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Comunicato Stampa

mercoledì 10 Dicembre 2008

Comunicato Stampa

“A Varese, anche i sogni possono diventare realtà”
1200 persone hanno gremito il Vela, per testimoniare che lo sport è sport sempre, anche quando chi lo pratica lo fa per ritrovare il senso della vita. Lo sport disabile non è più solo una provocazione, ma una bella realtà, grazie a Roberto Bof e a chi crede che la vita debba essere vissuta da tutti, nessuno escluso>

Una serata speciale? Per certi aspetti ancora sì anche se, onestamente, è ormai patrimonio acquisito di una città e di una provincia che non finiscono mai di stupire per la duttilità di un carattere e di una cultura sociale davvero straordinari. Se c’era bisogno di una conferma, ebbene il 4 dicembre al Vela di Varese, la si è avuta, si è capito che quello che poteva sembrare un sogno e rimanere tale, si è trasformato in una stupenda realtà, grazie alla determinazione di Roberto Bof, un giornalista sportivo che ha saputo veicolare le ansie e le aspirazioni di un mondo sommerso, sul palcoscenico della vita, cambiando il corso della storia sociale e sportiva di tutto il territorio varesino. Roberto ha raccolto e rilanciato una grande esperienza educativa già fortemente presente nel tessuto umano e sportivo locale, ricco di vocazioni, di sperimentazioni e di personaggi che con la loro tenace perseveranza hanno contribuito a suggellare la legittimazione del Vela. Primo fra tutti Fabrizio Macchi, l’uomo storia dello sport disabile varesino, il fenicottero che ha fatto cadere le barriere del pregiudizio con le sue performances in Italia, in Europa e nel mondo. E poi ecco l’intuizione umana e sportiva di Paola Grizzetti, responsabile Adaptive Rowing della Canottieri Gavirate, che ha combattuto la disabilità, aprendo le porte del mondo sportivo a tutti coloro che erano in cerca di una riconciliazione umana, morale e materiale con la vita. Ricordiamo Giovanni Calabrese, marito di Paola, bronzo olimpico a Sidney, tenace assertore della vocazione educativa dello sport, quella che argina il disagio e la discriminazione sociale, per restituire una speranza a chi l’aveva persa per sempre. Ma la rivoluzione, quando incide radicalmente sul pensiero e sul costume ha bisogno di tutti, di chi quel pensiero lo ha scoperto e coltivato, ma soprattutto di tutti coloro che questo pensiero lo hanno fatto proprio, cancellando anni di ignoranza, di paura, di cecità umana e morale e di pregiudizi di ogni genere. Al Vela di Varese si è avuta la netta sensazione che l’uomo vecchio se ne sia andato per sempre e che una nuova cultura della vita abbia preso piede grazie allo sport, a quella meravigliosa sfida con se stessi e con la vita, che ha la forza taumaturgica di restituire la felicità a chi ha vissuto per troppo tempo nell’apartheid e nella segregazione sociale. Il cambiamento parte proprio da loro, dai disabili. Sono loro che ci propongono e ci insegnano un nuovo modello di vita, capace di andare oltre lo sport, dove la dignità diventa realmente patrimonio di tutti.

Felice Magnani
Comunicato ASD Canottieri Gavirate