Papa Francesco: "Chi allena i giovani sia insegnante di vita"


ROMA, 22 maggio 2015 - Per fare questo pezzo prendiamo spunto dalle dichiarazioni del Pontefice, Papa Francesco, il quale la scorsa settimana, in occasione del seminario internazionale sul tema ‘Allenatori educatori di persone’ organizzato dalla sezione Chiesa e sport del dicastero vaticano, ha pronunciato l'esortazione "Chi allena i giovani sia insegnante di vita".

Da sempre vicino agli sportivi, questa volta Papa Francesco parlando delle figure degli educatori si è rivolto anche agli allenatori di tutto il mondo, in particolare a quelli del settore giovanile. “Sono figure importanti per sviluppare nei giovani una personalità matura, armonica e completa e la loro figura può rivelarsi provvidenziale, soprattutto negli anni dell’adolescenza, quando la personalità è alla ricerca di modelli di riferimento e di identificazione e si avverte il bisogno di apprezzamento e stima da parte non solo dei coetanei ma anche degli adulti, quando è più reale il pericolo di smarrirsi nella ricerca di false felicità o dietro cattivi esempi”.

"Tutti noi, nella vita, abbiamo bisogno di educatori -ha sottolineato ancora il Papa- persone mature, sagge ed equilibrate che ci aiutano a crescere nella famiglia, nello studio, nel lavoro, nella fede. Educatori che ci incoraggiano a muovere i primi passi in una nuova attività senza aver paura degli ostacoli e delle sfide da affrontare, che ci spronano a superare momenti di difficoltà, che ci esortano ad avere fiducia in noi stessi e nei nostri compagni, che ci sono accanto sia nei momenti di delusione e smarrimento sia in quelli di gioia e di successo”.

Il Papa spiega che in questa categoria rientra anche “l’allenatore sportivo che ha una grande responsabilità in quanto ha il privilegio di passare molte ore alla settimana con i giovani e di avere grande influenza su di loro con la sua personalità e il suo comportamento: l’influenza di un allenatore, per i giovani, dipende più da ciò che egli è come persona e da come vive che non da quello che dice. E’ importante che un allenatore sia esempio di integrità – l’avvertimento del Santo Padre -, di coerenza, di giudizio giusto, di imparzialità, ma anche di gioia di vivere, di pazienza, di capacità di stima e di benevolenza verso tutti”.

Infine il Papa ha invitato a “non assolutizzare nessuna delle nostre attività, compresa quella sportiva, sia essa amatoriale o agonistica, per avere il giusto distacco e la saggezza per relativizzare sia le sconfitte che i successi, superando la tentazione della rivalità troppo accesa e della aggressività”. In tal senso, osserva Francesco, “l’allenatore può dare un contributo assai prezioso per creare un clima di solidarietà e di inclusione, anche nei confronti di giovani emarginati e a rischio di deriva sociale. Se ha equilibrio umano e spirituale, saprà anche preservare i valori autentici dello sport, e la sua natura fondamentale di gioco e di attività socializzante, impedendo che esso si snaturi sotto la spinta di tanti interessi, soprattutto economici, oggi sempre più invadenti”. Dunque, per il Papa “l’allenatore può essere un valido formatore dei giovani, accanto ai genitori, agli insegnanti, ai sacerdoti, ai catechisti. Ma ogni buon formatore deve ricevere una sua solida formazione. E’ necessario -ammonisce Francesco- formare i formatori”.

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