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Lorenzo Carboncini atleta del mese per WorldRowing

martedì 5 Giugno 2012

Lorenzo Carboncini atleta del mese per WorldRowing

ROMA, 05 giugno 2012 E’ uno dei canottieri che forma la spina dorsale del canottaggio italiano. Lo pensa WorldRowing.com, house organ della FISA, per cui Lorenzo Carboncini è l’atleta del mese di giugno. Diciannove anni senza pausa, diciannove anni di canottaggio internazionale conditi da un argento olimpico, nel quattro senza a Sydney 2000, e undici medaglie ai Mondiali. Ecco le prime domande e risposte della lunga intervista realizzata in occasione del suo esordio in Coppa del Mondo a Lucerna.

WR: Dicci qualcosa della tua formazione nel canottaggio
LC: Ho iniziato a remare nel 1986 quando avevo nove anni. Il club di canottaggio del mio paese (Società Canottieri Limite) è molto famoso in quanto è il più vecchio in Italia. E’ stato fondato nel 1861, lo stesso anno dell’Unità d’Italia. Il canottaggio è uno sport popolare nel mio paese. Tutti i giovani iniziano a remare ma la maggior parte di loro abbandona dopo un paio di anni. Ce n’erano pochi di noi avviati quando avevo più o meno 18 anni.

WR: C’era stato un momento o un evento che ti ha spinto a decidere di remare più seriamente e diventare un canottiere di alto livello?
LC: Per me, all’inizio, è stato più un gioco, solo divertimento, ma più crescevo e più volevo allenarmi duramente e specializzarmi nello sport. Le mie barche preferite, a quel tempo, erano il due senza ed il quattro senza.

WR: Hai gareggiato ogni anno a livello internazionale dal 1993, qual è stato il tempo più lungo passato senza la barca?
LC: In realtà, da quando ho iniziato a remare nel 1986, ho costantemente preso parte alle regate. Non sono mai stato un anno senza allenamento e regate.

WR: Qual è stato il momento culminante della tua carriera?
LC: Penso che la medaglia d’argento nel quattro senza durante le Olimpiadi del 2000 a Sidney sia stato il più importante punto della mia carriera. Ci sono anche molti Campionati del Mondo ed altre regate internazionali ma, naturalmente, una medaglia olimpica è sempre molto speciale. Mi è piaciuta tutta l’atmosfera delle Olimpiadi a Sidney. E’ stato veramente un grande evento.

WR: Hai partecipato a tre Olimpiadi, Atlanta, Sydney e Pechino. Com’erano le condizioni, specialmente climatiche, a Beijing?
LC: Naturalmente non c’era un clima facile a Pechino essendo abbastanza caldo e umido. Ma ci aspettavamo fosse così. Ma a parte quello, ripensando a Pechino, non ho veramente dei bei ricordi. Non abbiamo raggiunto il risultato che ci eravamo prefissati.

WR: Che cosa ti porta di nuovo a gareggiare ogni anno?
LC: Mi piace remare, è una passione. Non mi preoccupo molto dell’allenamento duro, mi piace veramente. E’ più difficile quando hai una famiglia. I miei due bambini (Matilde e Mattia di otto e tre anni n.d.r.) mi tengono occupato tutto il tempo. A volte ho delle difficoltà a conciliare entrambe le cose, specialmente quando sono assente per diverse settimane. Quando sono via fortunatamente mia moglie e i miei genitori si prendono cura dei bambini.
Sono fortunato di far parte del “Gruppo Sportivo Fiamme Oro”, gruppo di atleti d’alto livello della Polizia. Mi sostengono economicamente così mi posso concentrare sul mio allenamento che è buono.

WR: In che modo hai iniziato a gareggiare nel due senza con Niccolo Mornati?
LC: Tutto è cominciato casualmente. Eravamo nello stesso gruppo di allenamento e abbiamo provato molte imbarcazioni e combinazioni. Così nel 2002 ci siamo trovati insieme nel quattro senza e nel 2005/2006 negli otto. Nel 2010 abbiamo deciso di provare il due senza considerando le nostre caratteristiche e qualità tecniche molto simili. Fin dall’inizio ci siamo trovati bene e abbiamo continuato ad allenarci insieme. Siamo come una coppia di sposi – armonie e discussioni inclusi.

WR: Con la supremazia della coppia Neozelandese hai mai pensato di concentrarti su un’altra specialità?
LC: Hanno dimostrato di possedere un elevato livello di preparazione e un’ottima performance. È così in tutti gli sport. Se un equipaggio dimostra di essere il più forte merita di vincere. Loro competono per la medaglia d’oro. Noi daremo comunque il massimo.

WR: Parteciperai a qualche regata a giugno?
LC: Sfortunatamente a causa di un infortunio abbiamo dovuto modificare la nostra tabella e saltare la Coppa del Mondo a Belgrado. Vedremo cosa succederà in futuro. Abbiamo messo in preventivo di gareggiare anche a Monaco di Baviera.

WR: Come si compone la tua giornata tipo?
LC: Quando sono a casa faccio colazione con la mia famiglia, porto mia figlia a scuola e mio figlio dai miei genitori, affronto la prima sessione di allenamento, riprendo i miei figli per l’ora di pranzo, li riporto a scuola/dai nonni prima di iniziare il secondo allenamento. A fine giornata, dopo aver riportato i bambini a casa, la famiglia si riunisce per cenare e passare qualche momento insieme.

WR: Cosa ti piace fare al di fuori del canottaggio?
LC: Sono un appassionato di golf. Ho iniziato a giocare nel 2001 e, ad oggi, il mio handicap è sette. Mi piacerebbe partecipare alle gare perché ho bisogno della competizione, ma di solito una gara di golf dura circa cinque ore e io non ho quasi mai tutto questo tempo a disposizione. Posso dedicare il mio tempo libero al golf solo nei mesi invernali quando il mio programma di allenamenti è leggermente più flessibile.

WR: Scrivi in un blog personale (http://lorenzocarboncini.com/). Raccontaci di cosa si tratta.
LC: Mi hanno suggerito di iniziare a scrivere un blog. Di solito non sono portato per queste cose. Non ho un account Twitter e non sono presente su Facebook. Ho pensato fosse un’idea carina per tenere aggiornati i miei tifosi sui miei progressi. Cerco di scrivere un articolo a settimana. Ma, soprattutto quando sono a casa con la mia famiglia, non ho mai abbastanza tempo ed è quindi difficile tenerlo aggiornato costantemente.

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