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MONACO
DI BAVIERA, 9 maggio 2008 – Il direttore tecnico Andrea Coppola
ha così commentato le gare della seconda giornata di Coppa del mondo che
hanno visto protagonisti gli azzurri.
“Oggi abbiamo assistito all’immediato riscatto degli equipaggi che ieri
in batteria, per vari motivi, non avevano brillato. In particolare del
quattro senza pesi leggeri e del due senza senior. Entrambi oggi
hanno dato grande prova di carattere, malgrado che Amarante (terza voga del
quattro pl) accusasse ancora disturbi intestinali, guadagnandosi
meritatamente l’ingresso in semifinale e dimostrando di poter fare ancora
buone cose. Il due senza, tra l’altro, è stata una delle poche barche che
siano riuscite a vincere pur avendo corso in corsia 1, la più danneggiata
dal vento contro.
Si è visto anche la riconferma del doppio pesi leggeri femminile,
autore di una gara molto generosa e del doppio pesi leggeri maschile
di Bertini e Gilardoni che hanno ribadito la loro intesa ed una buona
condizione. Peccato per l’altro doppio pl di Miani e Danesin – quest’ultimo
ancora alle prese con problemi fisici -, sfortunato per essere stato
sorteggiato nella corsia peggiore, altrimenti sono certo che avrebbe
anch’esso superato il turno.
Hanno disputato un’ottima prova anche la Bascelli nel singolo, il
doppio senior femminile, il due senza di Bonciani e Roccarina, e
il due senza pl campione del mondo di Caianiello e Dell’Aquila anche
se la vittoria in batteria sfumata negli ultimi metri li costringerà domani
a scendere di nuovo in barca per i recuperi.
L’otto ha combattuto con grinta, così come hanno fatto tutti gli
altri equipaggi che sono stati eliminati, sia pure con un po’ di sfortuna.
Ma nel loro caso, trattandosi in buona parte di giovani venuti qua a Monaco
per fare esperienza, una eliminazione – tanto più con queste condizioni del
vento – ci poteva anche stare.
Nel complesso posso ritenermi per ora moderatamente soddisfatto; quelli che
dovevano passare il turno l’hanno tutti passato.
Mi dispiace, però, che questo vento contro abbia creato condizioni di enorme
disparità fra le corsie impedendomi, di fatto, di fare quelle verifiche che
mi attendevo di poter fare. Mi sarebbero piaciute condizioni ambientali
ideali che ci avessero messi, sulla carta, tutti alla pari. Invece non è
stato così ed è vero un peccato anche se riconosco che questo è il grosso
limite degli sport all’aperto come il nostro”. |