Valentina Grassi: la passione è il mio segreto


ROMA, 21 maggio 2013 - Remare ad alti livelli, viene da sé, non è cosa semplice. Occorrono forza di volontà, costanza e grande impegno. Soprattutto serve tempo. Il canottaggio infatti quasi sempre deve conciliarsi con altri impegni, che possano essere di studio o lavoro. È proprio questo il caso di Valentina Grassi, Atleta Para-rowing appartenente alla categoria LTA, in forza al Circolo Canottieri Roma, chiamata a dividersi tra il mondo remiero e lo studio: "Gli allenamenti sono veramente duri, soprattutto adesso col metodo La Mura, che personalmente ritengo favoloso. Nel mio caso in particolare ci vuole tanta costanza perché essendo nuova di questo sport mi rendo conto che alcuni esercizi ancora non sono in grado di portarli avanti a lungo termine. Poi, oltre il canottaggio io studio giurisprudenza. Sono al quinto anno e mi mancano quattro esami. È chiaro che per me determinante è l'organizzazione del mio tempo. Scandire bene i momenti della giornata per trovare gli spazi necessari a tutte le attività. È dura ma la passione mi fa sostenere le fatiche".

La passione è dunque il segreto di Valentina. Quell'elemento che può diventare un valore aggiunto nella ricerca dei traguardi: "Il canotaggio è senza dubbio uno tra gli sport più duri – continua l'atleta azzurra – Mette alla prova l'atleta in termini di forza e resistenza. Però è stupendo. Io l'ho capito quando la prima volta ho afferrato il remo e ho sentito un brivido fortissimo. Lì ho capito che non c'era più nulla da fare – afferma sorridendo – è il canottaggio. Ho iniziato questa mia avventura e non può che andare avanti".

Un amore a prima vista, quindi, che ha vincolato Valentina inscindibilmente, all'attività remiera e che, di volta in volta le regala emozioni uniche: "Quando scendo in acqua avverto un mare di emozioni che mi pervadono: tensione, voglia di fare bene, il voler essere all'altezza dell'avversario. Poi c'è il gruppo: quando fai parte di un equipaggio è necessario ricercare la giusta coordinazione. Insomma, c'è molto da gestire. Però nel contempo c'è anche il momento per stare in silenzio, per recuperare le proprie energie. Per assaporare le proprie emozioni. Poi quando la gara parte non penso più a niente, solo a dare il meglio, a tirare fino all'esaurimento delle energie. Poi dove arrivi arrivi. L'importante è non risparmiarsi".

Dare tutto quindi è il primo obiettivo di Valentina, che relega un po' in secondo piano il valore dei trofei: "La vera vittoria non si traduce solo in un pezzo di metallo che ti mettono al collo. Per me è arrivare in fondo sapendo che più di così non si poteva fare".

Valentina ha preso parte alla regata internazionale che si è svolta sul lago di Gavirate, col quattro con LTA e, a tal proposito ci dice: "È stata una bella esperienza perché ci siamo conosciuti tutti pochi giorni prima dell'evento. Era un equipaggio ‘nuovissimo’. Questa gara per me è stata particolarmente importante perché ho fatto il mio esordio a livello internazionale. Ho incominciato ad allenarmi a livello agonistico soltanto da due mesi e mezzo poiché provengo dal nuoto. Diciamo che l'amore per l'acqua è una costante che mi ha sempre accompagnato. Ora voglio perfezionare la tecnica, acquisire maggiore automaticità e resistenza. Questo per quello che mi riguarda, mentre per il mio equipaggio è necessario continuare a remare assieme in maniera da ottimizzare il nostro livello tecnico”.

  

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