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Comunicato Stampa

sabato 18 Ottobre 2008

Comunicato Stampa

INTERVISTA AD ANDREA COPPOLA

SANREMO, 18 ottobre 2008 – Seduto in prima fila al Palafiori, il Direttore Tecnico della nazionale italiana di canottaggio, con la consorte, dopo essersi gustato le finali del mondiale di Coastal Rowing, ha presenziato alle premiazioni della manifestazione che per l’Italia ha visto in acqua anche atleti che nel 2008 hanno vestito la maglia azzurra:

E’ un tipo di barca, per quanto riguarda le società costiere dove non si può uscire, dove non è possibile l’approccio al mare, senz’altro positiva. Vedo che oltre a quello che può essere la forza, la bravura sta nel cercare di riuscire prendere bene le onde, nell’abilità insomma. E’ la prima volta che l’ho visto e mi sono reso conto che è tipo quando si fanno le gare in yole.
Credo che la barca da Coastal sia un bel tipo di barca, una barca che dà molta sicurezza agli atleti perchè non c’è nessun problema quando ci sei dentro. Ho visto le onde di ieri, con questo tipo di barca l’affrontavano benissimo quindi non c’è problema di ribaltamento né di insicurezza.
Però questa non può essere considerata la barca attraverso la quale poi fai il vero e proprio canottaggio tradizionale. E’ una cosa completamente diversa.
E’ possibile per tante società che vogliono cercare di crescere e poi provare a tirare fuori dal gruppo dei coastal rowers qualcuno che poi può proseguire.”

L’ambiente….

Ieri ho avuto una bella sensazione in quanto nessuno si lamentava se partiva avanti, se partiva dietro, se c’erano le onde, le onde del motoscafo del giudice, oggi al termine delle finali ho sentito qualche commento su qualche squalifica, su qualche penalizzazione.
Credo che questo non deve essere interpretata come una vera e propria gara anche se siamo arrivati a questo punto (il mondiale; n.d.r.)
Dev’essere preso con lo spirito giusto. Quello di venire a fare un campionato più per l’amicizia che un campionato vero e proprio. Torniamo a quello che ho detto inizialmente. Se dovesse essere un campionato vero e proprio dovrebbe esserci 1 equipaggio per ogni nazione e dargli un’altra impostazione quindi a quel punto ci dev’essere l’applicazione delle regole.. Quando le applichi sono accettate, ma ho visto che oggi qualcuno ha cominciato a non pensarla nello stesso modo in merito all’accettazione. Però mi è piaciuto ieri, su quell’onda. E’ gente che fa un altro tipo di allenamento, non è che arriva là e parte.


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