L’Italia piazza in finale un due senza…paura


RIO DE JANEIRO, 09 agosto 2016 - Sono due scugnizzi campani, uno di Castellamare di Stabia, Giovanni Abagnale, e uno di Napoli arrivati a Rio de Janeiro in maniera scanzonata e pieni di belle speranze. Dopo la batteria, superata sulle onde e con un campo di gara pressoché impraticabile, oggi hanno dimostrato di non avere problemi di sudditanza psicologica vincendo autorevolmente una semifinale non scontata e mettendosi dietro nazioni come l’Australia, di Spencer Turrin e Alexander Lloyd, seconda alle spalle dei kiwi Murray e Bond nell'ultima prova di Coppa del Mondo di Poznan (Polonia) e facendo segnare a Rio2016 il miglior tempo in batteria. Oppure, costringendo l’Olanda, di Braas e Steenman, a rimanere fuori dalla finale, quarta oggi, un equipaggio che ha centrato più volte il podio in Coppa del Mondo nell'ultimo biennio anche se a queste Olimpiadi è dovuta passare dai recuperi.

E per capire bene come è andata ce lo siamo fatti raccontare direttamente dal capovoga Marco Di Costanzo che ha detto: “E’ stata una bellissima gara perché ci davano quasi per spacciati e invece abbiamo dimostrato che due piccoli uomini possono fare grandi cose poiché entrare in una finale olimpica la ritengo una cosa eccezionale e per nulla facile. Per riuscirci ci si rende conto che tutto deve girare alla perfezione ed oggi è stato cosi. Vorrei ringraziare tutte le persone che in questi giorni, e sono tante, mi stono state vicine e mi hanno sostenuto. Un grazie alla mia famiglia che mi sta sempre vicino, grazie davvero. E ora concentrati perché la finale e vicina e abbiamo ancora tanta ‘fame’”.

Ma questi due ragazzi, oltre alle nazioni citate precedentemente, si sono messi alle spalle anche i transalpini, Dorian Mortelette e Germain Chardin, che avevano vinto bene la propria batteria e, dopo un quadriennio in chiaroscuro, sembravano tornati ai fasti di Londra 2012, dove vinsero l'argento. Insomma due ragazzi che, in sordina, stanno dicendo, anzi lo hanno confermato, di essere tra i primi sei al mondo nel due senza. E quindi non ci resta che sentire il prodiere della barca Giovanni Abagnale che, sornione, afferma: “A fare il prodiere di Marco è una bella sensazione, per farlo stare bene e fare il ritmo devo stare leggero e attento alle sollecitazioni. Stare in finale è una sensazione bellissima e speriamo che continui a girare sempre cosi bene tutto. Sappiamo che in finale troveremo dei mostri sacri di questa disciplina e noi li rispetteremo, ma proveremo a stare sempre più vicino a loro con tanta forza di volontà e coraggio”.


  

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