Il libro dei 125 anni della Canottieri Luino, splendida realtà e grande
 passione


LUINO, 31 marzo 2015 - Un sabato pomeriggio della recente primavera nell'ampio salone della Libreria Cerutti e Pozzi, in centro città: presentazione del libro “Canottieri Luino, 125 anni … una storia”, sviluppato da Maurizio Miozzi, scrittore e appassionato della storia locale. Una storia importante  quella dell'Associazione dei canottieri, costituita nel lontano 1888, quando i fermenti dello sport erano fortissimi sul piano generale, ma anche assai intensi per lo sport remiero. Il volume si apre con la riproduzione di un “palio”, le testimonianze classiche che venivano assegnate ai vincitori di regate, che porta a ricamo  la data della competizione “20 settembre 1890 – 1° Premio”.
L'autore, Maurizio Miozzi, ricostruisce la sua fatica ricordando “Festeggiare il 125° di fondazione è un importante ricorrenza nella vita di questa Società. Essa richiama un lungo operare, un avvicendarsi di persone mosse da una comune passione. E' un giusto motivo di soddisfazione, con i suoi momenti di riflessione e di aperta gioia, ma anche per il significato profondo della lunga contiguità, nell'impegno verso gli scopi che la Società si è sempre proposti”.
Nel suo intervento, seguito alle note introduttive del presidente Luigi Manzo, Maurizio Miozzi ha ricordato il suo impegno di ricerca nei vari archivi, incluso quello della Biblioteca Nazionale di Firenze. E nell'illustrare l'opera ha sottolineato in più passaggi il valore dello spirito e la grande passione che ha animato nel tempo i protagonisti di questa vicenda nelle lunghe variabili temporali che si sono susseguite, subendo le traversie e tutti i problemi derivanti anche dalla successione dei vari momenti bellici.
Lo spirito che aveva animato i fondatori – sottolineava – non è mai venuto meno e pur verificandosi in certe circostanze anche dei percorsi abbinati con altre iniziative sportive locali, la mèta dei canottieri luinesi è sempre stata un faro che risplendeva sul progresso”.
Importante anche la riproduzione del primo Statuto, che rispecchiava le finalità che si erano posti i fondatori in quel lontano 1888, lo stesso anno in cui a Torino nasceva il Rowing Club Italiano, la prima forma di federazione sportiva dei canottieri, alla cui attività i luinesi avrebbero subito collaborato. Molto importante appare la pubblicazione dell'elenco ufficiale delle società di
canottaggio affiliate al 1891, ben 30 sodalizi, tra cui la Canottieri Luino, accanto a nomi davvero importanti già all'epoca. Su molti di quei sodalizi nel tempo hanno pesato anche problemi di sopravvivenza ed alcuni oggi non esistono più, mentre gli appassionati del remo di Luino sono felici di essere ancora sulla breccia.
I giornali locali del periodo riportavano con una certa curiosità le notizie sul nuovo sodalizio ed anche di come procedevano le cose: dal Corriere del Verbano, riprodotto a pag, 21 del libro, ecco l'acquisto delle prime barche, di cui una intitolata alla città, ma un'altra fu battezzata “Tresa”, dal fiume che connette il lago di Lugano con il lago Maggiore, sfociando proprio a Luino, dopo avere seguito nel suo corso il diaframma confinario tra Lombardia e Canton Ticino. Ed è proprio Ponte Tresa, oggi, la seconda componente importante dell'attività della Canottieri Luino, che a Lavena Ponte Tresa ha aperto una succursale di attività remiera. Certo nello spirito di unione tra le due realtà urbane, ma forse anche per lontane reminiscenze quando al confine italo-svizzero di Ponte Tresa fioriva tanta attenzione all'arte del remare.
Una lunga storia che si sviluppa attraverso quasi 200 pagine di ricordi e documenti, un lungo percorso che non intende arrestarsi.
Alla presentazione è intervenuto anche il presidente onorario del Comitato Lombardia Canottaggio, Ferruccio Calegari, che ha evidenziato i valori che emergono dall'attività remiera, sottolineando “il lago Maggiore e le sensazioni che può dare non si limita soltanto a ciò che oggi si irradia da Luino”, ripercorrendo vicende del passato. E proprio da Luino il prossimo settembre si svilupperà un nuovo e più importante messaggio internazionale, un richiamo agli appassionati del remo che vanno a braccetto sotto tre bandiere, la lombarda, la piemontese e la ticinese nell'organizzazione del “Fisa rowing tour”. E rifacendosi ad un importante libro dedicato alle “Barche del lago Maggiore” dell'arch. Francesco Rusconi Clerici di Pallanza, dedicato alla storia del Verbano, delle sue barche, dei suoi rematori, fossero pescatori, barcaioli o canottieri, in cui oltre alla nascita della Canottieri Pallanza ricordava alcuni “club gloriosi tra i quali la Canottieri Intra e la Canottieri Luino”. E metteva in evidenza anche il nuovo che oggi è il fiore all'occhiello della Canottieri Luino, il coastal rowing  “… barche da vogata in mare, quali le coastal rowing boats, per percorrere itinerari più lunghi e non soltanto tra una boa e la successiva”. Sottolineando un altro importante valore “... se si voga in mezzo al verde, sotto agli alberi e di fianco ai fiori delle sponde, lo sforzo sarà ancora più bello … ”.
Alla simpatica riunione sono intervenuti anche il Presidente del Consiglio Comunale di Luino Alessandro Franzetti, che ha portato il compiacimento dell'amministrazione cittadina. Valore  ribadito a sua volta da Franco Compagnoni, già vicesindaco. Un richiamo alla città, una ulteriore apertura della Canottieri Luino ad un ambiente sportivo sensibile, ricettivo delle nuove proposte. Proposte che oggi richiamano altri adepti al canottaggio su nuovi strumenti remieri quali le imbarcazioni da coastal rowing, la cui pratica non si discosta da quella che era la passione di un tempo che ha sempre animato gli sportivi del Verbano.
Qualcuno potrà anche chiedersi il significato di un'opera del genere, che pur tra qualche incertezza  documentale forse, nella parte iniziale, gradatamente ci porta ad apprezzare la successiva intensa cavalcata sino agli acuti di questi ultimi anni. Ed infatti il periodo più recente della storia del canottaggio a Luino appare corposamente documentato. Un opera di pregio quindi, che pone l'attività della Canottieri Luino tra i meritevoli per i valori civici espressi a pro' della cittadinanza.
A sottolineare l'importanza della iniziativa della Canottieri Luino e dell'autore Maurizio Miozzi va richiamata anche una notazione apparentemente marginale, ma assolutamente di rilievo, a conferma di quanto il Verbano producesse nel settore dello sport remiero, valorizzazione di una espressione più che naturale nella partecipazione dell'attività remiera degli abitanti del territorio. Una nota di poche righe nel testo richiama a valori a più ampio raggio ancor oggi base dell'impegno della Canottieri Luino.  “Da qualche tempo – ricorda nel libro Maurizio Miozzi, riferendosi agli antecedenti e lo scrive come nota a termine della riproduzione dello statuto iniziale e specifiche notazioni -  si svolgevano regate ad Arona e ad Angera, dove artigiani del luogo iniziarono a costruire le barche. Le categorie si dividevano in Barcaioli, Dilettanti, Sandolini, Omnium”.
E questa indicazione, ulteriore scoperta di importanti valori, riporta l'attenzione sulla importanza di queste pubblicazioni e le necessarie ricerche storiche. Arona nel mondo del canottaggio d'oggi ormai è nel lontano libro dei ricordi, ma questa espressione riporta alla luce i lontani preamboli remieri di Angera, che nelle sue recenti note su internet ritiene la sua fondazione risalga agli inizi
del 1900. Un recente ricupero di notizie, come avvenuto in precedenza per la Luino, ne farebbe risalire la nascita addirittura al 1870 e ciò andrebbe a far comprendere il significato di certe foto d'epoca che sembrava di difficile interpretazione. Ma questo è un argomento che sarà opportuno riportare sui corretti binari della ricerca, uno spunto decisamente positivo partito grazie alla iniziativa editoriale della Canottieri Luino.



Remo Canotti

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