. Bene. Ma da soli come farebbero a progredire, trovare circostanze e crearne delle altre? Ogni atleta ha bisogno di una società alle spalle, con allenatori che li seguono e li indirizzano, una famiglia che li fa sentire meno “diversi” di tanti loro coetanei che invece di allenarsi si divertono e fanno le “ore piccole” in discoteca. E non basta ancora, perché una volta che le società e gli allenatori di club li hanno seguiti ed allenati, questi atleti devono affrontare le selezioni: le fatidiche selezioni da tutti temute e dalle quali, periodicamente, escono gli azzurri che difendono i colori italiani durante il mondiale.

L’appuntamento selettivo è affidato alla responsabilità dei tecnici federali che seguono la squadra azzurra e traducono in azioni le direttive del Direttore Tecnico. Il loro lavoro si avvicina molto più a quello del “facilitatore” (moderna figura che, oltre a favorire la crescita professionale del personale in genere, gestisce anche i vari brainstorming dai quali dovrebbero emergere idee e proposte per migliorare il mondo che ci circonda), perché questi tecnici non hanno un programma definito che li contraddistingue ma sono costantemente al servizio prima delle società, dialogando e stabilendo con i tecnici societari come far migliorare l’atleta, o gli atleti, che hanno individuato, e poi della nazionale under 23, ma in una sorta d’attesa attiva e vigile. Attesa perché è improbabile costruire una nazionale di categoria nel momento in cui molti degli under 23 hanno la fortuna e la capacità tecnica di transitare, entrandone e a volte uscendone, nelle nazionali maggiori e quindi quest’ultime, obtorto collo, hanno la precedenza su quella under 23. Vi sono alcuni raduni ai quali vengono convocati gli atleti migliori ma alla fine c’è la selezione dove a volte si infrangono attese personali e sociali ma non sicuramente le carriere degli atleti. Poiché questi allenatori-facilitatori spiegano continuamente, facendo comprendere sia ai tecnici ed agli atleti – a volte ci riescono e a volte meno – come avviene la formazione degli equipaggi con atleti che, prima di farne parte, sono sottoposti a test sia in barca che a terra e solo dopo prove cronometriche, con conseguente valutazione dei risultati, si arriva alla decisione di escludere un atleta piuttosto che un altro. Il lavoro di questi tecnici che vivono, per scelta, tra società e centro federale, è fatta di decisioni da condividere prima tra loro e con il direttore tecnico e poi con i tecnici societari e l’atleta poiché colui che oggi è rimasto escluso dalla compagine domani potrebbe essere il protagonista del mondiale under 23.

Società, tecnico di club e tecnico federale hanno l’obbligo di creare “le circostanze migliori per far progredire l’atleta”. Ecco questi sono i tecnici che oggi a Brandeburgo stanno portando gli atleti in finale nel mondiale 2008.


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