Peppe Abbagnale sogna un’Italia del remo protagonista al mondiale


Pubblichiamo il servizio contenente l’intervista al Presidente federale Giuseppe Abbagnale, per gentile concessione del quotidiano “Latina Oggi”, realizzato dal giornalista e scrittore Gianluca Atlante uscito oggi nelle pagine sportive, 30 e 31, del giornale pontino.



L’obiettivo. Nella chiacchierata al Bar Italia di Sabaudia, il massimo dirigente ci ha parlato delle dieci barche che vorrebbe tanto qualificare per Rio de Janeiro.

di Gianluca Atlante

SABAUDIA, 20 agosto 2015 - Bar Italia, un pezzo di storia di Sabaudia. Alle 10, minuto più, minuto meno, di una mattinata di metà agosto. Con un cielo, all’orizzonte, carico di pioggia e con la voglia di remare lungo un lago a noi molto caro, attraverso le parole di chi ha fatto la storia del canottaggio italiano e mondiale ed ora è alla guida della Federazione: Giuseppe Abbagnale. Presidente, i mondiali in programma in Francia, sul Lago di Aiguebelette, sono dietro l’angolo. Sensazioni a meno di due settimane dall’evento? "Sicuramente positive, ma potrò essere più preciso domani (oggi, ndr), quando andrò a Piediluco e avrò modo di toccare con mano la situazione. Detto questo, sono al corrente di quanto sta accadendo e di quelle che sono state le scelte da parte del Direttore Tecnico di modificare alcune barche. L’obiettivo è quello di portarne il più possibile a Rio de Janeiro". Quante? "Speriamo tante, lo ripeto. Un sogno, ma secondo me realizzabile, sarebbe dieci. Questo vorrebbe dire che, dopo tanti anni, anche l’otto, l’ammiraglia del remo, tornerebbe alle Olimpiadi. Non sarà impresa facile. Intanto perché bisognerà andare in finale ai mondiali e poi arrivare tra i primi cinque, ma noi ci proveremo".

La Mura ha provveduto a smontare il doppio Fossi-Battisti, promuovendo Perino al posto del canottiere fiorentino, dirottato a sua volta sul quattro di coppia. "Tutto in funzione di quest’ultima barca, che ha avuto dei problemi negli ultimi tempi ma sulla quale puntiamo molto. Il fatto è che, per quanto riguarda il Quattro di Coppia, saranno soltanto otto le barche che si qualificheranno per Rio de Janeiro da questo mondiale francese. Poche, rispetto alle altre e noi vogliamo fare di tutto perché questo accada". Dieci barche a Rio de Janeiro sarebbe un bel bottino. Il giusto premio per i primi tre anni di presidenza Abbagnale. "Sarebbe il giusto premio per un movimento che ha lavorato e sta lavorando molto bene. Però questo traguardo bisogna ancora centrarlo, magari ne riparliamo dopo averlo fatto". La cosa positiva è che i mondiali Under 23 e Junior, hanno detto che il canottaggio italiano, figlio anche e soprattutto dei Centri remieri militari di stanza a Sabaudia, ha un serbatoio che induce a guardare al futuro con ottimismo. "Sì, tutto vero, ma il passaggio ai Senior, non è assolutamente facile, tutt’altro. E questo, non va assolutamente dimenticato".

Tre anni di presidenza e Rio de Janeiro che è dietro l’angolo. Possiamo fare un bilancio della presidenza Abbagnale? "Aspettiamo le Olimpiadi, poi ci sarà modo e tempo per tirare le somme. Vi posso dire che sono molto contento di quello che è stato fatto e del lavoro portato avanti da questa Federazione. Il fieno messo in cascina, in sostanza, servirà, anche molto, nel prossimo quadriennio". Con Abbagnale presidente? "Vedremo quello che accadrà". Magari con qualche medaglia olimpica al collo, sarebbe tutto più facile. "Ora il nostro obiettivo è far bene ai mondiali in Francia, qualificare più barche possibili per Rio de Janeiro e, poi, il prossimo anno, chiudere il cerchio disputando una grande Olimpiade. Il tutto per il movimento, per il canottaggio, per quello che questa disciplina ha sempre regalato allo sport italiano".


Il PDF del servizio di Latina Oggi

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