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Conferenza a Venezia per parlare di “Oro Olimpico” nel canottaggio

sabato 16 Marzo 2013

Conferenza a Venezia per parlare di “Oro Olimpico” nel canottaggio

VENEZIA, 17 marzo 2013 Il saluto di benvenuto da parte del Comandante del Presidio militare di Venezia, Generale di Brigata Tommaso Vitale, ha aperto la Conferenza “Verso l’oro olimpico – i processi di selezione e di team building di un equipaggio vincente. L’esperienza di due campioni olimpici” svoltasi a Venezia venerdì 15 marzo. Presenti, oltre ai relatori Rossano Galtarossa e Davide Tizzano, anche le autorità locali sportive e militari.

La prima parte della conferenza è stata tenuta dal Vice Presidente FIC Davide Tizzano, mentre a seguire è intervenuto il Consigliere Rossano Galtarossa. Entrambi i campioni olimpici, oggi affermati dirigenti del canottaggio nazionale, hanno portato la propria esperienza di atleti di vertice mettendo in evidenza da dove sono partiti, sottolineando quando, “per caso”, si sono avvicinati al canottaggio e soprattutto con quanta passione e amore hanno investito il loro tempo e la loro vita nello sport del remo. Un impegno per il quale hanno tratto insegnamento soprattutto dalle sconfitte che hanno permesso loro di ritrovare i giusti stimoli positivi per migliorare ulteriormente e tornare a vincere.

Al termine della conferenza si è tenuto un dibattito tra i presenti e i due relatori. In particolare un giovane atleta ha chiesto se, durante la loro carriera, avessero mai pensato che “il gioco non valesse la candela”, cioè se i sacrifici fatti non dessero loro l’impressione di “perdere” la possibilità di fare altre esperienze, soprattutto da giovani. Tizzano ha sostenuto che i sacrifici fatti lo hanno aiutato a crescere, non solo nello sport ma anche nella vita; Galtarossa, invece, ha “invertito” il discorso e ha affermato che per un atleta che decide di praticare uno sport agonistico non si può parlare di sacrificio, perché in realtà non si tratta di qualcosa che viene imposto ma di qualcosa che si sceglie liberamente di fare e che si fa perché si ama la disciplina sportiva e quindi occorre mettere in luce in questa attività non i sacrifici ma l’impegno da svolgere per pura passione.

Sia Rossano Galtarossa e sia Davide Tizzano hanno fortemente posto l’accento sulla motivazione che ogni atleta, dal più giovane al più anziano, deve trovare in se stesso, e sull’importanza del supporto della famiglia e degli allenatori. La Conferenza è terminata con una cena di gala alla quale ha partecipato anche Primo Baran, Campione Olimpico di Messico 1968 in due con insieme a Renzo Sambo e al timoniere Bruno Cipolla.

Vittorio Liberti

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