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Comunicato Stampa

domenica 6 Aprile 2008

Comunicato Stampa

ELIA LUINI: “SOGNO PECHINO, MA NON FINISCE LÌ

di Franco Morabito

ROMA, 7 aprile 2008 – Prosegue la carrellata delle interviste agli azzurri in preparazione per i vari appuntamenti internazionali 2008. E’ora la volta di Elia Luini, un atleta plurimedagliato che, stando anche alle sue parole, ha ancora un lungo avvenire davanti a sé.

– Una carriera, la tua, costellata di risultati eccellenti – argento olimpico a Sydney 2000, quattro titoli iridati – ma anche di cocenti delusioni, come quella di Atene 2004 quando tu e Pettinari par
tivate come grandi favoriti ma dove, per i motivi che conosciamo legati alle condizioni fisiche del tuo compagno, non riusciste nell’impresa finendo solo dodicesimi. Qual è lo stato d’animo con cui stai affrontando questa nuova stagione olimpica?
“Direi che lo stato d’animo è dei migliori: sono molto determinato e desideroso di far bene in questa mia terza Olimpiade. Per riuscire in quest’impresa mi sto preparando facendo tutti i raduni richiesti dal nostro D.T. Andrea Coppola e seguendo le sue direttive. Quest’anno la mia dedizione al canottaggio è totale”.

– A parte significative esperienze sul singolo, dove hai conquistato anche un bronzo iridato juniores, sul quattro senza e sul quattro di coppia pesi leggeri, il doppio pl è la specialità nella quale hai vinto di più. Sei ancora convinto che questa barca sia quella più congeniale alle tue caratteristiche per puntare ad alti traguardi, soprattutto in chiave olimpica?
“Proprio parlando di Olimpiade la scelta ricade su due sole barche della mia categoria, i pesi leggeri: doppio e quattro senza. Sono nato come canottiere di coppia ed è la vogata che mi affascina di più. Non nascondo che il singolo mi piace parecchio per molti aspetti ma non essendo specialità olimpica… la barca più congeniale rimane il doppio”.

– In quest’avvio di stagione, però, hai brillato anche nel singolo: nel Silver Skiff di Torino giungendo secondo dietro al fuoriclasse neozelandese Drysdale, e vincendo sul Lago d’Orta nel Memorial don Angelo Villa. Sono due gare alle quali tenevi moltissimo e per le quali, evidentemente, ti eri preparato a puntino.
“Ci tengo molto partecipare a queste gare perché ci si diverte, sono un ottimo pretesto per divertirmi rimanendo comunque in allenamento, ho la possibilità di ritrovare gli amici canottieri, anche i fuoriclasse internazionali, di stare insieme e fare un po’ di festa, cosa che non si fa in occasione dei Mondiali. Per entrambe le gare non mi ero affatto preparato, le ho sempre considerate “allenamento”, tant’è vero che io come altri atleti olimpici il giorno prima della gara eravamo in ritiro a Piediluco lavorando ognuno sulla propria barca olimpica”.

– Come stanno andando gli allenamenti? Il tuo compagno è ancora Marcello Miani con il quale hai fatto coppia negli ultimi due anni vincendo tra l’altro l’argento iridato a Eton 2006, o il direttore tecnico Coppola ha sperimentato anche qualche altra soluzione?
“Gli allenamenti stano procedendo per il verso giusto. Nel mese di febbraio sono state fatte alcune prove modificando gli equipaggi con altri atleti di coppia ma alla fine mi sono ritrovato con Marcello ricomponendo appunto la coppia di questi ultimi due anni”.

– Sei nato a Varese, hai mosso i primi passi con il Gavirate ma da tempo sei ormai accasato a Roma con l’Aniene. Sei contento di questa tua scelta?
“Contentissimo. Questa società ha saputo trasmettermi affetto e gratificazione per quello che faccio ed è in grado di sostenermi in tutto quello di cui un atleta ad alto livello ha bisogno facendomi sentire molto vicino nonostante che io mi alleni spesso a Varese”.
 
– Raccontami una tua giornata-tipo. Oltre al canottaggio, che pratichi ovviamente a tempo pieno, ti occupi anche di qualcos’altro?
“Il canottaggio assorbe gran parte delle mie energie e giornate, nel tempo libero che mi rimane faccio un po’ di tutto, mi svago, mi riposo, mi diverto, vado a fare la spesa…, ovvero tutto quello che fanno le persone “normali” quando non lavorano”.

– Come è nata la tua passione per l’informatica?
“Non è una vera e propria passione, sono diplomato in questa specializzazione ma ora il computer lo uso solo per mail, foto e internet”.

– E per gli hobby: sci, mountain bike, cinema e musica, trovi degli spazi di tempo per coltivarli?
“Certo, visto che quest’anno è un anno particolare (anno olimpico) li trascuro un po’ ma… recupererò ampiamente da settembre in poi”.

I Giochi di Pechino si preannunciano colossali dal punto di vista dell’impiantistica e dell’impatto mediatico. Ma fanno anche molto discutere per i noti problemi ambientali e per le tragiche vicende di questi ultimi giorni. Qual è il tuo pensiero in merito?
“Penso e credo che lo sport sia “purezza”. Nello sport ci sono competizioni e non guerre, il messaggio dovrebbe passare oltre a queste problematiche e tremende vicende che nulla c’entrano con lo sport. In fondo Pechino è stata scelta  come città ospitante, e queste loro realtà si conoscevano anche prima di assegnare questi Giochi Olimpici”.

– Come abbiamo già detto, hai vissuto in passato altre due esperienze olimpiche: Sydney e Atene. C’è qualcosa di diverso, quest’anno, nel modo di approccio a questa nuova avventura a cinque cerchi? Provi le stesse emozioni di allora o ti avvicini all’evento in un modo più ragionato?
“L’Olimpiade è un grande evento che emoziona molto, è  il sogno di ogni atleta, ma io voglio stare ben sveglio. Quindi: emozione tanta, come a Sidney ma  la considero positiva perché riesce a suscitare in me quella giusta tensione e quella carica indispensabile perché io possa esprimermi al meglio. Non c’è, invece, alcun ragionamento perché ogni volta è come se fosse la prima: non sai mai come va a finire”.

– Descrivi il tuo maggior pregio ed il tuo peggior difetto.
“Pregio: essere troppo buono e tollerante arrabbiandomi raramente. Difetto, ammesso che lo sia: taccio spesso in situazioni che meriterebbero invece di essere discusse”.

– Come ultima cosa rispondi ad una domanda che ti saresti aspettato ma che non ti ho fatto.
“Quali sono i tuoi progetti post-Olimpiade? Sicuramente un po’ di riposo, vacanze e divertimento, per poi riprendere pian piano per un nuovo quadriennio verso Londra 2012”.


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