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Plovdiv: le dichiarazioni dei protagonisti

sabato 22 Luglio 2017

Plovdiv: le dichiarazioni dei protagonisti

PLOVDIV, 22 luglio 2017


QUATTRO CON (medaglia d’oro)
Leonardo Pietra Caprina (CC Aniene, capovoga): “Finalmente è arrivata la medaglia che mi mancava, dopo che argento e bronzo erano già in bacheca. Ero convinto di far bene, ed è andata secondo tale sensazione. Ripeto, finalmente è arrivata, ci sono voluti cinque anni ma è arrivata”
Raffaele Giulivo (Marina Militare, numero due): “E’ stata una gara bellissima, dove in mezzo alle difficoltà siamo rimasti compatti e uniti nell’inseguire l’obiettivo principale. E’ davvero una grande gioia, per me è la prima medaglia d’oro in un Mondiale, che dedico alla Marina Militare, alla mia famiglia e alla mia ragazza, che è venuta sin qui per vedermi”.
Niccolò Pagani (Tevere Remo, numero tre): “Pensavo che saremmo partiti più forti, e invece gli altri conoscendo il nostro valore hanno provato a sorprenderci. Noi però siamo usciti alla distanza dimostrando che eravamo qui per vincere, mentre gli altri hanno pagato tutti e sono caduti uno ad uno. Plovdiv è il mio campo, ho gareggiato tre volte qui ed è sempre arrivata la vittoria, e guarda caso con me in barca oggi ci sono D’Aniello e Maestrale, coi quali ho condiviso, una per uno, le altre due medaglie d’oro vinte qui”.
Andrea Maestrale (Marina Militare, numero quattro): “E’ stata una gara spettacolare, molto sofferta, ma nella quale siamo stati lucidi e compatti. Abbiamo messo in acqua tutto ciò che avevamo, seguendo sempre i richiami di Enrico, fondamentali per tenere su la barca. Dedico questa medaglia d’oro alla Marina Militare, alla mia famiglia, al mio allenatore, al mio amico Rosario Aita che ha subito recentemente un terribile lutto, e a Mimmo Perna”.
Enrico D’Aniello (SC Amalfi, timoniere): “Sono partiti tutti al massimo, ma colpo su colpo hanno ceduto tutti. L’Australia ha ceduto di schianto, e anche gli Stati Uniti poco dopo. Noi invece abbiamo proceduto uniti, ho chiamato un rinforzo di gambe poco prima della metà gara, al quale la barca ha risposto perfettamente, da lì non ci siamo più fermati. Sapevo sarebbe stata dura, e così è andata, ma sapevo che avremmo vinto, eravamo i più forti. Devo ringraziare per tutti la mia famiglia e la mia ragazza che adesso è in raduno a Piediluco, i ragazzi dell’otto del Gruppo Olimpico che non hanno smesso di sostenermi anche a distanza, e infine una persona che è il mio secondo papà, oggi non c’è più e mi ha spinto anche lui”.


QUATTRO DI COPPIA PESI LEGGERI FEMMINILE (medaglia d’oro)
Giovanna Schettino (CC Aniene, capovoga): “Gara bellissima e molto combattuta, sapevamo di andare forte ma anche che potevamo fare quel qualcosa in più per mettere al sicuro questa medaglia d’oro. E’ stato un Mondiale vissuto con molta serenità da tutte noi, abbiamo impostato la batteria sapendo di essere le più forti e lavorando in funzione di questa finale. L’obiettivo era crescere colpo dopo colpo, guadagnare margine e poi continuare ad aumentare il divario man mano che le avversarie sarebbero crollate, e così è andata. E’ il mio primo titolo mondiale e non posso non dedicarlo alla mia famiglia”.
Valentina Rodini (Fiamme Gialle, numero due): “Le mie compagne di barca mi hanno fatto vivere un sogno. Ho avuto la polmonite, e sono riuscita a fare appena quattro giorni al 100% con loro, ma le ragazze mi hanno aiutato ad arrivare fin qui, credendo sempre in me, e per questo le ringrazio, così come ringrazio chi mi è stato vicino e ha continuato ad avere fiducia nei miei mezzi anche quando non sono stata bene, come la mia famiglia, alla quale dedico questa medaglia”.
Paola Piazzolla (Fiamme Rosse, numero tre): “E’ stata una gara molto diversa rispetto a quella del 2016, oltre al fatto che non ero così sicura di come sarebbe andata, avevo un po’ di timore in più. Ho desiderato comunque molto questa vittoria, che arriva dopo un periodo non facile e un inverno nel quale mi sono allenata sempre da sola. Per essere ancora sul gradino più alto del podio un anno dopo ringrazio le Fiamme Rosse e Leonardo Pettinari”.
Asja Maregotto (SC Padova, numero quattro): “Questa finale è stata davvero avvincente, bella, sapevamo che il livello era alto e così abbiamo affrontato la gara con la giusta mentalità, impostando bene la partenza e crescendo durante il passo. Abbiamo lavorato poco assieme, ma tanto ci è bastato per essere di nuovo qui con l’oro al collo”.


DUE SENZA PESI LEGGERI  (medaglia d’oro)
Alfonso Scalzone (RYC Savoia, capovoga): “Una finale inaspettata, Turchia e Irlanda sono partite in maniera sorprendente ma noi avevamo i secondi mille metri più forti di tutti gli altri, e infatti quando a 750 metri dal traguardo abbiamo chiamato l’allungo, li abbiamo schiantati tutti, ci ha provato la Turchia ma non sono riusciti a tenerci. Poi il serrate è una delle nostre specialità, e lì abbiamo guadagnato ulteriormente, arrivando alla fine in solitaria”.
Giuseppe Di Mare (RYC Savoia, numero due): “Io invece mi aspettavo una gara così dura, ma eravamo coscienti di essere l’equipaggio da battere e anche nei momenti di difficoltà non ci siamo mai arresi, anzi ci abbiamo creduto a ogni colpo. Dedico questa vittoria ad Alfonso e a tutti quelli che mi sono stati vicini in quei due anni di ‘sofferenza’ sportiva che ho trascorso”.

Speciale World Rowing Under23 Championships – Plovdiv

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