Come nelle belle favole, si potrebbe iniziare “c'era una volta, ...”, ed
una volta, appunto 121 anni fa, la Federazione canottaggio iniziava la
sua vita di evoluzione e di importanti risultati nella sede di Torino,
una città che tanto aveva sentito la crescita del canottaggio ed i cui
amministratori civici lo avevano coccolato quale nobile rampollo.
L'evoluzione dei tempi aveva portato alla decisione politica di
accentrare a Roma le sedi delle federazioni, anche per una più
funzionale operatività nell'ambito della evoluzione sportiva nazionale
sotto più stretto coordinamento da parte del C.O.N.I.
E così nel maggio 1933 il trasloco della sede (poi nel dopo guerra ci
fu un ritorno, ma per un periodo limitato), cui i giornali dell'epoca
diedero un certo risalto. Non ci furono rivoluzioni, ma lo storico
segretario generale Mario A. Rossi, in carica dal 1919, non seguì la
“sua” creatura nella nuova sede e già l'anno prima aveva rassegnato le
dimissioni, all'annuncio di questa decisione, congelate temporaneamente
per l'impegno della preparazione olimpica.
Allora anche il segretario-consigliere, come gli altri componenti il
Consiglio federale, erano degli appassionati, che sviluppavano il loro
impegno non in un rapporto di dipendenza, ma di collaborazione
onorifica. Ed infatti lo statuto federale prevedeva, come ricordava la
Gazzetta dello Sport del 25 aprile 1933, la presenza di tre consiglieri
residenti nella città sede della federazione (o nelle immediate
vicinanze), per evidenti ragioni pratiche. E del resto nonostante le
pressioni ricevute il segretario Rossi sottolineava come ragioni legate
alla sua professione gli impedissero il trasferimento. E guarda caso,
quando la Federazione tornò a Torino nel dopo guerra, fu ancora Rossi a
reggerne la segreteria dal 1946 al 1949.
E sempre la Gazzetta dello Sport del 25 aprile ricorda: “Il
trasferimento a Roma della Reale Federazione Italiana Canottaggio
avverrà come è noto il 1° maggio. – aggiungendo i nomi dei nuovi
reggitori della struttura federale – Quantunque non ancora resi noti
ufficialmente, si conoscono i nomi di coloro che saranno chiamati a dare
la loro opera in favore della R.F.I.C. A fianco dell'ammiraglio Di
Sambuy saranno in veste di vicepresidenti il generale Vaccaro
(presidente della Aniene) e Pietro Annoni (presidente della Milano). La
segreteria sarà retta dall'avv. Filippi, mentre a coprire la carica di
consiglieri per i tre posti che lo statuto assegna a persone residenti
nella città sede della Federazione saranno chiamati – oltre allo stesso
avv. Filippi – l'ing. Grappelli (vice segretario) e il comm. Sabbadini
(tesoriere).
E lo stesso giorno 25 aprile il nuovo segretario avv. Giampietro
Filippi (che reggerà la segreteria sino al 1944) fu a Torino a prendere
in carico documenti e cimeli.
Il successivo 27 aprile la Gazzetta dello Sport riportava il
comunicato del C.O.N.I. che annunciava la ratifica della nuova
struttura, che risultava così formata: consiglio di presidenza con l'amm.
Luigi Di Sambuy, ovviamente, alla presidenza, con Piero Annoni e Giorgio
Vaccaro, vice presidenti, e consiglieri dott. Umberto Fasciolo, avv.
Natale Schiassi, cav. Italo Massajoli d'Urbino, conte Goretto Goretti.
Tesoriere gr. uff. Paride Sabbadini, segretario generale avv. Giampietro
Filippi e vice segretario ing. Luigi Grappelli (che poi ritroveremo nel
dopo guerra nella funzione di segretario generale onorario dal 1957 al
1964).
Quel comunicato ufficializzava anche la “Giunta Tecnica” presieduta
da Piero Annoni, composta da cav. uff. Mario Alberto Rossi (che pur
rinunciando all'incarico di segretario generale manteneva il suo impegno
d'amore per il canottaggio), Camillo Baglioni (il noto giornalista e
campione del remo dalla fine dell'800), ing. Alfredo Boccalatte (altro
importante dirigente torinese, che diresse successivamente la segreteria
federale dal 1949 al 1957, divenendo presidente federale dal 1958 al
1961 e vice presidente della FISA nel 1959 – 60). Inoltre di questa
commissione facevano parte il comm. Archimede De Gregori (importante
dirigente partenopeo), l'avv. Giampietro Filippi, il dott. Giulio Haag e
l'avv. Massimo Giovannetti (che sarà presidente federale dal 1935 al
1939 e dal 1949 al 1958, oltre ad essere stato vice presidente della
F.I.S.A. nel 1949-1950).