PIEDILUCO NEWS, MATRIX E TANTO ALTRO

a cura di Enrico Tonali

Il Direttore Tecnico azzurro Beppe de CapuaPIEDILUCO, 11 maggio - I latini dicevano che era lì - nel “matrix” femminile - che l’uomo diventava  cosa viva, l’embrione di un genio o di un guerriero, più spesso di un onesto viandante di questo mondo. Matrix si chiama anche il sistema messo a punto dal Direttore Tecnico azzurro Beppe de Capua, consistente in una prima prova principale (la “matrice” appunto) sulla quale poi si confrontano quelle successive.
Già adoperato nel Centro Federale di Piediluco nel 2005, confermandone la validità, Matrix è stato ora usato per la formazione degli equipaggi – che gareggeranno a fine maggio nella prima prova di Coppa del Mondo a Monaco – con atleti che non si erano qualificati, per questo appuntamento internazionale, direttamente nel recente Memorial d’Aloja.
I vogatori sono stati prima valutati e selezionati attraverso le prove fisiologiche a terra (con il MAP, Maximum Aerobic Power, il test più significativo attualmente) e poi in acqua, a bordo delle specifiche barche per le quali andava composto l’equipaggio: importante, questo, in quanto la velocità di contrazione muscolare dei canottieri è correlata alla velocità del tipo di imbarcazione. A bordo sono state eseguite delle prove comparative sulle quali non ha influito l’eventuale cambiamento delle situazioni atmosferiche (vento, correnti, temperatura): infatti – nel Sistema Matrix - la comparazione non è assoluta tra prova e prova ma è relativa solo all’interno di ciascuna prova, non venendo prese in considerazione le differenze tra gli scostamenti di tempo fra una prova e l’altra, ma solo il rapporto tra i tempi assoluti.

Dalle prove selettive effettuate nel recente campus pre-Monaco a Piediluco sono scaturiti, valutando 8 atleti: un 4 senza pesi leggeri (ITA 2) composto da Nicola Moriconi, Fabrizio Gabriele, Filippo Mannucci, Leonardo Pettinari; due singoli p.l. con a bordo Daniele Gilardoni (ITA 1) e Luca Moncada (ITA 2) che fungeranno anche da riserve gareggianti; una riserva, Livio Leonardo PettinariLa Padula, non gareggiante. Basalini ha preferito rinunciare per ragioni personali.
 
“E’ un vecchio amore che mi è piaciuto reincontrare, questo del 4 senza pesi leggeri”, ha detto l’assistente capo della Forestale Leonardo Pettinari, 33 anni, argento ai Giochi Olimpici di Sydney in doppio p.l., la sua barca dal ‘97 “E’ stato un po’ come cambiare ragazza, si trovano altri stimoli; e poi tutte le situazioni e le nuove esperienze vanno vissute in pieno, bene e con serenità”.
Tra l’altro, proprio sul quattro senza p.l., Pettinari aveva già vinto un titolo iridato nel 1995 e si era piazzato 8° l’anno dopo ai Giochi olimpici di Atlanta.

Con altri 5 vogatori seniores di punta è stato formato – sempre attraverso le selezioni  - un 2 senza (ITA 2) con Domenico Montrone e Edoardo Verzotti (che serviranno pure da riserve gareggianti), mentre sono rientrati alle proprie sedi Giovanni Lunardi, Dario Cerasola e Matteo Motta.
Domenico Montrone

“Sono particolarmente contento, è la mia prima esperienza in Coppa del Mondo e sarà anche un test personale del mio livello agonistico”, ha confessato il  ventenne finanziere Domenico Montrone, new-entry delle Fiamme Gialle, campione del mondo juniores (in doppio) nel 2004. “Sarà bello pure vogare sulle acque olimpiche di Monaco, come lo è stato a Banyoles due anni fa, ricordando le imprese ai Giochi di Barcellona 1992: l’argento degli Abbagnale ed il bronzo del quadruplo”.
 
Dopo quello sulla vogata di coppia (distribuito in occasione del 1° Meeting Nazionale), un nuovo poster tecnico – stavolta sulla vogata di punta – è pronto e verrà presentato e distribuito a
Società, allenatori ed atleti nel 2° Meeting, in programma del 13 e 14 maggio sempre a Piediluco. Lorenzo CarbonciniSicuramente si ripeterà il successo ottenuto con la prima edizione, particolarmente apprezzata per la chiarezza e la completezza del gesto tecnico. “Ho cominciato così, guardando un grande manifesto attaccato nella sala della vasca voga, che riportava i movimenti esatti da compiere in barca. Remavo e cercavo di adeguare la posizione del corpo a quanto era raffigurato; ed anche in barca mi sforzavo di ricordare quegli insegnamenti, semplici ma fondamentali. E’ l’apprendimento visivo.”, ha rammentato Lorenzo Carboncini, 30 anni, assistente della Polizia di Stato, vicecampione olimpico in 4 senza seniores a Sydney 2000, con la maglia cremisi delle Fiamme Oro sotto quella azzurra.
“Attaccare questo poster nella propria camera vorrebbe dire di essere un “devoto” del canottaggio; ma il tutto non si deve però tramutare in un’ossessione”.

Chi manca da un po’ di tempo dal Centro Federale Paolo d’Aloja di Piediluco troverà una piacevole novità: alcune grandi targhe riportano sul perimetro dello stabile l’identificazione del Centro stesso,
Nicola Moriconitogliendolo da un certo parziale anonimato al quale gli addetti ai lavori erano forse abituati, ma che poco si confaceva con la conoscenza della struttura fuori del mondo remiero. Le targhe sono affiancate dalla Bandiera Italiana, recentemente abbrunata a ricordo dei Caduti di Nassiriya e di Kabul.
“E’ bello che la gente riconosca il posto in cui ci alleniamo e gareggiamo. Questo ci gratifica e ci fa sentire orgogliosi di rappresentare l’Italia nel nostro sport”, ha affermato Nicola Moriconi, anche lui ventitreenne finanziere della Fiamme Gialle, campione del mondo nel 2002 sull’otto pesi leggeri. “Mi pare giusto pure che si ricordino i nostri soldati scomparsi, tra l’altro nostri colleghi delle Forze Armate. E’ la prima volta che vedo ciò in un centro sportivo e lo ritengo un bel gesto simbolico, uno stare vicino ai caduti ed alle loro famiglie”.

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