Christian Rotta, Campione tra Mandello e Sabaudia


Nella foto Christian Rotta (al centro) con Daniele Barone (dx) e Giancarlo Romagnoli (sx), oggi anche Consigliere FIC Lombardia
MANDELLO DEL LARIO, 22 marzo 2017 - Tra Mandello e Sabaudia, nel corso degli anni, c'è sempre stato un ottimo rapporto, una collaborazione stretta che nel tempo ha consentito un buon affiatamento nell'evoluzione del canottaggio italiano. E spesso importanti campioni del Lario hanno eletto nuova residenza sul lago di Paola. Tra questi anche Christian Rotta che, sulle orme del padre canottiere, lo è divenuto anche lui, e pure come il papà, l'ottimo Giambattista, a fine vogata è diventato dispensatore di buona tecnica, entrambi nei diversi periodi anche nei ranghi dei collaboratori del settore tecnico federale. Christian Rotta, un gran bel personaggio nel mondo del canottaggio italiano, un giovane attento ad un vasto orizzonte di interessi per una vita di grande passione, una passione che lo porterà ai grandi traguardi dello sport, ma anche della vita.


Impegno tra studio (sino alla laurea) e canottaggio, e remare era nella logica con un papà come Giambattista, che partendo dalle schiere giovanili della rinascita della Canottieri Moto Guzzi divenne importante allenatore societario ed anche in chiave nazionale. Nella sua scia Christian non poteva avere dubbi: la storia lo vede alla ribalta nel 1990 con altri aspiranti campioni, allora prevalentemente nel singolo. Poi nelle barche di maggiore dimensione, tanto da registrare una straordinaria doppietta per i colori della Moto Guzzi nel 1994 a Gavirate assieme a Carlo Mornati (attuale Vice Segretario Generale del Coni e Responsabile della Preparazione Olimpica) vincendo sia il titolo del due senza che del due con timoniere under 23, e secondi ad ottobre, a ridosso delle Fiamme Gialle, nel due senza assoluto all'Idroscalo, suo ultimo exploit in maglietta rossa. Dall'anno successivo Christian puntava ad altri traguardi con il Corpo Forestale.


Non trascurando anche riflessioni sui fatti della vita, tanto da impegnarsi in un romanzo rivolto "..a chi ha smesso di sognare", con l'invito a "...Seguire la nostra anima, per vivere nella gioia vera”. E per lui, entrato nel 2010 nel novero ufficiale dei tecnici, tale gioia poteva essere rappresentata anche da una corsa in salita come l'ascesa al Circeo. Ma purtroppo questa passione, che rappresenta anche una importante palestra per chi voglia sviluppare il suo impegno sportivo, gli è stata fatale. Dalla ricostruzione riferita si può immaginare che nel corso della salita verso la vetta (541 m. slm) possa essere scivolato precipitando per alcune decine di metri, un volo che gli è stato fatale. A dare l'allarme, non vedendolo rientrare, sono stati i genitori che da alcuni giorni erano venuti a trovarlo. Ed è a loro che i canottieri italiani, insieme al Presidente Giuseppe Abbnagnale e al Consiglio federale, rivolgono l’affettuoso pensiero di solidarietà e amicizia, con l'espressione delle condoglianze più sentite.

Ferruccio Calegari

Nelle foto: Christian Rotta (al centro) con Daniele Barone (dx) e Giancarlo Romagnoli (sx), oggi anche Consigliere FIC Lombardia; Christian Rotta; Christian Rotta  con Carlo Mornati.

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