IOANA PAPUC, NATA PER REMARE

Nel suo medagliere, Ioana Papuc ha cinque medaglie vinte ai Mondiali junior, tre delle quali d'oro. E' anche campionessa mondiale assoluta e campionessa olimpica. Tutto questo prima che compisse il 21° anno di età. La Papuc è un’atleta rumena in carriera.
Selezionata all'età di 12 anni perché in possesso delle giuste “dimensioni” (misure antropometriche: altezza, apertura delle braccia e flessibilità) e sulla base della statura dei suoi genitori, la Papuc fu fatta trasferire dalla sua città di Cimpulung (popolazione 44.000 abitanti) alla città di Orsova (popolazione 17.000), dove ha sede il maggiore centro remiero giovanile della Romania. Questa divenne la sua casa per 300 giorni l'anno e ben presto il canottaggio divenne la sua famiglia.
All'età di 15 anni la Papuc vinse la sua prima medaglia a livello internazionale, gareggiando nel doppio junior. Appena due anni più tardi entrò a far parte della squadra senior.
La Papuc non attribuisce il suo precoce successo alla sua fisiologia. Con molta modestia sottolinea che il merito è della squadra: “Solo lavorando insieme possiamo giungere a grossi risultati”.
Selezionata per essere una delle atlete dell'otto ai Giochi olimpici di Atene, su quella che è considerata l'imbarcazione portabandiera della Romania, la Papuc ha remato con atlete del calibro della Elisabetta Lipa e Doina Ignat, plurimedagliate olimpiche, che da oltre una decade gareggiavano nella squadra senior. “Sono dovuta crescere davvero in fretta - ammette la Papuc - ma abbiamo sempre ricevuto lo stesso trattamento anche se le nostre età variavano di molto”.
Una cosa che alla Papuc piace ripetere è che ha sempre ricevuto l'appoggio e il sostegno dei genitori. “Dopo le Olimpiadi i miei genitori divennero orgogliosi della mia carriera. Passeggiando per le strade di Cimpulung tutti si congratulavano con loro. Il loro cuore si gonfiava di gioia”.
C’è da dire, tuttavia, che la famiglia Papuc non ha mai assistito ad una gara.
Malgrado la sua lunga serie di successi non sembra intenzionata a mollare, tantomeno a rallentare i suoi sforzi e il suo impegno. “Ho appena iniziato ad assaporare la vittoria, ora voglio di più, sono ancora giovane e libera. Continuerò a remare fin tanto che la mia salute e il mio stato fisico me lo permetteranno”.

La compagna di squadra Ana Maria Apachitei ha la stessa età della Papuc ma la sua ascesa è stata un po’ diversa. La Apachitei ha fatto anche lei parte del magnifico otto rumeno e ha gareggiato in Coppa del mondo durante l'anno olimpico, tuttavia non ha fatto parte dell'equipaggio che disputò la finale olimpica. Ha iniziato a praticare il canottaggio all'età di 14 anni ed anche lei è stata mandata ad Orsova. Una volta iniziato il canottaggio non ha più voltato lo sguardo indietro. “Ho sempre saputo sin dall'inizio che sarei rimasta nel canottaggio - dice la Apachitei -. Mi è piaciuto da subito e i risultati che ho ottenuto mi hanno dato la conferma che potevo continuare e andare oltre”.
La Apachitei ha vinto la sua prima medaglia internazionale a tre anni dal suo inizio e due anni dopo era in ballottaggio tra la squadra under 23 e quella senior. Pensando alla sua maturazione la ritiene una progressione logica. “Passo dopo passo ho iniziato a partecipare alle gare internazionali e credo che i risultati siano giunti al momento giusto”.
La carriera della Apachitei, a differenza di quella della Papuc che l'ha vista passare direttamente dalla squadra junior a quella senior, si è soffermata (come solitamente accade) anche tra gli under 23. “Non si possono immaginare le differenze che vi sono tra i campionati junior e quelli senior. I tempi che si impiegano in gara sono assai più veloci e la mentalità di ogni atleta di questo livello è di fare la gara.”
Gareggiare ed allenarsi con atlete di maggior esperienza è stato di grandissimo aiuto per lo sviluppo atletico e mentale della Apachitei che, come ama ripetere, ha sempre seguito il suo motto: ”Se possono farlo loro, posso farlo anch’io”.
Come la sua compagna di squadra Papuc anche la famiglia della Apachitei non ha mai assistito ad una delle sue gare dal vivo ma l'hanno sempre sostenuta, aiutata, ed incoraggiata in tutte le sue attività sportive. “Anche da casa mi davano consigli che per me si sono rivelati importantissimi e di grande aiuto”.
Il sogno della Apachitei sono i prossimi Giochi olimpici e sembra avere tutte le intenzioni di rimanere nel canottaggio sino a quando questo sogno non si sarà realizzato.

FONTE: WORLD ROWING MAGAZINE, traduzione a cura FIC


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