Comunicato Stampa
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Un esercito di 1500 canottieri quello che ha pacificamente invaso sabato e domenica il lago di Piediluco, e proprio grazie a quello che a ragione può essere considerato il meglio del canottaggio nostrano, si è potuto assistere in tutte le categorie, ed in quasi tutte le finali, a delle regate avvincenti sotto il profilo tecnico-agonistico e dello spettacolo. Alle spalle dei big senior e pesi leggeri, che si giocavano, nella prima uscita ufficiale i 10/10 di visus del dt tecnico Andrea Coppola, il gruppone non meno importante degli juniores, futuro del nostro canottaggio. Alla presenza del responsabile della squadra under 18, Claudio Romagnoli, si son dati battaglia i migliori vogatori juniores in tutte le barche selettive e non, con i grandi lavoratori che hanno lasciato spazio ai grandi talenti. In un rapido susseguirsi di finali non sarà sfuggito ai più l’escalation del remo triestino che a livello juniores, almeno in questo primo Meeting, si è dimostrato il più valido in quasi tutte le discipline, con 3 ori, 2 argenti ed 1 bronzo, in 6 delle 7 discipline del programma sempre in formazioni interamente societarie, dimostrando il significativo rilancio del remo giuliano in una delle categorie che cominciano ad avere il suo peso anche nel medagliere azzurro. Due le società artefici di queste performances: la Nettuno condotta da Gianfranco Bosdachin ed il Saturnia di Spartaco Barbo, che vuoi per capacità, per scelta tecnica o per puro caso, si son spartiti la vogata di coppia (per la Nettuno), e quella di punta (per il Saturnia). I 6 podi hanno dimostrato l’effettiva potenzialità di una città di soli 220.000 abitanti, sempre molto distante da tutti i campi di regata (Piediluco a 620 km), che rema da sempre sul mare (con qualche sporadica puntatina in occasione della preparazione a gare importanti a Monfalcone (a 30 km) o San Giorgio di Nogaro (a 50 km). Che cosa ha quindi portato ai risultati di domenica? Una forte tradizione con radici centenarie in città? Un gruppo di giovani con caratteristiche fisiologiche, tecniche e di volontà superiori alla media? Due allenatori di “mestiere” particolarmente motivati? Due società (vicine tra di loro 300 metri in linea d’aria) che intendono con tutte le loro forze emergere nel panorama nazionale ed internazionale? Forse un mix davvero esplosivo di tutte queste componenti assieme, che potrebbe segnare il rilancio del remo triestino una volta per tutte. Trieste sorride a vedere i suoi figli tener così alto il suo nome. Maurizio USTOLIN |
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