News

Comunicato Stampa

sabato 31 Maggio 2008

Comunicato Stampa

I simboli maschili dei pedoni diventano femminili
La scelta di Copenaghen, il semaforo cambia sesso
I sostenitori dell’idea assicurano che non si tratta di una crociata politica ideologica,
ma la città si divide

Dal corrispondente Luigi Offeddu

BRUXELLES, 31 maggio 2008 – Diceva Charles Dickens, suo amico nonostante tutto, che Hans Christian Andersen era un caratteraccio e un gran rompiscatole. Perciò si può immaginare che, se potesse sbirciar sulla Terra oggi, lo stesso Andersen si offenderebbe a morte nel vedersi così ritratto a 213 anni dalla morte: lui, il creatore dell’immortale «brutto anatroccolo», sbattuto sui cartelli stradali agli incroci della sua città natale di Odense, a sostituire le solite sagome di pedoni, per avvisare la gente di quando si può o non si può scendere dal marciapiede. Ma è successo proprio così.

E l’idea di ritoccare i segnali stradali può avere presto un ulteriore sviluppo nella stessa Danimarca, uno sviluppo non fiabesco ma «politically correct»: a Copenaghen, il comune vuole sostituire gli ometti neri ritratti sui cartelli vicino agli incroci e ai semafori con altrettante donnine nere, «per creare un dibattito», come ha detto uno dei consiglieri. La maggioranza dei rappresentanti del popolo sarebbe già d’accordo: cambiare, e subito.

Ne dà notizia Nyhedsavisen, che è un giornale gratuito, ben informato e assai diffuso fondato un paio di anni fa, e che ora solleva un problema giuridico: è legale o no modificare la segnaletica stradale, sia pure per sostenere l’uguaglianza fra i sessi come pare che sia in questo caso? E non sarà un rischio per la sicurezza, visto che dopotutto la gente è abituata da decenni a vedere delle sagome diverse? Ad ogni buon conto, fra i critici più severi, c’è anche la portavoce del movimento per l’uguaglianza fra i sessi, che parla di stravaganza, e di inutile spreco di soldi pubblici. I sostenitori dell’idea ribattono che non si tratta di una crociata politico-ideologica, ma di un semplice desiderio di rendere più aggraziati quei cartelli, di svecchiarli. E citano Odense come esempio tranquillizzante: lì, nella terza città della Danimarca, oltretutto famosa per i 360 chilometri di piste ciclabili che la attraversano da una parte all’altra e per il rispetto quasi maniacale che i suoi cittadini hanno per il codice della strada, la variazione «fiabesca » dei cartelli non avrebbe provocato alcun incidente. E un altro esperimento ancora, informa sempre lo Nyhedsavisen, ha dato risultati confortanti. È stato compiuto a Fredericia, città fortificata dello Jutland che ha una cattedrale dedicata a San Canuto, e dove a metà dell’Ottocento si combatté una delle battaglie più feroci della prima guerra per il possesso dello Schlesig- Holstein: qui, non molto tempo fa, gli omini sui cartelli non sono stati sostituiti da donnine, ma dalle sagome dei Landsoldaten, i gloriosi fanti con lo schioppo che furono proprio gli eroi di quella lotta, combattuta contro i ribelli e contro le truppe prussiane. Vedere loro e i loro schioppi, nei cartelli, probabilmente rafforza il monito di quel «Non attraversate».

FONTE: CORRIERE.IT


FEDERAZIONE ITALIANA CANOTTAGGIO
www.canottaggio.org
Ufficio Stampa
Tel. +39.335.6360335 – Fax +39.06.3685.8148
E-mail:
comunicazione&[email protected]
   

Sponsor e Partner

Partner istituzionali

CONI
logo-comitato-italiano-paralimpico-1
ICS
INAIL