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Matteo Lodo, il colosso di Terracina, via Lungo Sisto

giovedì 29 Luglio 2021

Matteo Lodo, il colosso di Terracina, via Lungo Sisto


LATINA, 29 luglio 2021 – Lo vedete nella foto? Sta mordendo la sua seconda medaglia olimpica. Un altro bronzo a distanza di cinque anni dal primo. E’ il secondo da destra o il terzo da sinistra, fate voi. Si chiama Matteo Lodo, è di Terracina, è cugino d’arte (Alessio Sartori, non uno qualsiasi) se vogliamo, ma è soprattutto un ragazzo eccezionale, un campione vero, che ci teniamo stretti e non soltanto noi, splendida famiglia legata ad uno sport meraviglioso come il canottaggio. E’ figlio del III Nucleo Atleti Fiamme Gialle, della caserma “Spiridigliozzi” di Sabaudia. E abita in una via, quella denominata Lungo Sisto a Terracina, che in fatto di medaglie olimpiche non è seconda, udite udite, a nessuna nazione remiera di questo mondo.


Suo cugino di secondo grado, come detto, l’immenso Alessio Sartori, ne ha vinte tre in cinque Olimpiadi disputate (oro a Sydney, bronzo ad Atene e argento a Londra), Matteo ha fatto anche meglio perché dopo l’esordio a Rio de Janeiro con il bronzo, si è ripetuto a Tokio, sempre su quel quattro senza delle meraviglie. Cinque medaglie in sette Olimpiadi. Tanta roba signore e signori, davvero tanta roba. Ed è tutto nostro questo luccicare di medaglie, figlie di una Terra, quella pontina che solcava il fiume Sisto, che i “barconi”dei romani ci hanno consegnato in dote per i futuri campioni del remo.


E non è finita qui, perché c’è un certo Matteo Sartori che bussa alla porta dei cinque cerchi, anche con una certa veemenza. Lo dicono i numeri di questo ragazzo che, proprio ieri, ha compiuto 18 anni (auguri, anche se in ritardo) e che morde il freno per emulare le gesta del papà e dello zio. Capite ora perché non è finita dalle parti di via Lungo Sisto a Terracina?

Gianluca Atlante

(ph Canottaggio.org)

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