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Il polivalente: Fabrizio Gabriele

mercoledì 27 Ottobre 2010

Il polivalente: Fabrizio Gabriele

ROMA, 27 ottobre 2010 – Il peso della responsabilità. Il quattro di coppia leggero azzurro vince il Mondiale da nove anni: dopo due titoli mondiali, un argento e un bronzo nell’otto, dopo il decimo posto a Poznan 2009 riecco Fabrizio Gabriele alla prova in un’altra specialità. Già sperimentata nel 2004, terzo posto tra gli Under 23, ma andò meglio due anni dopo nel quattro senza con l’oro di Hazewinkel.
Per quest’anno, i dati di fatto sono i due ori nelle regate internazionali abbinate a Coppa del Mondo ed Europei. “L’ultimo raduno di Piediluco è andato bene, la barca è migliorata ulteriormente da Montemor in avanti anche perche abbiamo avuto più tempo per lavorare e intoppi, per fortuna, non ce ne sono stati”.

La storia del quattro di coppia pesi leggeri italiano lo tocca in modo particolare.
Sarebbe bello fare parte di questa storia, le aspettative sono alte ma non mi pesa più di tanto perche l’obiettivo per me è sempre lo stesso: sul quattro di coppia, sull’otto o su qualunque altra barca per me conta solo vincere”.

Poznan 2009, singolo e il perché di una difficile e stimolante scelta.
Fu una mia scelta gareggiare in singolo e lo feci dopo aver perso le selezioni interne per salire sul quattro senza. Lo feci perché credevo di essere arrivato ad un punto in cui dovevo cambiare qualcosa e accettare nuove sfide quasi impossibili per poter crescere come atleta e soprattutto come persona. E’ stata un’esperienza incredibile e, nonostante il risultato, mi sono divertito tantissimo: ho imparato a conoscermi meglio ed a fare affidamento solo sulle mie potenzialità perché nel singolo il risultato dipende solo ed esclusivamente da te stesso. Come nella vita…”.

Niente traumi, quindi, nel passaggio dall’otto al singolo.
Due cose totalmente differenti. Nell’otto fai parte di un gruppo dove ognuno recita la propria parte e si crea una sorta di interdipendenza tra compagni di squadra. Per far bene in singolo, devi esser consapevole di essere tu il gruppo e di stare bene con te stesso…”.

Ci sono gli scrittori (Giorgio Tuccinardi, Bruno Mascarenhas) ma anche i poeti nella squadra PL. Ecco cosa dice Fabrizio. “L anno scorso citai la poesia di Kavafis, intitolata “Itaca”, e nel passaggio tra singolo e quattro di coppia ti cito, invece, questa frase colta da qualche parte ma di cui non conosco l’autore. ‘Il cammino di ogni uomo è individuale e solitario, ma sempre si incontrano dei compagni di viaggio con cui condividerne piacevolmente un tratto’: la trovo assolutamente fantastica“.

Anche Fabrizio si presta al gioco di fornire una definizione per ciascun compagno di barca. “Franco è retrò, ma sempre di moda lo preciso subito, perché ricorda gare disputate più di dieci anni fa. Anzi, meglio chiamarlo vintage per la sua esperienza. Per Pietro, un vero monello, a volte ci vogliono le catene per fermarlo. Stefano è la nostra mente, sempre lucido e non perde mai le staffe. Da ottimo capovoga è il Principe. Vorrei poi ricordare anche Francesco Rigon, carrello numero tre a Lucerna e da noi soprannominato Ferrigno, l’attore che interpreta L’Incredibile Hulk, poiché instancabile”.

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