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Lucerna: Le dichiarazioni dei protagonisti

domenica 14 Luglio 2013

Lucerna: Le dichiarazioni dei protagonisti

LUCERNA, 14 luglio 2013

Pietro Ruta (capovoga, Marina Militare): “Siamo ritornati insieme solo da due settimane, ma già vedevamo che lo stare in barca era diverso, più armonioso e continuo era anche il nostro movimento. Che dire la gara è stata molto veloce come pure tutte le fasi di avvicinamento alla finale di oggi. Posso solo dire di essere soddisfatto di questo primo test importante. Ora torniamo a casa e ci prepareremo per il mondiale poiché ci sono sempre delle migliorie da fare e i francesi sanno che gli abbiamo preso le misure, ma anche chi è arrivato dietro di noi non resterà a guardare quindi dobbiamo lavorare ancora per migliorare”.

Andrea Micheletti (numero due, C Gavirate): “È la prima volta che vengo a Lucerna, anzi no la prima volta è stata nel 2009 con l’otto junior della Lombardia ed ho pure vinto. Oggi però è stata la prima Coppa del Mondo che ho disputato e per giunta in questo splendido campo di gara. Sono contento, molto, di come è andata la gara perché abbiamo fatto una partenza molto veloce e siamo rimasti tutti più o meno in contatto. Ora vogliamo migliorare ancora cercando di migliorare ulteriormente la nostra velocità. Ce la possiamo fare anche perché abbiamo dei tecnici che sanno analizzare le strategie e proporle a noi. Riuscire a interpretarle ho visto è garanzia di successo, almeno questa volta è stato così”.

Romano Battisti (capovoga, Fiamme Gialle): “Abbiamo pagato un po’ le gare dei giorni scorsi anche perché abbiamo pure cambiato alcune misure in barca e quindi le prime competizioni sono state più di forza che di tecnica. Oggi la barca era già meglio, non perfetta ma meglio e quindi questo ci permette di continuare a lavorare per il mondiale. Devo dire che la gara di oggi potrebbe essere una replica di quella dei Giochi di Londra 2012 anche se sia l’Italia che la Nuova Zelanda hanno fatto dei cambi. In ogni modo i neozelandesi non sono lontani da noi e ora dobbiamo metterci a testa bassa per arrivare in perfetta forma in Corea e tentare di migliorare il risultato anche se per noi era importante questo test dopo aver fatto gare non di altissimo livello. Questa per noi era la vera prova e penso che sia stata superata”.

Francesco Fossi (numero due, Fiamme Gialle): “Oggi mi hanno fatto tirare molto anche se siamo partiti tutti molto veloci fino a 1000 metri eravamo tutti li. Dopo i mille metri ho visto che la Nuova Zelanda era alla nostra portata e quindi abbiamo attaccato, ma loro hanno reagito e allora abbiamo dato fondo a tutte le energie che avevamo. Il serrate finale ci ha dato la possibilità di accorciare ancora di più le distanze. Cambiare le misure prima della gara è stata una cosa che non mi aspettavo però alla fine devo dire che il risultato mi ha soddisfatto. Ero un po’ preoccupato prima di andare in partenza perché già metà barche avevano vinto una medaglia e quindi, statistica alla mano, potevamo non farcela e invece stavolta abbiamo anche battuto la statistica. Siamo una grande squadra e sono felice di farne parte”.

Giuseppe Vicino (capovoga, Fiamme Gialle): “Abbiamo dimostrato di poter essere competitivi alla pari delle altre nazioni. È bello essere parte di un progetto che vola molto alto per arrivare prima a qualificare le barche e poi a partecipare alle Olimpiadi di Rio con una squadra forte. Speriamo solo che la nostra formazione possa crescere ancora fino ad arrivare in Corea al meglio. Abbiamo due settimane di assieme e di lavoro sul quattro senza e penso che ora potremo solo fare meglio basta essere convinti e non montarsi la testa. Ma noi abbiamo “fame” di medaglie e quindi penso che questo non accada”.

Mario Paonessa (numero due, Fiamme Gialle): “Io e Paolo siamo il centro barca e quindi dobbiamo tirare forte ma è una forza che non da mai fastidio alla barca perche a poppa c’è Matteo che è più leggero e quindi la prua non affonda mai. Insomma siamo una bella formazione di amici soprattutto che lavorano seriamente per un obiettivo comune e il nostro capovoga pretende molto perché quando decide di aumentare lo fa e io devo essere pronto ad alleggerirgli la barca. Mi piace essere sul podio di coppa del mondo ma ora dobbiamo pensare al mondiale e lavorare ancora di più”.

Paolo Perino (numero tre, Fiamme Gialle): “Due settimane per arrivare qua e vincere una medaglia. È stupendo! Ho avuto qualche problema di adattamento perché ero di coppia e tornare a vogare di punta non è sempre semplice però il risultato è stato buono. Durante la gara sentivo che ad ogni sollecitazione la barca rispondeva e quello che decidevamo di fare lo facevamo insieme. Se in solo due settimane siamo riusciti ad arrivare qua ora dobbiamo lavorare ancora meglio e di più per arrivare in Corea nel migliore dei modi anche perché nessuno ci farà sconti. Sono orgoglioso di questa nazionale”.

Matteo Lodo (numero quattro, Fiamme Gialle): “Non ci credo ancora! Già all’esordio nella prima squadra mi trovo sul podio della Coppa del Mondo e per giunta a Lucerna. Pensa che fino a due settimane fa non pensavo neanche lontanamente di arrivare a partecipare alla prova di Coppa del Mondo. Sono arcifelice anche perché abbiamo lottato palata su palata contro nazioni che sono il meglio del canottaggio mondiale. Dedico questa medaglia alla mia famiglia e alla mia società che ha creduto da sempre in me”.

Laura Milani (numero due, Fiamme Gialle): E’ una medaglia importante per noi e per la nazionale. Mi aspettavo questo successo ed è arrivato puntuale grazie al lavoro che stiamo facendo. Credo sia anche la prima medaglia vinta in coppa del mondo dal canottaggio femminile. Sono orgogliosa di questo perché fa bene a tutto il movimento. È stata una gara molto combattuta anche se oggi siamo partite meglio degli altri giorni . Siamo state capaci di fare una progressione incredibile mentre vedevamo che le nostre avversarie tentavano di tutto per cercare di non farci passare. Sentivo la barca cha a ogni colpo andava via. È stata una gara meravigliosa”.

Elisabetta Sancassani (capovoga, Fiamme Gialle): Abbiamo cercato di fare la nostra gara senza preoccuparci delle avversarie. Eravamo troppo convinte delle nostre possibilità e di come siamo state preparate. Fino a metà gara vedevo che l’America era davanti e come ci avvicinavamo loro cercavano di attaccare ma vedevo che la mia barca rispondeva bene e quindi a 1200 metri abbiamo attaccato e siamo passati in testa. Ora dopo le due medaglie d’oro consecutive a livello europeo e questa stupenda medaglia vinta proprio nella capitale del canottaggio mondiale lavoreremo come se nulla fosse accaduto per riportare dalla Corea un risultato assoluto che manca all’Italia da molto tempo”.

Marco di Costanzo (numero due, Fiamme Oro): È la prima volta che vengo a Lucerna e salire sul podio è stato stupendo anche perché abbiamo lottato contro due mostri sacri. È stata una gara davvero unica per come l’abbiamo impostata e per come siamo riusciti a interpretarla. Sono davvero contento anche perché ad ogni gara che abbiamo fatto siamo sempre riusciti a divertirci perché la barca risponde ad ogni nostra sollecitazione. Sul finale abbiamo provato anche ad aumentare ancora di più ma i neozelandesi sono davvero di un altro pianeta. Per ora va bene cosi ora lavoriamo per il mondiale e poi si vedrà“.

Matteo Castaldo (capovoga, RYCC Savoia): “Siamo i primi degli umani per essere arrivati a ridosso dei fenomeni neozelandesi davvero imponenti. Abbiamo fatto una buona partenza e abbiamo subito messo la testa in barca facendo il ritmo che avevamo stabilito col nostro allenatore che aveva fatto una perfetta disamina della gara ed è cosi che è andata. A 1000 metri abbiamo attaccato ed oggi abbiamo fatto anche il serrate. È bello essere in una nazionale dove tutti vengono messi nella condizione migliore di esprimersi e questo sta accadendo a noi e passo dopo passo arriveremo in Corea per cercare di dare il meglio di noi. Sono felice per la mia famiglia qui a Lucerna e soprattutto per aver dato la gioia di una medaglia a mio nonno. Grazie Italia”.

 

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