Incontro tra i partecipanti a "Remare a Scuola" e gli azzurri
 del Para-Rowing


ROMA, 07 maggio 2015 - Ieri, presso il circolo Stanksport, si è tenuta la fase regionale di "Remare a Scuola", il Progetto che la Federazione Italiana Canottaggio porta avanti ormai da tempo e che si pone come obiettivo la diffusione della pratica remiera tra i giovani studenti. L'evento, organizzato dal Comitato Regionale del Lazio, si può dire pienamente riuscito, vista la massiccia partecipazione registrata. Si parla infatti di 180 ragazzi provenienti da 17 scuole e di 5 società che hanno aderito al progetto, ossia: Circolo Canottieri Roma, Circolo Canottieri Lazio, Tevere Remo, Circolo Canottieri Aniene e Stanksport, l'ultimo sodalizio nato per fare canottaggio. Per l'occasione i giovani atleti hanno potuto incontrare alcuni tra gli azzurri della Nazionale Para-Rowing, i quali hanno premiato i vincitori dell'edizione. In questo senso l'evento è stato rivestito di un valore culturale non indifferente, rappresentando un ulteriore avvicinamento tra atleti normodotati, ancora non agonisti, a quello del Para-Rowing in preparazione in vista dell'imminente stagione agonistica.

A presenziare la giornata, in rappresentanza della Federazione Italiana Canottaggio, il Vicepresidente Marcello Scifoni, che si è espresso positivamente rispetto all'iniziativa: "E' la prosecuzione di un lavoro che a livello regionale è sempre stato curato ed ha sempre dato degli ottimi risultati. Il problema rimane però quello di organizzare la fase nazionale, sicuramente più complessa. Qualche anno fa a Sabaudia riuscimmo ad organizzare una bellissima edizione, grazie al contributo della Marina Militare. Da parte nostra dobbiamo cercare di puntare ad un obiettivo del genere perchè la fase nazionale è un po' la conclusione più giusta di un percoso che punta ad ottenere un coinvolgimento maggiore da parte delle scuole, che purtroppo lascia poco spazio allo sport. La finalità nazionale in questo senso diventa un passaggio fondamentale per sensibilizzare le scuole ad orientarsi in maniera maggiore verso gli ambiti sportivi. Sicuramente a livello regionale, grazie ai circoli romani che si sono spesi ottimamente, si sta creando un movimento importante. Su questa strada dobbiamo continuare".

E continua Scifoni: "Altra cosa importante è che in questa occasione i ragazzi delle scuole hanno potuto incontrare la nazionale Para-Rowing. Questa è stata un'ulteriore occasione per rimarcare che il canottaggio è aperto a tutti coloro che vogliono fare attività, sia a livello amatoriale che agonistico e quindi mi piace sottolineare come il canottaggio sia uno sport inclusivo. Questo è fondamentale per strutturare canali che poi vanno a sfociare nell'attività di vertice".

Soddisfatto anche il Presidente del Comitato Regionale del Lazio, Michelangelo Crispi, che afferma: "I numeri registrati non possono che farci piacere, la partecipazione è stata importante e rappresenta una conferma rispetto al lavoro che stiamo portando avanti. Da parte nostra c'è la speranza che poi ci sarà anche il prosieguo, ossia la fase nazionale. Voglio sottolineare che in concomitanza con la manisfestazione di oggi, c'è anche il raduno Para-Rowing, che sta seguendo il Capo Settore Dario Naccari. Proprio con Dario abbiamo voluto fortemente organizzare l'incontro tra i ragazzi delle scuole e gli atleti disabili, ritenendo questa un'occasione da non perdere per avvicinare due mondi ancora troppo distanti. Gli azzurri del Para-Rowing hanno premiato i ragazzi al termine delle gare".

Non poteva mancare il commento del responsabile del settore Para-Rowing, Dario Naccari, il quale ha sottolineato che: "Questa è stata un'occasione di contatto tra la gioventù e la disabilità. Abbiamo fatto vedere ai ragazzi che i disabili non devono essere considerati persone ammalate, ma esseri umani che possono lavorare per portare al limite estremo le loro capacità e che lavorano quotidianamente per superare sé stessi dando sempre il massimo. Attraverso gli atleti del Para-Rowing, i nostri ragazzi possono imparare a prendere le distanze da quei modelli mediatici travianti che prediligono l'apparire per orientarsi verso altri modelli, appunto quelli proposti da atleti che sanno mettersi in gioco quotidianamente per puntare, con spirito di sacrificio, ad un ulteriore miglioramento. Le stesse storie di questi atleti possono rappresentare una fonte di insegnamento. In questo senso il Para-Rowing evidenzia, ancora una volta, il suo grande valore pedagogico. Per questo ho voluto fortemente questo incontro".


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