LIVIGNO, UNA BASE TRA LE NUVOLE

di Enrico Tonali

DSC_0108.JPGLIVIGNO, 11 agosto - In un film americano degli Anni Quaranta, “La Fontana Miracolosa”, un gruppo di audaci esploratori scopre - fra aspre montagne dai sentieri impercorribili - una valle meravigliosa in cui la vita fila eternamente lieta. A Livigno, sulle Alpi a ridosso della Svizzera (le sue acque finiscono nell’Inn, affluente del Danubio), le auto dei villeggianti sono a volte così numerose che non attraversare sulle strisce è pericoloso quanto a Piazza Venezia, ma tutto è ovattato come nella vecchia pellicola hollywoodiana in bianco e nero. “Il vantaggio di allenarsi in alta quota migliora sicuramente l’ossigenazione ma questo beneficio non supera l’uno per cento”, spiega il direttore tecnico federale Beppe De Capua, che in questa cittadina in continua espansione a 1800 metri d’altezza ha organizzato – per il secondo anno – il raduno dei canottieri azzurri che gareggeranno nei Mondiali Assoluti e Pesi Leggeri di Eton. “Ancora più positivo è invece il lavorare il giorno ed il riposare la notte in un clima fresco che migliora eccezionalmente i tempi di recupero e smorza l’apatia solitamente provocata dal caldo”.
di corsa al lago... (1).JPGStavolta poi il team dai remi tricolori ha trovato una gradita sorpresa nel verde pianoro incastonato fra l’Engandina e la Valtellina: le abbondanti precipitazioni invernali hanno allungato il lago (dove si allenano le barche azzurre) di oltre chilometro, portando lo specchio d’acqua a ridosso della base nautica approntata a riva dall’Amministrazione Comunale di Livigno proprio per i canottieri: “Abbiamo avuto perciò a disposizione un percorso di allenamento in linea retta di circa 7 chilometri, ottimo per un invaso d’alta montagna. Non solo il lago di St. Moritz è più corto, ma anche a Piediluco raggiungiamo – però con una leggera curva – solo i 3 chilometri”, prosegue De Capua che ha personalmente programmato per i vogatori azzurri tutti i modelli di allenamento adoperati a Livigno. La base disposta dal Comune si trova su un ampio spiazzo in riva al lago ed è munita di un pontile per la discesa in acqua degli equipaggi; un paio di prefabbricati (utilizzati come deposito degli indumenti degli atleti e ricovero delle attrezzature dei motoscafi) ed altrettanti bagni chimici completano il piccolo “villaggio vogatori”, che attira sempre l’attenzione di numerosi villeggianti, incantati dagli scafi sia in acqua che a terra e dai lunghi remi biancorossieverdi: un discreto “valore aggiunto”, quello dei canottieri in allenamento, alle naturali attrattive della vallata.
laura milani, francesca gallo.JPGParticolare pure la sistemazione alberghiera della squadra italiana, ospitata presso il nuovo (venne inaugurato l’anno scorso proprio con l’ingresso degli azzurri nel caratteristico edificio alpino) Touring Hotel, un quattro stelle situato al centro di Livigno, in piena zona pedonale e di shopping, da dove la mattina presto gli atleti si avviano di corsa verso la base nautica: un gruppone che per qualche minuto blocca il traffico e fa ringalluzzire (la voglia di fare sport è sempre contagiosa) i turisti meno sedentari, già pronti a partire per un lungo trekking in direzione delle cime innevate, un robusto footing lungo i sentieri del fondovalle o una calibrata sgambata in mountain-bike. Oppure verso un gustoso cappuccino con brioche nel bar di fronte.

(Foto Mimmo Perna ©)

Torna indietro