Pietro D'Antone, tecnico della Corgeno: "Festival dei record grazie
 ai volontari, alla Federazione e alle istituzioni"


CORGENO DI VERGIATE, 05 luglio 2014 - Anima, cuore e un po’ anche barista del Festival dei Giovani. E’ di Pietro D’Antone, allenatore della Canottieri Corgeno che sul lago di Comabbio ha organizzato l’edizione dei record della principale manifestazione nazionale Allievi & Cadetti, che stiamo parlando. Instancabile lavoratore, con lui abbiamo parlato dei vari aspetti organizzativi relativi al Festival dei Giovani #25.

Pietro, iniziamo dicendo che questo è il secondo Festival in tre anni organizzati a Corgeno. Manifestazione dopo manifestazione, vedi migliorata l’organizzazione? “Certamente essendo questo il terzo Festival dei Giovani organizzato in casa in pochi anni, abbiamo avuto modo di correggere pecche presenti in passato. Stiamo ricevendo, in generale, un buon feedback da atleti, tecnici, dirigenti e anche genitori, tutti soddisfatti per la logistica, dunque siamo felici dei complimenti che stiamo ricevendo. Peccato per il tempo, la pioggia di ieri ha dato fastidio, ma l’aspetto meteorologico è l’unico che non possiamo tenere sotto controllo…”.

Come si organizza una manifestazione così partecipata come un Festival? “Nel nostro caso, la forza della buona riuscita del Festival sono i volontari e il loro grandissimo impegno. Solo quelli direttamente legati al Corgeno sono circa cinquanta. Ci sono atleti, genitori, ex atleti e persino genitori degli ex atleti. Ognuno da una mano, fa ciò che può. Io ad esempio sono dietro al bancone del bar, così come l’ex presidente della Canottieri è in cucina a fare il fritto misto insieme ad altri volontari. Siamo tutti allo stesso livello. Mi piace poi lasciare spazio, in manifestazioni come questa, ai miei collaboratori tecnici, che seguono Allievi e Cadetti da vicino ogni giorno. E’ giusto che qui abbiano la loro autonomia, per questo per me non è difficile riciclarmi dietro al bancone del bar. Ma davvero, se c’è un aspetto che voglio sottolineare è la presenza di ex atleti e dei loro genitori. Si respira un sentimento di appartenenza alla Corgeno davvero enorme”.

Le istituzioni vi sono vicine nella gestione di questa manifestazione? “Assolutamente. Il Comune di Vergiate fa un gran lavoro. Il sindaco, Maurizio Leorato, è uno sportivo: faceva il pugile e oggi allena in una palestra di boxe. Conosce le problematiche legate allo sport e dunque è molto disponibile. La Federazione è stata puntuale, presente e sensibile agli aspetti organizzativi. Per quanto concerne il mio incarico in questo Festival dei Giovani, devo dire che la macchina organizzativa della FIC ha fatto e sta facendo un gran lavoro e ci sta dando una grossa mano. Ma tutti ci aiutano. La Provincia di Varese, la Protezione Civile oggi qui presente così come i volontari del Parco del Ticino, tutti mettono a disposizione ciò che possono per il bene delle attività legate alla Corgeno e al lago di Comabbio”.

Pietro, negli ultimi anni il vicinissimo bacino di Schiranna a Varese ha fatto il salto di qualità: prima la Coupe de la Jeunesse, poi la World Master’s Regatta, a breve i Mondiali Under 23 e l’anno prossimo una tappa di Coppa del Mondo. Ritieni che Corgeno possa ripetere lo stesso cammino? “Si, assolutamente, ma abbiamo dei grossi ostacoli come la costruzione delle torrette sul percorso e i pontili alle partenze. Sono problemi di vincoli ambientali legati al fatto che il lago di Comabbio rientra nel Parco Nazionale del Ticino, dunque la zona lacustre e tutta la natura d’intorno sono giustamente protetti. Se un giorno riuscissimo a superare questi ostacoli, sicuramente Corgeno potrebbe ambire a ripetere il felice percorso di Varese".

I vincoli ambientali tuttavia non impediscono al lago di Comabbio di ospitare ugualmente, a suo modo, il canottaggio internazionale, giusto? “Esatto. In questi giorni, come tutti hanno potuto vedere, c’è la Nazionale canadese, maschile e femminile, che si sta allenando qui per i vari Mondiali della stagione, oltre all’Australia della canoa. Arriverà la Nuova Zelanda Under 23, e in passato sono state qui anche altre nazionali come Azerbaijan, Giappone e vari club da Germania, Gran Bretagna e Svizzera. Pensa poi che la Svizzera tiene qui i trials per gli equipaggi che vanno ai Mondiali. Questo anche grazie ad una foresteria con trenta posti letto che costruimmo quando rifacemmo la Canottieri. Una struttura che unita alla cucina industriale che abbiamo permette alle squadre di avere tutto qui a disposizione. Ci sono squadre tedesche che vengono ad allenarsi con i genitori dei ragazzi al seguito. Mentre i ragazzi si allenano, i genitori fanno la spesa e preparano da mangiare qui. E’ tutto vicino, senza bisogno del minimo spostamento, e questo rappresenta certamente una marcia in più”.

La marcia in più di Pietro D’Antone e della sua Canottieri Corgeno, che oggi è anche la marcia in più di questo strepitoso Festival dei Giovani dei record.

 
Nelle foto: la macchina organizzativa della Corgeno al Festival dei Giovani

 

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