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Europei di Glasgow. Risultati e resoconti BATTERIE 02/08

giovedì 2 Agosto 2018

Europei di Glasgow. Risultati e resoconti BATTERIE 02/08

STRATHCLYDE, 02 agosto 2018

OTTO MASCHILE
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: 1. Olanda 5.36.35, 2. Gran Bretagna 5.38.63, 3. Russia 5.41.71, 4. Polonia 5.42.61
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: Un solo posto in finale per le ammiraglie, con l’Italia stretta tra Germania e Romania, letteralmente appaiate al centesimo al primo rilevamento mentre Pietra Caprina e compagni vi si presentano con un ritardo di un paio di secondi. Dopo i 500 metri viene fuori la Germania, che cerca subito di togliersi di mezzo la Romania che però non molla e a metà gara è ancora lì a sette decimi dai teutonici mentre l’Italia è sempre terza. La Germania insiste nella propria azione per avere ragione dell’ammiraglia rumena che a sua volta tenta ancora il tutto per tutto, mentre l’Italia poco dopo i 1000 metri si rialza pensando al ripescaggio. Il finale vede la Germania avere la meglio sulla Romania per appena mezzo secondo, quindi tedeschi in finale, rumeni e azzurri, terzi, ai recuperi. 1. Germania 5.32.83, 2. Romania 5.33.37, 3. Italia (Cesare Gabbia-SC Elpis, Emanuele Liuzzi-Fiamme Oro, Fabio Infimo-RYCC Savoia, Paolo Perino-Fiamme Gialle, Bruno Rosetti-CC Aniene, Mario Paonessa-Fiamme Gialle, Davide Mumolo-Fiamme Oro/SC Elpis, Leonardo Pietra Caprina-Fiamme Gialle/CC Aniene), Enrico D’Aniello timoniere-Fiamme Oro/RYCC Savoia) 5.57.10


DOPPIO PESI LEGGERI MASCHILE
Prima batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi
: 1. Norvegia 6.23.08, 2. Belgio 6.24.53, 3. Grecia 6.24.86, 4. Austria 6.37.57, 5. Svezia 6.40.88, 6. Russia 6.41.35
Seconda batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi: Primi due equipaggi in semifinale in questa batteria del doppio leggero maschile che vede Ruta e Oppo come l’equipaggio da battere. La Slovacchia parte forte e sorprende nelle prime palate gli azzurri, che comunque controllano gli slovacchi dalla seconda piazza ai 500 metri ad appena una pallina di distacco. Pietro Ruta prende poi in mano le operazioni e a metà gara l’Italia sta già regolando tutti gli avversari, infliggendo oltre un secondo agli slovacchi e quasi due alla Polonia, comunque vicina. Proprio i polacchi si dimostrano ossi duri da smaltire, i loro attacchi provano a minare il primo posto azzurro, con Oppo e Ruta che però restano saldi anche quando poco prima del terzo rilevamento la Polonia sorpassa la Slovacchia, che crolla anche sotto l’incedere della Gran Bretagna. Proprio i britannici sono a tre secondi dagli azzurri, troppi per impensierire non solo la leadership di Oppo e Ruta ma anche la qualificazione, che arriva con il primo posto, sette decimi davanti alla Polonia anch’essa qualificata mentre gli altri finiscono ai recuperi. 1. Italia (Stefano Oppo-Carabinieri, Pietro Ruta-Fiamme Oro) 6.24.42, 2. Polonia 6.25.13, 3. Gran Bretagna 6.26.36, 4. Portogallo 6.32.08, 5. Repubblica Slovacca 6.46.24, 6. Slovenia 7.01.55
Terza batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Irlanda 6.27.99, 2. Francia 6.29.83, 3. Ucraina 6.33.63, 4. Repubblica Ceca 6.34.87, 5. Svizzera 6.36.04


DOPPIO PESI LEGGERI FEMMINILE
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi
: Rodini e Cesarini all’assalto dell’unico posto unico per la finale cercano subito di andarsene con la Polonia, mentre la Svizzera dietro insegue e ai 500 metri sono seconde a un niente dal duo polacco. Battono 37 colpi le due collaudate pielle azzurre, che non demordono e continuano giustamente a credere nel primo posto, occupato a metà gara ancora dalla Polonia ma con l’Italia sempre lì a poco più di un secondo. Passati i 1000 sferrano un primo attacco Rodini e Cesarini, che si riportano ancor più prepotentemente a ridosso della Polonia, il cui margine di vantaggio sulle azzurre è ormai inferiore al secondo mentre la Svizzera prova ad inserirsi. Il rush finale è al cardiopalmo, l’Italia cerca una chiusura più veloce mentre la Polonia la imposta sulla potenza, rinviene anche la Svizzera che si rivela indubbiamente l’armo più brillante di questa ultima frazione di gara, in cui la Polonia non senza fatica riesce a contenere il tentativo di recupero svizzero, che si infrange per poco, mentre un’Italia agguerrita e convinta sin dall’inizio deve accontentarsi di un terzo posto che significa ripescaggi ma che arriva comunque vicinissimo alle due battistrada. 1. Polonia 7.08.54, 2. Svizzera 7.09.56, 3. Italia (Valentina Rodini-Fiamme Gialle, Federica Cesarini-Fiamme Oro/Canottieri Gavirate) 7.10.11, 4. Irlanda 7.22.02, 5. Austria 7.27.25, 6. Norvegia 7.37.45
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: 1. Olanda 6.59.04, 2. Romania 7.00.05, 3. Gran Bretagna 7.10.68, 4. Germania 7.20.73, 5.Grecia 7.23.53


SINGOLO PESI LEGGERI MASCHILE
Prima batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Gran Bretagna 7.06.96, 2. Svizzera 7.12.36, 3. Grecia 7.14.39, 4. Francia 7.20.35, 5. Finlandia 7.25.85
Seconda batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Ungheria 7.17.76, 2. Germania 7.23.20, 3. Belgio 7.25.28, 4. Danimarca 7.39.98, 5. Portogallo 7.48.65
Terza batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: Pronti-via, ed è subito in testa Martino Goretti, l’azzurro che va a imprimere subito il proprio passo sugli avversari, così da transitare in testa ai 500 metri con un secondo e mezzo sullo sloveno Hrvat mentre il croato Radonic insegue più distante. Bella l’azione di Goretti, desideroso più che mai non solo di passare il turno ma di farlo con il primo posto, come dimostra l’incremento sino alla metà gara dove l’azzurro passa ancora in testa e con sempre maggior vantaggio sugli avversari, tra cui il russo Shchelokov che sembra però già riservarsi per il recupero. Sembra imprendibile Martino Goretti, dominatore di questa batteria che deve però vedersela dal tentativo di recupero di Hrvat che all’appropinquarsi dei 1500 metri cerca di avvicinare l’azzurro. La reazione di Goretti è però impeccabile e il singolista leggero azzurro taglia per primo il traguardo di una batteria che ha avuto solo lui come padrone, e va in semifinale seguito da Croazia e Slovenia. 1. Italia (Martino Goretti-Fiamme Oro) 7.11.79, 2. Croazia 7.13.98, 3. Slovenia 7.18.43, 4. Russia 7.26.21


SINGOLO PESI LEGGERI FEMMINILE
Prima batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi
: La tedesca Draeger è la prima ad uscire dai blocchi in questa qualifica che vede Clara Guerra in acqua 2, di fianco alla francese Tarantola che dopo le prime palate prende la testa del percorso sulla Germania mentre la regina della specialità in Italia è terza ai 500 metri davanti alla russa Lebedeva e all’olandese Kraak. 33 colpi sul carrello per l’azzurra, in medaglia appena una settimana fa ai Mondiali Under 23 e desiderosa di mettersi in mostra nella sua barca anche tra gli Assoluti, con la Germania che a metà gara sente il fiato di Clara Guerra sul collo, essendo l’italiana a soli 50 centesimi dalla Draeger mentre la Francia è sempre a condurre. Nel terzo quarto sale di intensità l’azione di Clara Guerra che all’assalto della tedesca compie il sorpasso, prendendosi ai 1500 metri la seconda piazza, che vale l’accesso in finale. La tattica della singolista leggera azzurra paga, nel finale la Germania crolla ancora di più sotto i colpi di Clara Guerra, ottima seconda alle spalle della Francia e diretta in finale. 1. Francia 7.52.23, 2. Italia (Clara Guerra-Fiamme Gialle/CC Pro Monopoli) 7.55.95, 3. Germania 8.02.98, 4. Olanda 8.05.69, 5. Russia 8.08.14
Seconda batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: 1. Bielorussia 7.53.42, 2. Svezia 7.57.56, 3. Polonia 8.02.78, 4. Austria 8.09.50, 5. Lettonia 8.18.02

SINGOLO MASCHILE
Prima batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi
: 1. Lituania 6.55.07, 2. Polonia 6.58.54, 3. Bulgaria 7.03.73, 4. Finlandia 7.05.59, 5. Israele 7.07.77, 6. Danimarca 7.15.73
Seconda batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi: All’interno cerca subito la sorpresa Emanuele Fiume, che parte forte salvo poi vedere il serbo Marjanovic piazzarsi in testa, posizione mantenuta anche a metà gara dove l’azzurro transita in quinta posizione a un secondo e mezzo dallo svizzero Roeoesli, secondo e ultimo dei qualificati in semifinale al momento. Proprio la Svizzera parte forte già ai 700 metri e va a riprendere la Serbia trascinandosi dietro il francese Verhoeven e il bielorusso Vasilev, mentre Fiume è sempre quinto. Le posizioni nella seconda parte di gara sono delineate, Fiume e l’ungherese Papp serbano le forze per il ripescaggio mentre davanti è battaglia per la qualificazione. La spunta Roeoesli seguito da Verhoeven, tutti gli altri vanno ai recuperi. 1. Svizzera 6.53.55, 2. Francia 6.55.72, 3. Bielorussia 6.58.25, 4. Serbia 6.58.75, 5. Italia (Emanuele Fiume-Fiamme Gialle/CC Pro Monopoli) 7.25.11, 6. Ungheria 7.29.91,
Terza batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Norvegia 6.53.88, 2. Russia 6.56.42, 3. Croazia 7.04.05, 4. Svezia 7.08.14, 5. Azerbaijan 7.17.94, 6. Olanda 7.21.96


SINGOLO FEMMINILE
Prima batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi
: Parte a spron battuto Kiri Tontodonati, a caccia della finale in una gara che la vede contrapposta tra le altre alla svizzera Gmelin, iridata in carica e prima anche a Lucerna. L’azzurra inizia con il piede sull’acceleratore e al primo rilevamento è davanti proprio alla rossocrociata, che insegue a circa sette decimi mentre è terza la greca Nikolaidou. L’iridata esce fuori subito dopo però e balza in testa prima della metà gara, dove però Kiri Tontodonati è comunque seconda. La lituana Saltyte-Masilionis e la lettone Putnina appaiono fuori dai giochi per l’accesso in finale, ed è quindi dalla Grecia che si deve guardare l’azzurra, bravissima però a incrementare il vantaggio ai 1500 metri, dove sono quasi due i secondi di vantaggio di Kiri su Nikolaidou. Jeannine Gmelin indisturbata va a dimostrare ancora una volta chi è la migliore nella specialità, ma alle sue spalle brillano i colori azzurri di Kiri Tontodonati, che nell’avvicinarsi alla Svizzera guadagna ancora sulla Grecia, e vola in finale con un solido secondo posto. 1. Svizzera 7.34.04, 2. Italia (Kiri Tontodonati-Fiamme Oro/CUS Torino) 7.37.72, 3. Grecia 7.40.75, 4. Lituania 7.52.51, 5. Lettonia 8.18.33
Seconda batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: 1. Austria 7.36.26, 2. Ucraina 7.39.72, 3. Danimarca 7.42.93, 4. Israele 8.09.97

DOPPIO MASCHILE
Prima batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi
: 1. Gran Bretagna 6.17.34, 2. Romania 6.19.24, 3. Olanda 6.25.22, 4. Norvegia 6.38.20, 5. Grecia 6.42.15
Seconda batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: Rimane fuori solo un equipaggio dalla batteria del doppio maschile, e la partenza lascia presagire subito una vera battaglia per i 2000 metri di gara, con la Germania lievemente avanti mentre ai 500 metri Polonia, Italia e Serbia sono racchiuse in appena 22 centesimi. Mano a mano che la regata va distendendosi è però la Polonia a venire fuori, e a transitare in testa ai 1000 metri dove Martini e Battisti sono terzi con poco più di un secondo sulla Serbia al momento fuori. Passo solido quello del doppio azzurro, che sferra nel terzo quarto l’attacco giusto per scrollarsi di dosso la scomoda compagnia serba e consolidare il piazzamento che vale il passaggio del turno. La coppia italiana pare riuscirci, e ai 1500 metri la Serbia è un ricordo, lontana 14 secondi e già con la testa ai recuperi. L’ultimo quarto ha poco da raccontare di decisivo, se non che la Polonia controlla per la prima posizione mentre l’Italia, senza faticare troppo, va a rimangiare una Germania tranquilla che si fa bastare la terza piazza chiude terza e così chiude con il secondo posto una batteria dove va a prendersi il pass per la semifinale. 1. Polonia 6.19.70, 2. Italia (Simone Martini-SC Padova, Romano Battisti-Fiamme Gialle) 6.30.29, 3. Germania 6.38.33, 4. Serbia 7.03.54
Terza batteria – i primi tre in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Francia 6.17.31, 2. Svizzera 6.24.97, 3. Belgio 6.36.88, 4. Estonia 6.42.16


DOPPIO FEMMINILE
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi
: 1. Olanda 7.05.57, 2. Polonia 7.11.32, 3. Svizzera 7.11.49, 4. Grecia 7.18.75
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: Fresche della medaglia iridata Under 23, ci riprovano anche tra i “grandi” Alessandra Montesano e Valentina Iseppi, che nel doppio Senior femminile dopo aver lasciato le primissime battute alle ceche si mettono a condurre e a passare in testa al primo rilevamento, con un secondo e mezzo di vantaggio sulla quotata Lituania. Passa solo il primo in finale e le giovani azzurre vogliono sorprendere con il passaggio diretto, con la battaglia per la vittoria che si preannuncia accesa. A metà gara la Lituania prova a fare la voce grossa e balza in testa con quattro decimi di vantaggio su Montesano e Iseppi che però non vogliono regalare niente e continuano a martellare 34 colpi in acqua per rimanere attaccate alle baltiche. L’attacco della Lituania nella seconda parte di gara però sembra quello decisivo, a 500 metri dall’arrivo sono circa quattro i secondi che separano l’Italia dalla qualificazione, con la minaccia della Repubblica Ceca nei confronti della piazza d’onore azzurra. Il rush finale certifica la vittoria della Lituania, che va così in finale diretta, mentre dietro le contendenti, azzurre incluse, decidono di risparmiare le forze per il ripescaggio, scelta che porta l’Italia a rallentare e a chiudere quarta, sopravanzata da Francia e Repubblica Ceca, dopo una gara d’assalto per 1500 metri. Italia ai recuperi. 1. Lituania 7.04.54, 2. Francia 7.07.59, 3. Repubblica Ceca 7.08.23, 4. Italia (Valentina Iseppi-CC Aniene, Alessandra Montesano-SC Eridanea) 7.09.64


QUATTRO DI COPPIA MASCHILE
Prima batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: 1. Olanda 5.47.78, 2. Gran Bretagna 5.49.46, 3. Russia 5.52.58, 4. Lituania 5.54.43, 5. Francia 5.59.47
Seconda batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: Ci prova l’Estonia in partenza, ma poi è l’Italia a mettere in acqua tutta la sua potenza e a insediarsi così al primo posto a metà gara, con oltre un secondo sulla Polonia seconda. E’ fluida e decisa l’azione del quadruplo italiano, che vede avvicinarsi l’armo polacco ma che si tiene stretta la prima piazza anche a metà gara, pur concedendo qualche centesimo alla Polonia che cerca di rientrare. 36 i colpi battuti in acqua in questa fase dal capovoga Gentili, un passo netto che consente agli azzurri di mantenere la testa del percorso anche al passaggio del terzo quarto, pur avvicinandosi ancora la Polonia, ora a circa mezzo secondo. Passano in due però, e ciò che conta veramente è che l’Ucraina terza è a oltre quattro secondi, un margine che consente al quadruplo azzurro di concentrarsi sul ricacciare indietro la Polonia, operazione che riesce nel migliore dei modi visto che la chiusura azzurra porta Gentili e compagni a vincere con poco meno di due secondi sui polacchi e ad andare così in finale dopo una gara condotta con maturità. 1. Italia (Filippo Mondelli-Fiamme Gialle/SC Moltrasio, Andrea Panizza-Fiamme Gialle/AS Moto Guzzi, Luca Rambaldi-Fiamme Gialle, Giacomo Gentili-Fiamme Gialle/SC Bissolati) 5.48.13, 2. Polonia 5.49.98, 3. Ucraina 5.53.16, 4. Estonia 6.02.53

QUATTRO DI COPPIA FEMMINILE
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi
: 1. Polonia 6.27.12, 2. Olanda 6.30.80, 3. Gran Bretagna 6.36.34, 4. Romania 6.40.59, 5. Russia 6.44.39, 6. Norvegia 6.47.16
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: Solo il primo in finale in questa batteria del quadruplo, con l’Italia in acqua 4 che prova ad attaccarsi allo strapotere mostrato in partenza dall’Ucraina, prima ai 500 metri con le azzurre terze a un soffio dalla Francia seconda. Il quartetto ucraino sfoga la propria forza anche nel secondo quarto, lasciando intendere la volontà di voler andarsi a prendere il pass per la finale e a metà gara sono già cinque i secondi di vantaggio sulle transalpine, tallonate ad un solo decimo da un’Italia combattiva. L’Ucraina vola verso la finale ma alle sue spalle in una bella lotta per i piazzamenti a seguire fa bella mostra di sé l’armo azzurro, che balza in seconda posizione guadagnando su Francia, Repubblica Ceca e Germania. Il finale vede le ucraine controllare una gara letteralmente dominata e chiudere in prima posizione, mentre dietro va sì ai recuperi l’Italia, con il secondo posto a cinque secondi dal primo e davanti alla Francia, ma dopo una prova reattiva e convincente che lascia ben sperare per il ripescaggio. 1. Ucraina 6.32.54, 2. Italia (Ludovica Serafini, Carmela Pappalardo-CC Aniene, Stefania Gobbi-Carabinieri/SC Padova, Chiara Ondoli-CC Aniene) 6.37.60, 3. Francia 6.38.67, 4. Germania 6.38.99, 5. Repubblica Ceca 6.39.62

QUATTRO SENZA MASCHILE
Prima batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: Olanda 6.04.71, 2. Francia 6.09.54, 3. Repubblica Ceca 6.09.76, 4. Germania 6.17.90, 5. Bielorussia 6.22.49, 6. Svizzera 6.27.86
Seconda batteria – il primo in finale gli altri ai recuperi: Romania che schizza fuori dai blocchi sfiorando i 50 colpi in questa batteria del quattro senza che vede l’Italia inseguire in acqua 2 e terza ai 500 metri dietro rumeni e britannici. Castaldo ai 1000 metri imprime un passo superiore ai 40 colpi con l’Italia sempre terza al secondo rilevamento, dove la Gran Bretagna giunge in testa con una manciata di centesimi sulla Romania. Azzurri che provano ad inserirsi nella lotta serrata per l’unico posto valevole la finale diretta ma il testa a testa tra Gran Bretagna e Romania rende difficile un loro inserimento. Prima della chiusura l’Italia è ancora terza, con i Sudditi di Sua Maestà che hanno però ormai preso il largo anche sulla Romania e si involano così verso la finale, mentre Castaldo e compagni restano terzi, dietro la Romania e davanti alla Serbia, con Austria e Lituania più attardate. Italia ai recuperi. 1. Gran Bretagna 5.59.36, 2. Romania 6.02.88, 3. Italia (Vincenzo Abbagnale, Giovanni Abagnale-Marina Militare, Marco Di Costanzo-Fiamme Oro, Matteo Castaldo-Fiamme Oro/RYCC Savoia) 6.06.73, 4. Serbia 6.08.61, 5. Austria 6.08.74, 6. Lituania 6.32.23

QUATTRO SENZA FEMMINILE
Prima batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi
: 1. Russia 6.46.30, 2. Polonia 6.47.13, 3. Gran Bretagna 6.47.14, 4. Olanda 6.53.89, 5. Grecia 7.09.61
Seconda batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: Due posti per la finale nella batteria del quattro senza, e la giovane Italia in partenza prova subito ad insediarsi nella posizione giusta piazzandosi alle spalle della Romania battistrada e passando seconda ai primi 500 metri, con la Danimarca però incollata e la Germania subito dietro. Una bagarre che nei secondi 500 metri vede le rumene incrementare sulle avversarie mentre le azzurre subiscono il sorpasso da parte della Germania, che balza dal quarto al secondo posto, e delle danesi, transitando così quarte. I distacchi però sono minimi e si preannuncia una seconda parte di gara delicatissima, con la Romania che vede avvicinarsi la Germania mentre l’Italia ai 1500 metri è sempre quarta ma a soli un secondo e mezzo dal secondo posto che vale la qualificazione. Sale a 40 colpi il passo azzurro, nel tentativo di recuperare le tedesche che però a loro volta incrementano per mettere in cassaforte una qualificazione che arriva con meno di un secondo di distacco dalla Romania prima, mentre il rush italiano basta a superare la Danimarca ma non a saltare il turno successivo. Italia ai recuperi. 1. Romania 6.50.63, 2. Germania 6.51.52, 3. Italia (Veronica Calabrese, Ilaria Broggini-Canottieri Gavirate, Aisha Rocek-Carabinieri/SC Lario, Giorgia Pelacchi-SC Lario) 6.53.95, 4. Danimarca 6.54.87

DUE SENZA MASCHILE
Prima batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Romania 6.30.54, 2. Francia 6.32.39, 3. Serbia 6.45.09, 4. Russia 6.47.94, 5. Danimarca 7.00.01, 6. Ungheria 7.07.91
Seconda batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi: 1. Bielorussia 6.37.38, 2. Gran Bretagna 6.37.76, 3. Olanda 6.43.11, 4. Irlanda 6.48.94, 5. Polonia 6.52.25
Terza batteria – i primi due in semifinale gli altri ai recuperi: La Croazia dei fratelli Sinkovic parte con il turbo inserito tallonata dalla Germania, ma l’Italia di Matteo Lodo e Domenico Montrone è subito dietro, terza ai 500 metri a inseguire, con alle spalle a sua volta Austria e Ucraina. I fratelli croati vicecampioni mondiali della specialità dietro l’Italia sfoggiano tutta la loro potenza e a metà gara hanno già buon margine sui tedeschi e anche sugli azzurri, lanciati a 40 colpi all’assalto della Germania che occupa il secondo e ultimo posto valido per il passaggio in semifinale. Circa due secondi e mezzo separano Lodo e Montrone dai teutonici a metà gara, con i tedeschi che però cedono letteralmente nel terzo quarto, venendo sopravanzati dagli azzurri che balzano così al secondo posto a un quarto dalla fine, a cinque secondi dai croati. Negli ultimi 500 metri si registra il sorpasso ai danni della Germania anche da parte dell’Ucraina, mentre Lodo e Montrone concludono al secondo posto una buona gara accedendo così alla semifinale. 1. Croazia 6.39.45, 2. Italia (Matteo Lodo, Domenico Montrone-Fiamme Gialle) 6.47.05, 3. Ucraina 6.54.26, 4. Germania 7.07.06, 5. Austria 7.11.53


DUE SENZA FEMMINILE
Prima batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi
: 1. Romania 7.18.06, 2. Olanda 7.20.52, 3. Gran Bretagna 7.24.06, 4. Ungheria 7.38.30, 5. Polonia 7.45.62
Seconda batteria – i primi due in finale gli altri ai recuperi: Tocca al due senza Patelli-Bertolasi aprire ufficialmente questo Europeo Assoluto per i colori azzurri a Glasgow, con il due senza rosa italiano che nelle primissime palate lascia sfogare l’Ucraina per poi mettersi a condurre con le ucraine a seguire attaccate e Francia e Serbia più distanti. Al primo rilevamento neanche mezzo secondo dividono le azzurre prime dall’Ucraina ma Patelli e Bertolasi continuano a incrementare nel secondo quarto, giungendo a metà gara sempre in testa, con qualche centesimo di vantaggio in più sulle ucraine mentre francesi e serbe sono già molto distanti. La Serbia in particolar modo sembra già pensare ai recuperi mentre il passo della Francia lascia intendere che le transalpine non si rassegnano a disputare il ripescaggio, tuttavia il vantaggio dell’Italia anche al passaggio dei 1500 metri è netto, oltre due secondi sull’Ucraina e ben 10 sulla Francia, ormai fuori dai giochi per la qualificazione. L’ultimo quarto per Patelli e Bertolasi è pura accademia, con le azzurre che passano il turno senza patemi. Italia in finale. 1. Italia (Alessandra Patelli-SC Padova, Sara Bertolasi-SC Milano) 7.23.74, 2. Ucraina 7.29.52, 3. Francia 7.36.28, 4. Serbia 7.58.04

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