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Comunicato Stampa

lunedì 11 Febbraio 2008

Comunicato Stampa

Paola Grizzetti e gli Adaptive: “La squadra si sta preparando bene, la prima Paralimpiade per l’Italia potrebbe riservare piacevoli sorprese”

L’appuntamento è domenica mattina alle 8 al Valentino, ma non si tratta di un rendez vous galante. La persona che devo incontrare è Paola Grizzetti, uno dei tecnici della nazionale italiana di Adaptive Rowing, presente a Torino assieme alla “sua” Gavirate, al marito Giovanni Calabrese, tecnico pure lui della squadra che a settembre affronterà le Paralimpiadi di Pechino.
Zero gradi domenica mattina sul Po, ma già un gran fermento all’Armida che ospita la numerosa squadra lombarda, come anche il forte gruppo dell’Adaptive.
Arrivo, …subito, …un attimo…i remi…, i remi…arrivo subito…” accenna Paola di corsa.
Scendo alla terrazza dell’Armida ed aspetto.
Il popolo della Gavirate è all’opera.
Aspetto un po’, poi mi rendo conto da solo che non è un momento felice per un’intervista e mi avvio verso il Caprera ripromettendomi di chiamarla più tardi.

Sono le 12,45 e sta per partire il secondo gruppo della IV prova del Campionato di fondo. Sono sull’ultimo ponte superato il quale c’è il rush finale degli ultimi 500 metri: parecchia gente affacciata aspetta i passaggi dei primi equipaggi. Riprovo a contattare madame Grizzettì…
Sì…eccomi…sono usciti tutti…stamattina era un po’ un casino…Dimmi…
Raccontami un po’ della squadra che stai seguendo. Una bella occasione questa di Torino per scendere in acqua ancora una volta…
Il gruppo Adaptive si sta preparando con grande motivazione. Qui a Torino abbiamo provato a scendere in acqua con un otto con i migliori elementi. La barca l’avevamo già provata a Varese nella prima prova del Campionato di Fondo. Ai ragazzi è piaciuta questa nuova esperienza e mi hanno chiesto di riprovare. E’ molto utile per loro provare una barca diversa dalla quale sono abituati. Devono imparare ad adattarsi a velocità e situazioni che possono cambiare da gara a gara, ed anche all’interno della gara stessa essere pronti ad impostare strategie diverse per superare le difficoltà. Questa gara, con molti partecipanti, con barche che cercano di superarti, con le quali devi ingaggiare confronti interessanti per non farti passare, altre che vanno anche se di poco più piano di te e devi preparati al sorpasso: sono un’esperienza molto importante, un guadagno soprattutto sotto il profilo agonistico e strategico.
Pechino è sempre più vicina, come si sta comportando il gruppo?
La squadra si sta preparando bene, consci dell’importanza della posta in palio. Sanno che non c’è nessun nome definitivo ancora, e per questo si danno tutti da fare per salire in barca: questa è una grande spinta motivazionale. Il gruppo si sta allargando con l’inserimento di nuovi atleti alcuni provenienti da altri sport; n.d.r.), che vogliono provare ad entrare. Più atleti abbiamo a disposizione e maggiori saranno le chances di formare equipaggi che in Cina potrebbero ambire ad una medaglia. Siamo un gruppo molto unito, che alla prima Paralimpiade per l’Italia (dopo aver qualificato 4 barche), potrebbe riservare delle piacevoli sorprese.


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