ADAPTIVE ROWING, LA VITTORIA PIU’ BELLA
di Maurizio Ustolin

sabatopomeriggiogavirate 003.JPGGAVIRATE, 1 luglio - Si chiama Adaptive Rowing ma fa rima con passione, caparbietà e amore per il canottaggio. E’ il superare le difficoltà della vita attraverso lo sport. E’ il coraggio di chi lo pratica e coraggioso è chi lo fa fare. Sembrerebbero luoghi comuni ma chi così pensa dovrebbe essere stato presente a Gavirate oggi pomeriggio tra le 13,30 e le 15 per assistere al 1° Campionato italiano di canottaggio per i diversamente abili.
E allora signori… giù il cappello davanti a questi uomini e donne che sono riusciti ad imparare un movimento come quello della voga, star seduti su una barca in mezzo all’acqua cercando un movimento sincrono con i compagni e nel contempo far di tutto per vincere la gara.
Non puoi capire appieno il significato di questa manifestazione se non scendi tra di loro sul pontile, se non vedi di che cosa sono capaci di fare gli atleti dell’Adaptive, ma soprattutto l’entusiasmo che ci mettono nel remare, la genuina felicità di aver portato a compimento il percorso.
sabatopomeriggiogavirate 042.JPGLe parole del profano come me vengono presto coperte da quelle di Paola Grizzetti, la responsabile nazionale della squadra di Adaptive, che al termine del campionato, in un soleggiato sabato pomeriggio di luglio, alla mia prima domanda scontata, risponde e poi parte come un fiume in piena e si racconta.
Che cosa ha spinto una olimpionica come te a dedicarsi all’Adaptive Rowing? Posta la domanda mi dò del cretino al vedere il suo sorriso ironico. Ma quante volte gliel’avranno chiesto? “Ho sempre creduto fosse giusto dare la possibilità ai diversamente abili di praticare il nostro sport”, risponde.
“Poi, avendo in famiglia una campionessa come mia sorella, che a causa di un incidente per un periodo ha dovuto lasciare il canottaggio, ho pensato proprio partendo da lei e da altri atleti della zona di costituire un equipaggio di Adaptive. Come chiedere ad un disabile di provare il canottaggio? Come agli altri. E la risposta è quasi sempre entusiasta. sabatopomeriggiogavirate 043.JPGAlla Canottieri Gavirate sono circa una trentina di disabili che praticano la voga su circa una cinquantina in tutta Italia. Abbiamo dovuto adeguare alcuni spazi, ma ora anche gli atleti dell’Adaptive si allenano assieme agli altri e nonostante siano molto autonomi sono aiutati senza problemi dai normodotati”.
“Anche per le imbarcazioni – continua - non ci sono stati grosse difficoltà. Abbiamo adattato quelle che già avevamo. Per alcuni tipi di disabilità usiamo barche (yolette o canoè) che hanno minori problem
i di equilibrio. Abbiamo lanciato un Progetto di solidarietà con l’Istituto Comprensivo di Gavirate. Pensa che per l’acquisto di una Gig (yoletta con il banco voga in linea) i ragazzi delle medie, per contribuire in qualche modo anche loro all’acquisto, hanno venduto per alcuni giorni panini di Nutella preparati a casa. E’ stato istituito un concorso all’interno del Comprensivo ed ha vinto uno splendido disegno raffigurante il lago di Gavirate, con un’imbarcazione a otto ed il Monte Rosa sullo sfondo. Una bella soddisfazione”.
Ma oltre alla Gavirate, chi pratica il canottaggio per i diversamente abili? “Chi non lo pratica vuol dire che non ha interesse a farlo perché non è necessario essere una grossa società. Si stanno muovendo verso l’Adaptive: l’Aniene a Roma, l’Armida ed il Cus Torino, gli Ospedalieri a Treviso, tutti con fior di allenatori.
sabatopomeriggiogavirate 048.JPGQui a Gavirate gli allenamenti sono portati avanti da me e da quattro ragazzi delle superiori che stanno per superare il primo gradino della carriera di istruttore, ma che grazie a questo tipo di attività (1 ora al giorno), guadagnano il credito formativo. A Gavirate il prossimo mese ci sarà il primo raduno selettivo in vista del Campionato del mondo di Adaptive che si terrà ad Eton in Inghilterra nei stessi giorni del Campionato assoluto e Pesi Leggeri, e chi oggi hai visto in acqua vi parteciperà per cercare di guadagnarsi un posto in nazionale. Un po’ di più pazienza, un po’ di più tempo, ma alla fine la straordinaria soddisfazione di aver avviato al canottaggio uomini e donne che dallo sport del remo trarranno un beneficio non solo fisico”.

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