“Ho
iniziato a remare all'età di 17 anni. Sono venuta in contatto con questo
sport per caso quando la mia famiglia si trasferì a Twickenham nel
Middlesex. Avevo già praticato vari sport a scuola e nei club locali ma
la maggior parte di questi mi annoiava. Non ho mai eccelso in nessuno di
essi. Volevo sfruttare l'opportunità che mi offriva il vivere nelle
vicinanze del Tamigi e mi informai sugli sport d'acqua. Sfogliai le
“pagine gialle” e detti un’occhiata alla sezione riguardante gli sport
praticabili sul fiume. Le opzioni che mi si presentarono furono canoa e
canottaggio e io optai per quest'ultimo. Vi erano due club di
canottaggio, il Twickenham e il Kingston, e io scelsi il primo poiché
rimaneva più vicino a casa. Il club si trova su una piccola isola nel
mezzo al fiume e all'epoca era raggiungibile solo attraverso un ponte
che era però chiuso per lavori. Cambiai club e andai al Kingston giusto
per capire che cosa fosse il canottaggio. Ripensandoci adesso credo che
sia stato il fato a portarmi li poiché non sapevo che stavo entrando nel
club di canottaggio che aveva raccolto più successi in campo femminile e
dove avrei incontrato uno degli allenatori junior tra i migliori della
nazione.
Dopo
8 mesi che mi allenavo e allo stesso tempo studiavo per ottenere il
‘Level A’ fui selezionata per entrare a far parte della squadra della
Gran Bretagna che avrebbe partecipato ai Campionati del mondo junior del
1998. Fui fatta salire in due senza, che era considerata la barca
migliore. Sfortunatamente soffrii di terribili dolori alla schiena a
pochi giorni dall'inizio della competizione e già riuscire a star in
barca mi sembrava tanto. Giungemmo seconde ma fummo squalificate per
invasione di corsia. L'anno seguente, il mio primo da under 23, mi
concentrai sulla vogata di coppia e mi piazzai quarta ai Campionati
iridati in una gara che era affollata di atlete più forti e più grandi
di me. Il mio secondo anno da under 23 mi ha visto fare progressi e mi
ha portato una medaglia d'oro: diventai campionessa mondiale in due
senza.
Nel
2001 ho vestito per la prima volta la maglia della squadra nazionale
senior e fui scelta per partecipare ai Mondiali di quell'anno sul
quattro di coppia. Il nostro equipaggio raggiunse la finale e questa fu
la prima volta che accadeva ad un equipaggio britannico. Giungemmo
inaspettatamente quinte. Lo stesso accadde nel 2002: stessa
imbarcazione, stesso piazzamento. Nell'anno seguente, vale a dire il
2003, fui nuovamente selezionata per la squadra nazionale ma questa
volta su una imbarcazione diversa: il doppio. Fu la prima volta in cui
annusai l'odore della medaglia mondiale: il bronzo ci sfuggì d’un soffio
finendo nelle mani di quello che l'anno precedente era stato
l'equipaggio d'argento mondiale. Giungemmo quarte. Il destino aveva in
serbo per me qualcosa di nuovo proprio in vista dei Giochi olimpici
2004. Dopo un anno passato sui podi dei vari trials nazionali fui
selezionata nuovamente per gareggiare sul quattro di coppia, questa
volta però con un equipaggio di nuova formazione: le mie compagne erano
tutte giovani e a me era stato dato il compito di fare da chioccia.
Disputammo una stagione internazionale ricca di successi collezionando
due medaglie d'oro e un argento e vincendo la classifica finale di Coppa
del Mondo della specialità. Ma il massimo fu per me partecipare ai miei
primi Giochi olimpici dai quali tornai con una medaglia d'argento appesa
al collo, l'oro fu vinto dall'equipaggio tedesco, più anziano e con
maggior esperienza rispetto al nostro.
Il
2005 segnò l'inizio di un nuovo ciclo olimpico e di una nuova campagna
alla ricerca della medaglia d'oro. Ero ancora sul quattro di coppia ma
dimostrando la mia adattabilità sedevo ora al carrello numero 4. Il
fatto di essere giunte seconde sul bacino olimpico ci dette una nuova
forza e nuova fiducia. Per il secondo anno consecutivo vincemmo la
classifica di Coppa del Mondo e questo ci rese fiduciose che in Giappone
non avremmo deluso. Nel corso della finale di quei Mondiali ci trovammo
nuovamente faccia a faccia con l'equipaggio della Germania, solo che
questa volta non le avrei lasciate andar via a vincere indisturbate. Fu
un barca a barca per tutta la gara tra noi e loro e riuscimmo a tagliare
il traguardo con 3 decimi di secondo di vantaggio sulle nostre
principali rivali. Eravamo Campionesse del mondo.
Verso la fine della stagione 2005 ebbi un incidente e sapevo che
avrei dovuto dedicare l'anno successivo al recupero.
Durante
questo periodo, malgrado avessi raccolto tanti successi nell'anno
precedente, decisi che era ora che dedicassi il mio tempo ad altro,
pensai che dovevo ritirarmi dal canottaggio ed entrare nel mondo del
lavoro sfruttando il mio diploma in Marketing e Comunicazione, ma ancora
una volta il destino aveva altro in serbo per me. Casualmente fui
contattata dalla federazione di ciclismo e questo segnò un nuovo inizio.
Fui sottoposta a vari test che dimostrarono che ero in possesso delle
caratteristiche essenziali per diventare una ciclista di ottimo livello.
Nell’aprile 2006 iniziarono i miei allenamenti in bicicletta con lo
scopo e il sogno di partecipare ai Giochi olimpici di Pechino 2008.
Non so ancora se vi riuscirò. Nel frattempo, quest’anno ho partecipato
ai Campionati del mondo
su pista di Palma di Maiorca, dove il 30 marzo ho vinto la
medaglia d'argento nell'inseguimento individuale. E’ stato bello e mi ha
permesso di continuare a ...”Vivere il mio sogno”...”
Rebecca Romero
(Foto
www.RebeccaRomero.co.uk ©) |