La Vogalonga è una emozione unica


VENEZIA, 10 giugno 2014 - Lalo Rosa Salva è il Presidente del Comitato organizzatore della Vogalonga. E’ stato tra gli ideatori ed ha rappresentato la continuità nella tradizione che vuole la valorizzazione di Venezia nella sua essenza di città lagunare. Dopo quaranta anni è ancora sulla linea del traguardo a distribuire medaglie e complimenti. Non molla tanta è la passione per la sua città. Da quel 26 gennaio 1975, quando la manifestazione venne bandita per la prima volta, non ha mai saltato una edizione, sempre tenendo saldamente in mano una iniziativa che avrebbe tanti acquirenti. Ma lui e gli altri del Comitato organizzatore sono convinti che la Vogalonga o si fa in questo modo o in nessun altro. E’ la caparbietà dell’amore. Ma ogni anno all’arrivo, con il sole o la pioggia Lalo Rosa Salva è sempre lì, sul ponte di comando.

Che sensazioni provi nel momento dell’arrivo della quarantesima edizione della Vogalonga? “E’ un’emozione unica. Questa manifestazione è nata quasi per scommessa e il fatto che sia riuscita a sopravvivere così a lungo forse è per il fatto che non abbiamo mai voluto sponsorizzazioni e abbiamo sempre scelto l’autogestione e l’autosufficienza con le iscrizioni”. A cosa attribuisci il crescente successo di questa manifestazione? “Soprattutto alla città di Venezia. La gente che viene per la prima volta a fare la Vogalonga ritorna perché trova un ambiente unico e particolare, in una parola delicato. Le persone che partecipano sono nella maggior parte stranieri, purtroppo e per fortuna, in ogni caso sono sportivi che hanno lo spirito giusto per vivere Venezia dall’acqua”.

Per il futuro prevedi qualche cambiamento oppure questo standard sarà mantenuto? “Noi cercheremo di mantenere questo standard perché mi sembra che sia stata una scelta molto azzeccata, visto che ha quaranta anni. Ovviamente i numeri si sono ingranditi, i problemi organizzativi anche, si cerca di accontentare le richieste sempre conservando la spontaneità della manifestazione”. Per il prossimo anno si prevedono novità visto il crescente numero di iscrizioni? “Il prossimo anno cercheremo di fare qualcosa di nuovo, ma non a livello di percorso. Nella prima edizione ho scelto quello migliore sotto molti aspetti: quello della sicurezza, poiché ci sono molti chilometri in mezzo alle isole abitate, come bellezza perché la laguna nord ha località come San Francesco in Deserto, Burano, Torcello, Murano con un paesaggio molto più bello. Poi in caso di maltempo ci sono approdi riparati. Abbiamo provato ad immaginare altri percorsi, però non son riuscito a trovarne uno alternativo che abbia le stesse caratteristiche”.


Pino Lattanzi

  

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