News

Flaminia Goretti de Flamini: ritratto della prima dirigente donna dell’Italia del canottaggio

lunedì 28 Febbraio 2022

Flaminia Goretti de Flamini: ritratto della prima dirigente donna dell’Italia del canottaggio


ROMA, 28 febbraio 2022 – Una donna curiosa, intraprendente, quasi spregiudicata nel perseguire ogni suo obbiettivo a dispetto di un’epoca nella quale le donne di azione non erano proprio ben viste. Oggi forse, Flaminia Goretti de Flamini verrebbe semplicemente definita “multitasking”, ma indipendentemente dalla sua storia affascinante – della quale la figlia Martha Specht è orgogliosa testimone – per l’Italia del canottaggio da oggi e per sempre sarà prevalentemente la prima dirigente donna del nostro sport. È a lei infatti che la Federazione Italiana Canottaggio intitolerà da quest’anno la classifica a punti nazionale femminile, il cui trofeo sarà presentato in conferenza stampa il prossimo 18 marzo, assieme al main sponsor Maglia Azzurra Femminile COOP, a Firenze.


Quella Firenze dove Flaminia Goretti de Flamini ha legato la sua vita al canottaggio negli anni ’30 del secolo scorso, quando presidente della locale SC Firenze era il padre, Goretto Goretti de Flamini. Fu grazie all’impegno del padre – che del club remiero biancorosso con sede a Ponte Vecchio fu prima tra i fondatori nel 1886 e poi campione d’Italia in due con – che la contessina Flaminia si appassionò al canottaggio, al punto da creare dal nulla la sezione femminile del sodalizio fiorentino, assieme alle amiche di una vita Bruna Focardi Bambi e Franca Pecori Giraldi, che per alcuni anni si allenarono quotidianamente sotto la guida di Flaminia, arrivando anche a partecipare ad alcune regate. Nata nell’allora comune di Pratovecchio, in provincia di Arezzo, il 17 ottobre 1905, fu a Firenze che Flaminia Goretti de Flamini trascorse gran parte della sua vita, tra una passione sportiva e l’altra: oltre al canottaggio infatti, fu ballerina, giocatrice di tennis e abile cavallerizza.


Ma non solo, perché spinta da un innato spirito avventuriero che colorò la sua intensa vita sociale, Flaminia Goretti de Flamini riuscì a misurarsi in più attività extra-sportive, risultando una donna di grande successo. Fu ostetrica, un mestiere che all’epoca non era destinato a donne di cultura e discendenza nobiliare qual era, e successivamente infermiera sulle cosiddette navi ambulanza, distinguendosi in particolar modo per il servizio prestato a Napoli nel corso della Seconda Guerra Mondiale, che le valse anche la Croce di Guerra al Valore Militare conseguita dopo il conflitto. Ed è lei che la città di Firenze deve ringraziare per il Giardino dell’Iris, la celebre area verde a ridosso del Piazzale Michelangelo inaugurata nel 1957 – e da quell’anno sede di un prestigioso premio internazionale di botanica – dopo che tre anni prima, nel 1954, l’assessore Piero Bargellini, all’epoca Assessore alle Belle Arti di Firenze e successivamente sindaco del capoluogo toscano fino ad arrivare agli scranni del Parlamento, fu convinto ad aprire tale giardino su spinta della contessina Flaminia.


Tutto questo con due grandi amori nel cuore. Il castello di Romena, in Casentino, appartenuto fino a poche settimane fa alla famiglia de Flamini, citato da Dante Alighieri nell’Inferno della Divina Commedia e dove lo stesso Sommo Poeta visse per qualche anno al tempo del suo esilio, e dimora nel 1901 di Gabriele D’Annunzio, che vi scrisse gran parte dell’Alcyone e dove riceveva la celebre amante attrice Eleonora Duse, che soggiornava presso la fattoria ai piedi del castello per poi salire dal Vate in gran segreto, nascosta in un carro. E il canottaggio, del quale è stata vera e propria pioniera. Flaminia Goretti de Flamini se ne è andata dopo una vita lunga e felice il 4 aprile 2004, alle soglie dei 99 anni. Ma grazie alla ricostruzione della sua attività presso la SC Firenze e al contributo dato allo sviluppo del canottaggio femminile in Italia, vivrà per sempre in un trofeo che non può portare che il suo nome, e che sarà svelato davanti alla figlia Martha e alla Squadra Olimpica femminile, con in testa le campionesse a cinque cerchi Federica Cesarini e Valentina Rodini.

Sponsor e Partner

Partner istituzionali

CONI
logo-comitato-italiano-paralimpico-1
ICS
INAIL