News

Focus sulle Società Remiere: la Canottieri Ispra

domenica 8 Novembre 2020

Focus sulle Società Remiere: la Canottieri Ispra


ROMA, 08 novembre 2020 – Dopo la tappa capitolina torniamo nuovamente con gli appuntamenti con la “Rubrica sulle Società Remiere” spostandoci in Lombardia, a Ispra in Provincia di Varese sulla riva sinistra del Lago Maggiore, per incontrare Luciano Magistri, Presidente del sodalizio che prende il nome del paese che lo ospita. La società nasce nel 1969, sul finire del cosiddetto boom economico italiano, e si affilia alla Federazione Italiana Canottaggio. La Canottieri Ispra si pone da subito l’obiettivo di promuovere il canottaggio tra la popolazione giovanile in maniera da formare nuovi atleti in grado di divertirsi uscendo in barca e prepararli alle future competizioni. Grazie all’impegno di lungimiranti dirigenti, tra i quali anche Luciano Magistri, nel maggio del 2014 viene inaugurata l’attuale sede che ha permesso al vivaio della Canottieri Ispra di continuare a crescere. Tra questi anche alcuni talenti come Andrea Micheletti il quale, dopo essere transitato tra le fila delle Fiamme Oro, nel 2018 ha vinto il titolo europeo, la medaglia d’argento ai mondiali pesi leggeri in quattro di coppia oltre a vestire la maglia azzurra ai Giochi Olimpici di Rio 2016.


Insomma, un vivaio di valore che continua a sfornare atleti anche grazie alla tradizione e alla passione di allenatori e dirigenti che hanno contribuito a portare in alto i colori dell’Ispra. Al presidente Magistri, entrando nel vivo del dialogo, chiediamo se questa nuova ondata d’infezione pandemica avrà ripercussioni nella società e potrà aggravare la situazione d’incertezza venutasi a creare con l’inizio della pandemia: “Per rispondere a questa domanda parto dai tre mesi di chiusura d’inizio pandemia. Dopo il lockdown abbiamo avuto una faticosa riapertura a giugno dovuta, in gran parte, alla definizione e all’applicazione di un protocollo anticovid-19 che permettesse di riprendere le attività in sicurezza per tutte le differenti categorie di atleti. Devo dire che, con qualche defezione, nei mesi di luglio agosto e settembre abbiamo avuto una ripresa normale delle attività con nuove iscrizioni soprattutto nella categoria allievi. Per tutto il periodo abbiamo continuato ad applicare il protocollo mantenendo l’attività in piccoli gruppi, al massimo quattro, suddivisi per età e questo ha permesso a tutti di divertirsi facendo canottaggio.


Questo è stato possibile anche grazie alla disponibilità degli allenatori Luca, Alessandro e Francesca, quest’ultima si è prestata a svolgere pure il ruolo di covid manager ponendo massima attenzione e rigore nei controlli. Un’attività tecnica resa efficace anche dalla disponibilità dei ragazzi più grandi che, soprattutto con gli atleti più piccoli, hanno affiancato i tecnici nel seguire questi giovanissimi atleti inventando anche attività divertenti e inusuali. Ora siamo, purtroppo, nuovamente nella stessa situazione di marzo, aprile e maggio se non ancora peggiore. Dico questo poiché con le riaperture delle scuole, con il periodo invernale e gli inevitabili raffreddori, tutto è diventato più complicato con le quarantene nelle classi che si stanno moltiplicando e i genitori, ovviamente, restii a mandare i ragazzi più giovani in società. Alla luce di questa situazione, mio malgrado, ho ridotto le attività al minimo, mantenendo un solo piccolo gruppo di agonisti ed ora, in piena zona rossa, tutto è nuovamente fermo. Ritengo che le premesse per continuare non siano delle migliori”.


Presidente, lei oltre ad essere a capo di un sodalizio remiero è anche Vice Presidente uscente della Federazione, per cui le chiedo se la sua società, e le società in genere, hanno percepito la solidarietà federale e se secondo lei è stato fatto tutto quello che si poteva fare: “Devo dire che con la riapertura di giugno, per una piccola società come la mia dove le entrate arrivano in gran parte dalle quote societarie, sono stati determinanti i contributi ricevuti dalla Federazione e dal Coni Lombardia. Qualcuno ha affermato, com’era ovvio, che si poteva fare di più. Io queste affermazioni le comprendo, poiché per una società che ha un bilancio di centinaia di migliaia di euro, e quindi con un’attività sociale importante, riceverne poche migliaia non fa la differenza. Ritengo sia stato importante, invece, che con le iniziative messe in campo la Federazione abbia voluto garantire un contributo a tutte le società che hanno svolto attività remiera”.


Come sta vivendo questa seconda ondata di pandemia da covid-19 che prevede anche restrizioni sulle attività sociali? “Prima dell’attuale lockdown già si cominciavano a percepire i primi segnali di difficoltà e sofferenza nel gestire una situazione che variava di settimana in settimana, aggravata dagli orari scolastici che, cambiando continuamente, costringevano gli atleti a rimanere in casa per gran parte della giornata. Ora tutte le attività sono sospese e, quindi, non ci resta che attendere che l’infezione pandemica scenda nuovamente con la speranza che venga debellata definitivamente”.


Presidente Magistri, andando oltre e guardando a un futuro più roseo, secondo lei avere la possibilità di far fare esperienze internazionali a ragazzi under 16 sarebbe di stimolo a continuare a fare canottaggio ed attrarre nuovi tesserati?
“Personalmente ritengo che per cercare di mantenere i ragazzi in attività agonistica, stimolandoli a crescere sia come atleti e sia come persone, avere l’opportunità di fare esperienze internazionali è auspicabile. Non parlo solo di esperienze agonistiche, ma anche di partecipazione a training camp internazionali dove i nostri atleti possano condividere le proprie esperienze con altri ragazzi di altre nazioni partecipando ad allenamenti comuni. Per fare questo diventa determinante l’opera della Federazione che dovrà attivare contatti con le realtà remiere straniere facendosi promotrice di queste iniziative”.


Come vede il futuro del canottaggio nella sua Regione e a livello nazionale? “La Lombardia, con più di quaranta società attive, è sempre stata trainante per l’Italia remiera e questo sia in termini di tesserati e sia di risultati. Mi auguro per il futuro, come sempre fatto finora, che la Lombardia sia in grado di creare nuove opportunità di promozione del canottaggio anche in funzione della mutata situazione la quale, per il 2021, potrebbe limitare alcune attività”. Tra indoor rowing, coastal rowing e beach rowing il canottaggio pare stia cambiando pelle, lei ritiene che queste discipline possano contribuire alla crescita del canottaggio nazionale? “Sono discipline che, per svariati motivi, sono balzate all’attenzione di tutti. Ma andiamo per ordine e parliamo prima dell’indoor rowing che, in tempi di pandemia, è diventato l’unico modo per fare canottaggio da remoto continuando a mantenere la preparazione atletica.


Grazie all’indoor rowing oltre a moltiplicare le iniziative di gare virtuali, sia nazionali che internazionali aperte a tutti, si riesce a promuovere il canottaggio aumentando anche i tesserati. Per quanto riguarda il coastal rowing, in genere, ed il beach sprint, in particolare, alla notizia che questa disciplina possa diventare specialità olimpica ai Giochi di Parigi 2024 l’interesse è cresciuto in ogni angolo della nostra Penisola. È questa un’ulteriore opportunità soprattutto per fare canottaggio anche laddove non vi siano specchi d’acqua che consentono l’utilizzo delle barche olimpiche. La mia società si trova sul Lago Maggiore e la normalità per noi è avere lago mosso con vento e onde. In queste condizioni le barche da coastal ci permetterebbero di allenarci in acqua in maniera continuativa e quindi, in quest’ottica, stiamo valutando anche l’acquisto di questa tipologia di barche.


Ritengo, infine, che per dare una spinta ulteriore alla crescita del canottaggio costiero in Italia si dovrebbe avere la possibilità di fare più gare, magari anche a livello interregionale, e la Federazione deve trovare il modo di rendere disponibile l’acquisto di imbarcazioni a condizioni favorevoli per le società”. Presidente, nel concludere, lei ritiene che la categoria master sia in continua crescita e se sì perché? “Personalmente ritengo che i master possano crescere ulteriormente, soprattutto se avranno più opportunità per gareggiare e magari avere anche un riconoscimento al pari delle altre categorie. Sarà compito del prossimo Consiglio federale creare le condizioni per far sì che questo avvenga. Ora, purtroppo, constato che l’attuale situazione continuerà a condizionare la nostra attività anche per tutto il 2021 e dobbiamo pensare, da subito, cosa fare e come organizzarci per poter andare avanti e per farlo abbiamo bisogno anche del contributo e dell’aiuto della Federazione la quale dovrà iniziare a lavorare non appena avrà rinnovato la dirigenza anche se, conoscendo bene il Presidente Abbagnale, sono certo che egli si stia già attivando per questo”.


Speciale “Focus sulle Società Remiere”