Mondiali Universitari. Risultati e resoconti FINALI A


POZNAN, 04 settembre 2016 -

DOPPIO MASCHILE Allo start la Germania prende subito la testa della corsa, seguita a ruota dalla Polonia mentre è già più distante l’Australia terza. L’Italia di Martini e Ghezzo fanno la loro gara e si attestano al quarto posto ai 500 metri, a meno di un secondo dal podio virtuale. I tedeschi imprimono a questa finale del doppio un ritmo impressionante che sfianca gli avversari, polacchi in primis, sempre secondi a metà gara ma stavolta con quasi quattro secondi di distacco, i Canguri sono sempre terzi e l’Italia tiene in quarta posizione a un secondo e mezzo. Passata la metà gara la Polonia insiste nel tentativo di rimonta e risucchia oltre sette decimi all’armo teutonico mentre nello retrovie la Repubblica Ceca passa gli azzurri e minaccia l’Australia per il bronzo. L’epilogo di questa finale vede la Germania rischiare grosso con la Polonia, ma alla fine vince per otto decimi. I cechi per un secondo la spuntano alla fine per il bronzo sugli Aussie, mentre l’Italia chiude quinta dinanzi al Canada. 1. Germania 6.12.98, 2. Polonia 6.13.80, 3. Repubblica Ceca 6.18.74, 4. Australia 6.19.81, 5. Italia Simone Martini (SC Padova), Michele Ghezzo (CC Saturnia) 6.22.49, 6. Canada 6.23.71

DOPPIO FEMMINILE La Repubblica Ceca fa subito la voce grossa in questa finale del doppio femminile, dove le azzurre Piazzolla e Trivella sono in acqua 5 a giocarsi le loro chances. Solo la Gran Bretagna allo start riesce a tenere il passo delle ceche, prime ai 500 metri con nemmeno mezzo secondo sul due senza rosa della perfida Albione. Terza è l’Olanda mentre l’Italia attualmente è sesta. Sul passo la Repubblica Ceca guadagna ancora mentre dalle retrovie la Polonia torna sotto e le inglesi scivolano quarte a metà gara, dove le Orange sono ancora terze mentre l’Italia insegue in sesta piazza, preceduta dal Canada. Nella seconda parte di gara l’Olanda forza la mano e recupera per un attimo la Polonia mentre guidano il gruppo ancora le ceche, poi nel finale la Repubblica Ceca soffre il push della Polonia ma si conferma prima e va a laurearsi campione del mondo sulle polacche, l’Olanda si accontenta del bronzo per soli quattro decimi mentre dietro le azzurre riprendono le canadesi e terminano quinte, dietro alla Gran Bretagna. 1. Repubblica Ceca 6.59.50, 2. Polonia 7.00.57, 3. Olanda 7.00.97, 4. Gran Bretagna, 7.15.84, 5. Italia Paola Piazzolla, Eleonora Trivella (VVF Billi) 7.20.41, 6. Canada 7.25.90

SINGOLO MASCHILE Gioca la carta della partenza sprint Federico Garibaldi, tra i più repentini a staccarsi dai blocchi assieme al rivale della Repubblica Ceca, che ai 500 metri conduce con un secondo scarso sull’azzurro che a sua volta gode di mezzo secondo di margine sulla Germania. Nel secondo quarto di questa finalissima di gara si consacra già la supremazia ceca, il singolista boemo affonda letteralmente gli avversari, distanti già oltre sei secondi e ormai in gara solo per l’argento e il bronzo. Polonia e Germania in questo frangente trovano un passo migliore rispetto a Garibaldi, quarto ai 1000 metri ma comunque ancora vicinissimo alle medaglie. Cerca la reazione lo sculler azzurro, ma mentre davanti prosegue la cavalcata della Repubblica Ceca, dietro la momentanea lotta tra il polacco e il tedesco per l’argento ricaccia indietro il tentativo di rientro di Garibaldi, quarto ai 1500 metri. La chiusura non cambia niente, incorona la Repubblica Ceca campione mondiale mentre per l’argento la Polonia stacca la Germania. L’Italia chiude quarta davanti a Canada e Ungheria. 1. Repubblica Ceca 6.48.05, 2. Polonia 6.52.03, 3. Germania 6.55.93, 4. Italia Federico Garibaldi (SC Elpis) 6.58.45, 5. Canada 7.03.85, 6. Ungheria 7.07.57

QUATTRO SENZA FEMMINILE La Gran Bretagna cerca la sorpresa in avvio della finale del quattro senza femminile, con la Germania che cerca di rimanere attaccata e l’Italia brava a non lasciarsi sorprendere e a rimanere agganciata al treno, che piomba sulla linea del primo quarto le inglesi in testa sulle tedesche mentre le azzurre sono terze a due secondi dall’argento. La sfuriata inglese si affievolisce progressivamente finché non è la Germania a porsi al comando delle operazioni, con l’Italia terza a metà gara a un secondo e mezzo dalle britanniche. Le azzurre dalla loro sembrano avere un passo maggiormente pimpante rispetto alle avversarie che via via si avvicinano, e infatti ai 1500 metri la Gran Bretagna è ormai a vista mentre la Germania a meno di cali clamorosi è inarrivabile. Le azzurre vogliono una medaglia e la chiusura finale è qui a dimostrarlo, è bello da vedere l’equipaggio rosa in un serrate che scalcia le britanniche dal secondo gradino del podio, sul quale si insedia un quattro senza femminile azzurro mai domo e splendido argento. 1. Germania 6.40.14, 2. Italia Benedetta Bellio (SS Murcarolo), Kiri Edwina English-Hawke (Cus Torino), Stefania Gobbi e Cecilia Bellati (SC Padova) 6.43.25, 3. Gran Bretagna 6.45.29, 4. Polonia 6.50.51, 5. Canada 6.50.55, 6. Olanda 7.03.85

QUATTRO SENZA MASCHILE Già dalla partenza si capisce che sarà una finale tutta da seguire questa del quattro senza, con tutti gli equipaggi a eccezione della Svizzera a partire in blocco allo start e a passare incollati ai 500 metri: Gran Bretagna, Polonia a sei decimi, Italia terza a mezzo secondo dalla seconda piazza, e a seguire Olanda e Canada a pochissimi decimi dagli azzurri. I polacchi crescono a minacciare i Sudditi di Sua Maestà nel secondo quarto di regata ma l’Italia non resta a guardare e a metà gara è terza a soli un secondo e mezzo dal primo posto anche se dietro non accennano a cedere Olanda e Svizzera. La Gran Bretagna prende fiducia e incrementa nel terzo quarto, in cui l’Italia sembra preparare l’assalto alla Polonia seconda a soli sette decimi. Il finale è il coronamento della tattica azzurra, il quattro senza italiano parte a occhi chiusi e rimonta la Polonia, che presenta a bordo atleti in gara all’Olimpiade di Rio, e va a prendersi una splendida medaglia d’argento alle spalle degli inglesi. 1. Gran Bretagna 6.00.31, 2. Italia Davide Mumolo (SC Elpis), Luca Lovisolo (RCC Cerea), Stefano Morganti (CC Saturnia) Jacopo Mancini (Tevere Remo) 6.01.94, 3. Polonia 6.03.28, 4. Olanda 6.04.69, 5. Svizzera 6.06.96, 6. Canada 6.11.31

DUE SENZA FEMMINILE Come per il quattro senza leggero fresca medaglia d’argento, prima gara vera a Poznan per il due senza femminile di Serafini e Pappalardo, fin qui protagonista solo nella tirata delle corsie. Argento Under 23 della specialità a Rotterdam, le due azzurre cercano la conferma anche a livello Universitario e lo fanno partendo bene allo sparo a braccetto con la Polonia qui con l’equipaggio decimo all’ultima Olimpiade, che dopo le prime schermaglie si piazza in testa passando ai 500 metri con circa due secondi e mezzo sulle azzurre che alle loro spalle sono tallonate a poco più di un secondo da Gran Bretagna e Repubblica Ceca. Sorride all’Italia però il secondo quarto, interpretato con grinta da Serafini e Pappalardo che non vogliono perdere il treno per l’oro iridato e si rigettano sulle polacche mordendole a meno di otto decimi a metà gara, dove il solco scavato sulle inglesi si aggira invece sui cinque secondi. La Polonia annusa il pericolo e si rimette al passo delle azzurre, una manovra che porta le polacche a guadagnare qualcosa. Ai 1500 metri l’argento è blindato ma la vittoria dista circa un secondo e mezzo, Serafini e Pappalardo si lanciano coltello tra i denti all’inseguimento della Polonia che può contare sulla spinta del tifo di casa ma non basta, è impressionante la grinta del rush delle due azzurre, che a 150 metri dal traguardo mettono la pallina davanti alla Polonia relegando a un dispiacere immenso l’armo padrone di casa e reduce da Rio de Janeiro. Gran Bretagna terza, ma l’Italia è campione del Mondo, Serafini e Pappalardo danno alla bacheca azzurra il terzo oro iridato di giornata! 1. Italia Ludovica Serafini, Carmela Pappalardo (CC Aniene) 7.07.01, 2. Polonia 7.10.56, 3. Gran Bretagna 7.15.38, 4. Repubblica Ceca 7.23.86, 5.Olanda 7.33.89

QUATTRO SENZA PESI LEGGERI Buonissima partenza per gli azzurri che davanti a loro dopo lo start hanno la sola Francia, che relega a un secondo e due decimi Di Seyssel e compagni ai 500 metri. Dopo una partenza lentissima è però la Polonia che inaspettatamente rimonta tutto il gap iniziale andando a riprendere una a una tutte le compagini avversarie e a passare prima, dal sesto posto iniziale, per un battito di ciglia, sulla Francia, ai 1000 metri dove l’Italia è terza. Gara ancora aperta però perché l’oro per gli azzurri è a un secondo e due mentre dietro l’Olanda è a sua volta ad appena un secondo dalla barca italiana. La Polonia vuole mettere la punta davanti a tutte sulle acque di casa e incrementa confermandosi in testa davanti alla Francia mentre l’Italia terza deve vedersela dal rientro della Gran Bretagna. Finale incandescente, quattro barche praticamente sulla stessa linea, il push polacco basta appena a contenere una grandissima rimonta azzurra: il quattro senza pielle italiano infatti con una devastante quarta porzione di gara si fa beffe della Francia relegandola al bronzo e minacciando la Polonia, campione del Mondo per appena sette decimi sugli azzurri splendidi medaglia d’argento. 1. Polonia 5.58.51, 2. Italia Pietro Cappelli, Emanuele Giacosa (RCC Cerea), Giovanni Ficarra (CC Peloro), Alberto Di Seyssel (Fiamme Oro) 5.59.26, 3. Francia 5.59.95, 4. Gran Bretagna 6.01.71, 5. Olanda 6.06.67, 6. Sudafrica 6.20.30

DOPPIO PESI LEGGERI FEMMINILE Il doppio leggero femminile bronzo ai recenti Mondiali di Rotterdam Under 23 vuole mettere la ciliegina su una torta 2016 fantastica per entrambe le atlete in campo internazionale e parte forte facendo il vuoto sulle avversarie, con la sola Russia a tenere il loro passo, seconda a un secondo al primo rilevamento. Distacchi invariati anche al momento di scendere sul passo tant’è che a metà gara le due azzurre conducono ancora ma la Russia non molla ed è sempre lì a poco più di un secondo, un margine di vantaggio che non tranquillizza Cesarini e Rodini le quali proprio ai 1200 metri rinforzano per mettere in cassaforte la medaglia d’oro, sempre più vicina ai 1500 metri dove le russe sono a un secondo e mezzo dalle azzurre mentre al terzo posto c’è la Germania. Lago difficoltoso in chiusura ma le condizioni non spaventano il doppio rosa italiano che anzi continua a spingere forsennatamente, regalandosi dopo il bronzo iridato Under 23 anche un fantastico titolo mondiale universitario, già il secondo di giornata per l’Italia! La Russia è argento a due secondi e mezzo, bronzo per la Germania. 1. Italia Federica Cesarini (Canottieri Gavirate), Valentina Rodini (Fiamme Gialle) 6.56.73, 2. Russia 6.59.42, 3. Germania 7.03.99, 4. Polonia 7.04.25, 5. Australia 7.10.62, 6. Repubblica Ceca 7.17.85

DOPPIO PESI LEGGERI MASCHILE Al centro del campo partono molto bene Mulas e Fois, con la sola Germania davanti a loro. Ai 500 gli azzurri sono secondi a meno di un secondo e mezzo, tallonati però in un altro secondo da Slovacchia e Francia. Una finale tiratissima questa del doppio pielle, con gli azzurri a combattere a viso aperto e ancora secondi ai 1000 metri con distacco immutato dai teutonici mentre alle loro spalle la Francia ha ripreso e sorpassato la Slovacchia. Ottimo terzo quarto per Fois e Mulas che riescono a tenere ancora a due secondi gli inseguitori e a non perdere dalla Germania, che guadagna qualcosa ma senza staccare di netto l’armo italiano. Si preannuncia accesa la lotta per le medaglie e infatti slovacchi e francesi lanciano l’attacco alla barca azzurra che tiene fino ai 1750 metri mentre anche la Germania inizia ad accusare il percorso. Gli ultimi 100 metri sono al cardiopalmo, la Germania mantiene un secondo necessario a vincere e dietro Slovacchia e Francia passano l’armo azzurro proprio a ridosso della linea d’arrivo. Italia quarta con a soli quattro centesimi dal podio e a un secondo e due decimi dalla medaglia d’oro. Germania 6.21.85, 2. Slovacchia 6.22.62, 3. Francia 6.23.00, 4. Italia Matteo Mulas (CLT Terni), Andrea Fois (CUS Pavia) 6.23.04, 5. Ungheria 6.29.55, 6. Repubblica Ceca 6.38.43

SINGOLO PESI LEGGERI MASCHILE Parte forte e senza timore Federico Gherzi, uno dei favoriti di questa finalissima del singolo pielle visto l’andamento delle qualificazioni, e infatti ai 500 metri la prua italiana passa per prima con sei decimi sulla Slovacchia e poco più di un secondo sul Canada. Nel secondo quarto il passo dell’azzurro si stende brillante, solo il Canada cerca di stargli dietro e a metà gara il canadese paga uno svantaggio di quasi due secondi mentre per il terzo posto la Polonia è davanti a Ungheria e Slovacchia, con il Sudafrica fuori dal giro medaglia. Fase cruciale della gara, Gherzi sa che questo è il momento buono per mettere il sigillo al risultato e cresce notevolmente nell’intensità della propria palata, passando con luce ai 1500 metri dove la Polonia è a più di tre secondi e mezzo e il Canada a oltre cinque di distacco. La chiusura vede Federico controllare il rush del polacco padrone di casa, e andare a laurearsi campione mondiale mentre per il bronzo l’Ungheria la spunta sul Canada. 1. Italia Federico Gherzi (SC Esperia) 6.56.77, 2. Polonia 6.57.90, 3. Ungheria 7.01.00 4. Canada 7.01.79, 5. Slovacchia 7.04.73, 6. Sudafrica 7.08.56

SINGOLO PESI LEGGERI FEMMINILE Corsia 1 per Federica Pala nella prima finale dei Mondiali Universitari di Poznan. Australia e Canada battagliano uscite dai blocchi e ai 500 metri conduce la Aussie con meno di mezzo secondo sulla singolista canadese mentre è ottima terza l’azzurra, a sette decimi dal primo posto e davanti all’Australia. Gara all’arma bianca quella di Federica Pala che batte un numero elevato di colpi per mettere in difficoltà le inseguitrici, che a metà gara distano poco più che un secondo, Canada, e due secondi e mezzo, l’Austria, mentre l’azzurra sale al secondo posto a un secondo appena dall’Australia sempre in testa. L’azione di Federica Pala si affievolisce leggermente in prossimità del penultimo intertempo dove comunque è terza con ancora due secondi sul Canada mentre l’Austria in rimonta raggiunge la seconda posizione. In chiusura stringe i denti l’azzurra che però vede dietro di sé crescere il Canada, che proprio negli ultimi 300 metri corona la rimonta che scalza Federica Pala dal podio, lasciandole il quarto posto mentre l’Australia va a prendersi il titolo iridato universitario sull’Austria. 1. Australia 7.33.95, 2. Austria 7.34.47, 3. Canada 7.39.12, 4. Italia Federica Pala (CLT Terni) 7.45.30, 5. Germania 7.48.43, 6. Gran Bretagna 7.52.82

  

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